l'intervista

Marta: «Un 2025 concreto tra servizi, sicurezza e territorio senza lasciare indietro nessuno»

Con la consigliera metropolitana di Forza Italia tra buoni propositi e obiettivi raggiunti

Marta: «Un 2025 concreto tra servizi, sicurezza  e territorio  senza lasciare  indietro nessuno»

Intervista di fine anno a Clara Marta consigliera metropolitana di Forza Italia.

Marta: «Un 2025 concreto tra servizi, sicurezza e territorio senza lasciare indietro nessuno»

Come è stato il 2025 in Città Metropolitana?

«Il 2025 è stato per me un anno intenso, complesso e profondamente concreto all’interno del Consiglio Metropolitano. Una candidatura nata anche in modo improvviso, che mi ha permesso di comprendere fino in fondo quanto il ruolo della Città Metropolitana sia determinante per i Comuni. In questo anno ho scelto di lavorare partendo dai bisogni reali delle comunità. Un esempio significativo è stata la riapertura dell’ufficio postale di San Raffaele Cimena, chiuso da mesi: un servizio essenziale restituito ai cittadini grazie a un lavoro costante, portato avanti insieme al Sindaco e attraverso un dialogo continuo con Poste Italiane. Accanto a questo, ho seguito numerose azioni legate alla viabilità e alla manutenzione delle strade sui territori. Il 2025 è stato però segnato anche da eventi drammatici, come l’alluvione. Il nostro territorio, con la sua parte collinare e la pianura attraversata dal Po, resta fragile, ma oggi è più preparato rispetto al passato. La grande alluvione del 1994 ha insegnato molto, portando a sistemi di monitoraggio più evoluti e a una maggiore attenzione alla prevenzione. Resta centrale il tema della manutenzione dei corsi d’acqua: la tutela ambientale non può mai prescindere dalla sicurezza delle persone. In questo quadro si inserisce anche il tema delle infrastrutture, a partire dall’attenzione alla realizzazione del nuovo ponte di Castiglione. I ponti non sono solo opere tecniche, ma connessioni vitali tra comunità, servizi e sviluppo. Un altro asse fondamentale del mio impegno riguarda le scuole. Sono stata personalmente a Lanzo per verificare criticità importanti in edifici per i quali erano già stati stanziati fondi pubblici della Città Metropolitana, ma che rischiavano di rimanere incompiuti per inerzia o mancanza di visione. Lo stesso vale per Chivasso, città baricentrica che raccoglie servizi per un intero territorio. La riduzione dei servizi penalizza non solo Chivasso, ma l’intera area che su di essa converge. Sicurezza e presidio delle zone più critiche devono essere affrontati con serietà e continuità. La sicurezza, infatti, non è solo controllo: si costruisce anche attraverso la prevenzione sociale, le opportunità, il lavoro e l’attenzione ai giovani».

Propositi per il 2026?

«Guardando al 2026, credo nella necessità di una visione di sviluppo che parta dall’identità dei territori. Anche nei piccoli Comuni si può creare economia attraverso il turismo, il commercio e la valorizzazione delle eccellenze locali. Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO dimostra che ciò che nasce come locale può diventare valore universale. Il futuro del nostro territorio dipende dalla capacità di tenere insieme concretezza e visione.
Un buon politico non è colui che realizza qualcosa per vederla conclusa durante il proprio mandato, ma chi lavora affinché resti qualcosa di utile per chi verrà dopo».

Il suo brindisi?

«Il mio brindisi, prima di tutti , è un grazie per ciò che ho. E dovremmo tutti : essere come il sole, che quando si avvicina al tramonto versa nel mare tutto il suo oro, affinché anche il pescatore più povero abbia un remo d’oro con cui continuare a navigare. È questo il mio augurio al nostro territorio: lasciare qualcosa di prezioso a chi verrà dopo, senza lasciare indietro nessuno».