Il gruppo consiliare “Progetto Nuova Saluggia” ha presentato un’interrogazione con risposta scritta per chiedere chiarimenti e motivazioni in merito all’ordinanza n. 22/2026 firmata dal sindaco Libero Farinelli, che impone la chiusura entro le 24 di tutti i pubblici esercizi di somministrazione del territorio.
La stretta sugli orari dei locali a Saluggia
Il provvedimento, adottato il 27 agosto 2026 e promosso in vigore dal 28 agosto, stabilisce la cessazione delle attività e la chiusura al pubblico entro le ore 24:00 di ogni giorno della settimana per bar, ristoranti, pub, circoli privati e attività artigianali assimilate. I consiglieri di minoranza Claudio Brentan, Andrea Garbiero, Nicoletta Pozzi e Claudio Relino richiamano il principio della liberalizzazione degli orari dei pubblici esercizi (art. 31, D.L. n. 201/2011) e ricordano che i poteri di limitazione oraria previsti dall’articolo 50 del TUEL richiedono il rispetto dei principi di proporzionalità, adeguatezza e una rigorosa istruttoria basata su elementi oggettivi.
Le contestazioni del gruppo d’opposizione
Nell’atto depositato il 31 agosto 2026, la minoranza sostiene che l’ordinanza sia priva di un pretesto preciso e circostanziato, fondandosi su considerazioni astratte e generalizzate senza fare riferimento a verbali, esposti formali o rilievi tecnici dell’ARPA che attestino un’effettiva alterazione della quiete pubblica. Viene inoltre evidenziato come una restrizione indiscriminata estesa a tutto il territorio comunale si ponga in potenziale contrasto con l’orientamento della giurisprudenza amministrativa, che censura i provvedimenti penalizzanti per intere categorie in assenza di una mappatura delle aree critiche.
Il nodo del limite di 30 giorni e i rischi legali
Sotto il profilo formale, i consiglieri rilevano che l’articolo 7 dell’ordinanza stabilisce che l’atto “resta efficace fino a diverso provvedimento”, ponendosi in collisione con l’articolo 50, comma 7-bis del TUEL, il quale vincola l’efficacia di tali ordinanze non contingibili e urgenti a un periodo non superiore a trenta giorni. Secondo il gruppo consiliare, la presenza di tali vizi espone l’amministrazione comunale al rischio concreto di ricorsi al TAR con conseguente annullamento coatto dell’atto, danni d’immagine ed economici per l’Ente.
Le quattro richieste rivolte alla Giunta
Attraverso l’interrogazione indirizzata al Sindaco, alla Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario e al Responsabile della Polizia Municipale, il gruppo chiede:
- Quali criteri e dati oggettivi (verbali, segnalazioni delle Forze dell’Ordine o rilievi fonometrici ufficiali ARPA) abbiano supportato l’istruttoria.
- Perché non siano state valutate misure alternative e mirate sui singoli trasgressori, come il potenziamento dei controlli di Polizia Locale o limitazioni alla vendita da asporto.
- Se l’Amministrazione non ritenga opportuno avviare un immediato riesame in autotutela per evitare azioni di rivalsa legale.
- Quali deroghe orarie speciali saranno garantite ai locali in occasione della ricorrenza di San Grato, con le relative modalità e tempistiche di concessione.