La scomparsa di Loredana Canil, avvenuta all’età di 68 anni, lascia un vuoto profondo a Torrazza Piemonte e tra i tanti che l’hanno conosciuta durante la sua lunga carriera professionale.
L’ultimo saluto all’infermiera dal cuore d’oro
Donna di origini friulane, aveva dedicato la sua vita alla cura degli altri lavorando come infermiera pediatrica all’ospedale Martini di Torino. In quel reparto ha accompagnato nel percorso della nascita e dei primi passi tantissimi bambini, diventando un punto di riferimento per molte famiglie grazie alla sua competenza e alla sua naturale dedizione verso i più piccoli. Anche dopo il pensionamento, il suo spirito di servizio non si era esaurito, portandola a prestare attività come volontaria alla Rsa Residenza Uno di Saluggia.
I ricordi
Il sindaco di Torrazza Piemonte, Massimo Rozzino, ne ha tracciato un ricordo commosso, descrivendola come una donna di cuore, dotata di un carattere tosto ed estroverso. Nonostante la vita l’avesse messa di fronte a prove durissime, Loredana aveva sempre trovato la forza per rialzarsi, affrontando con lo stesso piglio combattivo anche l’ultima battaglia contro la malattia, lottando con dignità fino alla fine. Rozzino rammenta con affetto le lunghe chiacchierate con lei, sottolineando la sua straordinaria generosità: era una persona che, se possedeva dieci, era capace di donare cento. Questo suo altruismo si manifestava in ogni occasione, come quando tornava dai viaggi in Sicilia, terra del suo amato compagno anch’egli scomparso, e portava doni e pensieri per tutti gli amici e i conoscenti.
La sua vitalità e il suo amore per la bellezza si riflettevano chiaramente nella cura della sua abitazione, che diventava un punto di attrazione per il paese durante ogni festività. Loredana amava addobbare la casa con creazioni artigianali che testimoniavano la sua grande manualità e fantasia. A Natale era solita allestire un meraviglioso presepe illuminato su un carretto posto vicino al cancello, per fare in modo che chiunque passasse potesse goderne, mentre a Carnevale decorava l’esterno con numerose maschere realizzate a mano, alcune delle quali persino ad altezza uomo.
Negli ultimi tempi, il suo pensiero più costante e amorevole era rivolto a Ketty, la sua piccola cagnolina. Per Loredana, Ketty non era solo un animale domestico, ma una vera e propria figlia, la compagna fedele di ogni giornata. Anche mentre la salute veniva meno, la sua preoccupazione principale restava il futuro della cagnolina, desiderando con tutto il cuore che qualcuno potesse prendersene cura con lo stesso amore che lei le aveva sempre garantito.