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Maturità, i più bravi del territorio che valgono 100

E c'è chi è riuscito anche a conquistare la lode

Maturità, i più bravi del territorio che valgono 100
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Sono cinque gli studenti che non solo hanno raggiunto il 100 alla Maturità, ma che sono stati addirittura premiati con la Lode a Chivasso.

Gli studenti da 100 e lode

Al Newton, in 5H, ce l'ha fatta Cristina Castello: «Gli scritti sono stati l’opposto di quello che immaginavo: matematica l’ho trovata più facile del previsto, mentre per italiano speravo ci fosse almeno una traccia riguardante temi scientifici. Invece nell’orale, sono stata fortunata grazie a uno spunto matematico che mi aspettavo. Ero particolarmente preoccupata per il tema, in quanto italiano non è mai stata la mia materia preferita e sapevo che sarebbe potuto uscire un qualsiasi argomento. La Lode non me l’aspettavo proprio, ma sono molto contenta di averla ottenuta. Non credo ci sia un segreto per raggiungerla. Mi è sempre piaciuto molto studiare e ho la fortuna di ricordare facilmente ciò che leggo e vedo in classe. In generale, la maturità e il risultato ottenuto sono una grandissima soddisfazione. Dopo il liceo inizierò il mio percorso in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino».

Nella 5A del Newton è stata premiata con la Lode Giorgia Aloisio che, concluso il Liceo, spera ora di continuare gli studi nel campo sanitario: «L’esame di Maturità sarà per me un bellissimo ricordo, me lo sono vissuto a pieno. La prima e la seconda prova sono state sicuramente impegnative, ma ero pronta ad affrontare sia il tema di italiano che la versione di greco; durante il quinto anno ho studiato con impegno, recuperando così anche ciò che la mia classe ha trattato nel quarto anno, che io ho invece trascorso in Montana, negli Stati Uniti. La terza e ultima prova, quella orale, mi preoccupava maggiormente, ma al contempo mi incuriosiva potermi confrontare con gli insegnanti della commissione. La Lode non me l’aspettavo, così come non mi aspettavo il 100. Non c’è alcun segreto per raggiungere tale risultato; l’umiltà e la dedizione giocano un ruolo fondamentale. Il 100/100esimi e Lode è un esito gratificante, l’ho accolto con gioia, anche se ciò che mi ha reso più contenta sono stati i sorrisi e i complimenti della commissione, che valgono più di ogni numero».

La terza Lode del Newton è andata a Gabriele Fontana, della 5E: «Onestamente, alla Lode non ci pensavo nemmeno: mi sembrava un miraggio prendere in tutte e tre le prove il massimo del punteggio, soprattutto nel tema. Non so quale sia il segreto per raggiungerla se non quello di dare sempre il meglio di sé e non arrendersi mai. Ovviamente, ci vuole anche un tocco della dea bendata. Il mio esame, come attestato dal voto, è andato bene. Non ho avuto grosse difficoltà: ho vissuto quest'ultimo anno di Liceo, compreso questo mese di esami, con spensieratezza e felicità, ma anche con un pizzico di nostalgia pensando al fatto che da settembre la scuola non sarà come l'ho sempre intesa. Per me, la Lode significa riconoscenza da parte delle persone del mio impegno costante. Dopo il Liceo, frequenterò la facoltà di Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino».

In 5E del Newton è stata premiata con il 100 e Lode anche Marta Rosmo: «Sono molto soddisfatta di come sia andato il mio esame, non soltanto per il risultato che ho raggiunto, ma per come ho vissuto le prove. Avevo un po’ di ansia, soprattutto per la prova orale, invece si è rivelata la prova più semplice tra le tre: la commissione mi ha messa fin da subito a mio agio e senza rendermene conto quell’ora è volata. Onestamente non avevo preso in considerazione la Lode, perché pensavo di perdere qualche punto agli scritti, in particolar modo alla seconda prova. Non credo esista un particolare “segreto” per ottenerla: dedizione e impegno costante negli anni permettono di arrivare all’esame con il massimo dei crediti, poi per fare dei buoni scritti può aiutare svolgere delle prove degli anni precedenti. Infine, come per ogni cosa, ci vuole un po’ di fortuna. Il voto di Maturità non determina la persona tuttavia è senza dubbio una grande soddisfazione personale e un riconoscimento degli sforzi che hanno permesso di raggiungere tale risultato. Ho scelto di iscrivermi al corso di ingegneria energetica al politecnico di Torino e magari dopo la triennale andrò a studiare all’estero».

L'unica Lode (per ora) raggiunta all'Europa Unita se l'è aggiudicata Irene Zito, della 5BL: «Ho frequentato il Liceo linguistico con terza lingua tedesco e indirizzo Esabac, quindi con la possibilità di prendere un doppio diploma italo-francese, che permette di accedere alle università francesi. Posso dire che il bilancio generale del mio esame sia stato positivo, credo che la mia preoccupazione maggiore fosse per gli scritti, in particolare per lo scritto Esabac. A livello di preparazione ero tranquilla, perché in questi anni abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro, mi preoccupava più che altro non riuscire a svolgere nei tempi le due parti e, ovviamente, a questo si aggiungeva il fatto che si trattasse di una prova piuttosto impegnativa, ma sono riuscita a portarla a termine con soddisfazione. Per la Lode le possibilità c’erano ma in generale quello a cui puntavo era di poter fare un colloquio che mi rendesse soddisfatta e che mi permettesse di mettere veramente in pratica le conoscenze acquisite in questi cinque anni, per costituire un discorso che andasse al di là delle classiche interrogazioni fatte nel corso dell’anno. Ovviamente sono stata molto contenta di scoprire il risultato, ho sempre cercato di mettere impegno in quello che ho fatto durante il mio percorso liceale e sono felice che sia stato riconosciuto. Ora che ho chiuso questo grande e importante capitolo della mia vita, vorrei intraprendere una strada diversa: il mio sogno sarebbe entrare alla facoltà di Medicina, in alternativa comincerei Biotecnologie. Anche se non continuerò a studiare lingue, non voglio perdere i progressi fatti in questi anni: mi piacerebbe spostarmi in futuro, sia per completare gli studi che per lavoro».

La carica dei 100

Ecco i primi intervistato che hanno terminato l'esame di Maturità con 100.

EUROPA UNITA

In 5A Meccatronica l'unico 100 è andato a Diego Ricciardi che ha raccontato le varie fasi della preparazione spiegando come «Per arrivare preparato alla prima prova è stata necessaria una buona conoscenza del programma di storia e letteratura.
Mi è stato anche utile sviluppare un pensiero critico riguardante temi di attualità. Inoltre mi sono informato online su quali tracce sarebbero potute uscire all'esame e ho approfondito quegli argomenti.
Per quanto riguarda la preparazione per la seconda prova, oltre alla conoscenza della materia, mi è servito anche sviluppare l'abilità nel problem solving per poter gestire le insidie che spesso caratterizzano le prove d'indirizzo. Infatti in una parte della prova di meccanica ho dovuto risolvere un quesito non potendo affidarmi al manuale tecnico in quanto sprovvisto delle equazioni necessarie alla risoluzione, questo ha richiesto diverso tempo e concentrazione.
È normale avere un po' di ansia, perché l'esame è la conclusione di un percorso di cinque anni e gli argomenti sono tanti».
Anche Alessandro Piccione, della 5D Meccanica, ha chiuso gli anni da liceale con 100: «Aver ottenuto 100 come risultato è molto soddisfacente, secondo me è stato possibile arrivarci attraverso uno studio costante, soprattutto l’ultimo anno, dove è importante studiare dall’inizio, per poi fare solamente un ripasso in vista dell’esame».

Soddisfazione anche per Francesca Pedullà che ha trascorso gli ultimi cinque anni nella sezione B del Linguistico: «Nonostante io abbia cercato di rimanere il più serena possibile quando si parlava dell'Esame di Stato, sia durante l'anno che dopo la fine della scuola, ammetto che ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che si trattasse di una "Mission impossible", soprattutto durante la famosa notte prima degli esami, in cui nella mia mente si proiettavano mille scenari diversi, tutti catastrofici, di come sarebbe potuta andare. La cosa che mi premeva di più era dimostrare chi sono senza rovinare il lavoro di tanti anni, evitando di farsi trovare impreparati nella prova che spaventa sempre più di tutte: l'orale. Parlare davanti ad una commissione che non conosce il tuo percorso è stata una bella sfida, infatti nelle giornate precedenti il colloquio mi sono esercitata proprio nel trovare collegamenti vari e modi per poter sviare eventuali domande scomode e riportare l'attenzione laddove volessi io e non posso che affermare che il risultato mi abbia soddisfatta al 100%».

NEWTON

«In questi  anni di liceo sono cambiato molto ed ho conosciuto molte persone che ora fanno parte della mia vita», ha riflettuto Alessandro Pellegrini, che ha finito con 100 il suo percorso nella 5H. «E' stato, inizialmente, un periodo complesso per via della quarantena, però con l'ottima preparazione da parte dei docenti lungo tutto il percorso sono riuscito a concludere questa pagina della mia vita nel migliore dei modi».

In 5G Jessica Bertolina racconta il suo esame da 100/100esimi: «L'orale è andato molto bene! Ero l'ultima della mattinata quindi l'ansia si è fatta sentire, ma quando sono entrata e ho visto lo spunto mi sono subito tranquillizzata: era un'immagine di fisica, e da lì sono riuscita a collegare tutte le materie. Fra tutte era la prova che temevo di più, ma alla fine sono riuscita a prendere il massimo del punteggio, e sono molto soddisfatta di come è andato l'intero esame».

In 5A il 100 è andato a Nicole Covelli: «Le mie aspettative sulla maturità erano inizialmente basse e disperate, ma appena hanno posato i fogli con le tracce della prima prova mi sono ricreduta: Ungaretti è stato il mio faro proprio come il “riflettore” presente nella sua poesia “Il Pellegrinaggio”. Giunto il giorno dell’orale ero con i nervi a fior di pelle perché passavo per seconda e senza nessun feedback era un salto nel buio. Per fortuna l’atterraggio è stato morbido e rassicurante: la commissione non è stata indisposta ma anzi è stata capace di farmi sentire a mio agio e ascoltata senza alcuna pressione».

In 5D hanno chiuso gli anni da liceali con il massimo dei voti Giulia Testa, Davide Milanesi e Alberto Reano. «Questo 100 - ha affermato Giulia - è il coronamento di cinque anni intensi e spesso faticosi, durante i quali ho sempre cercato di dare il meglio delle mie possibilità, senza pormi limiti. Cercherò di trarre da questo piccolo-grande traguardo non solo nuova consapevolezza, ma il giusto stimolo per affrontare il mio futuro percorso universitario».

«A livello di difficoltà avevo aspettative abbastanza alte - ha continuato Davide - specialmente per quanto riguarda la seconda prova di matematica, dove in passato erano state proposte tracce di un livello di gran lunga superiore a quello raggiungibile a fine quinta. Alla fine la prima prova si è rivelata essere in linea con le aspettative, proponendo tracce interessanti, non particolarmente complicate. Il livello della seconda prova invece, seppur al di sotto delle mie aspettative, era comunque abbastanza elevato».

«L’esame orale di maturità di quest’anno - ha concluso Alberto - è stato una prova impegnativa sotto diversi punti di vista. Oltre a testare la mia preparazione nelle materie curricolari, in cui ho dimostrato un’ottima padronanza grazie al duro lavoro svolto durante l’anno, ha anche messo alla prova la mia sfera emotiva. Devo ammettere che l’ansia ha influenzato i primi momenti del colloquio, tuttavia, con il passare del tempo, la tensione si è attenuata, permettendomi di affrontare le altre materie e rispondere alle domande dei commissari con una certa tranquillità. Ricorderò l’esame orale come un momento positivo e liberatorio, poiché ha segnato la conclusione di un lungo e difficile percorso».
Altri tre cento in 5E: lo hanno portato a casa Carlo Castellino, Francesca Massaia e Lucrezia Venir. «Credo che la ricetta sia sempre la stessa - ha constatato Carlo -occorre una buona dose d’impegno e di determinazione, nonché un buon metodo. Il mio pensiero è che l’Esame non sia affatto un evento isolato, ma viva di tutto ciò che lo ha preceduto, che ne è  parte costitutiva essenziale. Mi sono preparato con passione: è questo l’unico vero ingrediente che unire organicamente le diverse discipline, le varie nozioni, le correnti di pensiero e le formule scientifiche. Di questo devo ringraziare i miei professori: mi hanno trasmesso l’amore per le cose».

«Questo 100 - ha concluso Lucrezia - per me è una grande soddisfazione personale. Nonostante non sia un voto a definire ciò che siamo, penso che questo risultato rispecchi a pieno quello che è stato il mio lavoro in questi cinque anni».
In 5I ce l'hanno fatta Martina Anese e Teodora Saric. «Sono entrata al liceo - ha riflettuto Martina - con l'aspettativa di dedicare la maggior parte del mio tempo allo studio della fisica, della chimica e della matematica, ma ho scoperto che anche le materie umanistiche sono importanti e possono lasciarci degli insegnamenti di alto valore. Inoltre ritengo di essere cambiata caratterialmente, tutti noi abbiamo dovuto affrontare un inizio difficile a causa del COVID, ma abbiamo avuto l' occasione di riscattarci. Mi ricorderò dei professori che sono sempre stati disposti ad aiutarci e a credere in noi fino a questo epilogo».

«Sebbene non avessi aspettative così alte per la mia maturità - ha continuato Teodora - ero molto preoccupata per la seconda prova; sono soddisfatta del risultato ottenuto e del mio andamento nelle prove scritte e nel colloquio orale. Mentre la prima prova mi è sembrata abbordabile, la seconda si è rivelata molto più difficile, in quanto aveva problemi e quesiti complessi».
I 100 sono arrivati anche in 5B dove se lo sono meritate Vittoria Gorgerino e Sophia Anastasia Sciurba. «Non avevo esattamente un’aspettativa precisa - ha riflettuto Vittoria - ma piuttosto la consapevolezza di che cosa la maturità effettivamente rappresenti: un passaggio, una svolta, una metamorfosi. Forse la maturità creava timore in me per l’ansia di dover concludere la mia forma precedente di studentessa del liceo nel migliore dei modi, di non riuscire a definirmi in una forma successiva. L’esame di Maturità lascia uno spazio libero per far emergere una parte importante di soggettività arricchita grazie allo studio, una certa espressione di un “io” a volte troppo infossato».
“Porterò con me la consapevolezza che il duro lavoro e la dedizione ripagano - ha concluso Sophia Anastasia - il supporto dei miei insegnanti, dei miei genitori e della mia famiglia, le competenze critiche e analitiche che ho sviluppato. Ogni esperienza vissuta, dalle cadute ai piccoli successi, mi ha reso più forte e pronta ad affrontare sfide future. La preparazione ricevuta mi ha insegnato ad essere costante nel portare a termine impegni continui, a calibrare bene le mie capacità organizzative e gestire moli di studio non indifferenti. Grazie a questa scuola e agli insegnanti ho ampliato moltissimo il mio bagaglio culturale, aprendomi ad ambiti che mi hanno fin da subito appassionato».

In 5C hanno finito il Liceo con 100 Chiara Fisanotti e Silvia Martino.

CALAMANDREI

Alessio Dimigi, residente a Torrazza Piemonte, è molto fiero di questo risultato frutto di anni di studio e di lavoro ma anche di un esame brillante che lui commenta così: «Le prove scritte mi hanno sorpreso. La prima in particolare. Nei tanti esercizi preparatori che ci aveva fatto fare la professoressa, non ero mai andato così bene, credo di essermi semplicemente immerso in pieno nello scritto che stavo svolgendo, stando attento a ogni virgola.
La seconda prova l'ho trovata addirittura semplice, ma effettivamente non ho mai avuto difficoltà a risolvere i problemi di topografia nel corso dell'anno scolastico. L'orale, nonostante l'ansia iniziale, sono riuscito a svolgerlo con serenità, anche perché ho esposto argomenti che mi erano piaciuti particolarmente e che sapevo molto bene.
Della maturità temevo di imbattermi in prove complesse e quindi di non riuscire a completarle in modo corretto ed esaustivo, ma alla fin fine è tutto fattibile ed inerente con quello che abbiamo sempre fatto, ho cercato infatti di svolgere questo esame con serenità e spensieratezza, senza veri e propri obiettivi, sono stato infatti molto sorpreso del voto finale.
Cento è sicuramente un traguardo molto importante, e sono fiero del mio percorso e di come è finito. Nel mio futuro, dopo una meritatissima vacanza di tranquillità e di svago, penso di iniziare a lavorare presso uno studio di geometri per entrare poi all'albo dei geometri, non escludo però che in un futuro potrei intraprendere un corso universitario».

Ingryd Kopf abita a Verrua Savoia e anche lei è molto soddisfatta della sua Maturità che commenta: «Le prove scritte sicuramente mi hanno colto un po' di sorpresa: mi aspettavo sicuramente una prima prova più stimolante, invece ho trovato le tracce molto convenzionali, se così vogliamo e che stimolavano veramente poco quello che è il pensiero critico di ognuno di noi studenti. Per quanto riguarda la seconda traccia, mi è sembrata un po' più difficile in quanto molto differente da tutte quelle che abbiamo provato a svolgere durante il corso dell'anno. L'orale invece è stato eccezionale, era forse la prova che più mi preoccupava! Alla fine però si è svolto estremamente bene. Ho trovato di fronte a me una commissione adorabile, che non mi ha messo assolutamente ansia, anzi, mi ha lasciata parlare in tranquillità, intervenendo solo per fare interventi costruttivi che stimolavano il discorso, interrompendo il clima esaminatorio e rendendolo molto più colloquiale, il che mi ha aiutato veramente tantissimo nell'esposizione e nella spiegazione dei temi di cui avevo intenzione di parlare. Onestamente non pensavo di riuscire a conquistare questo grande traguardo. Vedevo il 100 come un risultato molto, molto lontano. Ho iniziato forse a sperarci nel momento in cui ho visto i risultati delle prove scritte, un 16 di seconda prova e un 20, il massimo di italiano. Questi hanno sicuramente aiutato ad alzare un po' la mia autostima e dare il tutto per tutto per riuscire a conseguire il risultato che poi effettivamente sono riuscita ad ottenere. Per quanto riguarda il mio futuro, non prevedo nulla di speciale, se non una vacanza per festeggiare la maturità. Dopodiché inizierò sicuramente a lavorare in un ufficio di Torino. Penso poi, che l'anno prossimo o quello dopo rinizierò anche a studiare. Sono ancora molto indecisa sul corso di laurea da seguire ma per il momento, il miglior partito è sicuramente quello di lingue».

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