ISTRUZIONE

Maturità, le eccellenze del territorio

Quattro chiacchiere con i 100/100 di Europa Unita, Newton e Martinetti. Storie di grandi sacrifici, impegno e (tantissimi) progetti per il futuro

Maturità, le eccellenze del territorio

Dopo la scorsa settimana prosegue il viaggio tra le eccellenze, tra gli studenti che hanno completato il loro percorso di studi liceale con il massimo riconoscimento: il 100/100 come voto dell’esame di Maturità.

Europa Unita e Liceo Newton

Se all’Europa Unita ce l’ha fatta Matilde Spanu, alunna del Liceo Linguistico, al Newton, in 5B Classico hanno portato a casa il 100 Maria Alati, Gaia Michelle e Arianna Sole Favero.
La commissione d’esame della 5C Scientifico ha premiato ben tre studenti: Alessandro Giunta ed Emma Ruffati.
«Per le prove scritte, italiano e matematica, ho ripassato gli argomenti delle singole prove», ha commentato Alessandro ricordando gli scritti. «Per la prova orale ho provato a ripassare tutte le materie che dovevo portare (italiano, matematica, scienze, storia ed educazione civica) ma ad un certo punto ho lasciato perdere. Poi mi sono pentito di questa scelta e la notte prima ho continuato a “studiare” fino all’1, anche se non penso sia stato particolarmente utile. Direi che la prova per cui ero più in ansia è stata l’orale, proprio per la mia scelta di trascurare abbastanza il ripasso, comunque poi è andato tutto bene».
«Le prove scritte sono andate abbastanza bene, ero soddisfatta soprattutto della prima prova, dove ho scelto la traccia sulla Repubblica», ha continuato Emma. «Non era la traccia che mi aspettavo, mi ero preparata soprattutto sull’intelligenza Artificiale perché molti lo davano come tema sicuro, e in effetti si sarebbe prestato a molti collegamenti, ma sono felice della traccia che ho scelto».

Liceo Martinetti Caluso

Tanti, i ragazzi premiati con il voto più alto anche al Liceo Martinetti di Caluso: in 5A dell’Istituto Tecnico per il Turismo ha preso 100/100 Filippo Minneci, in 5B dell’Istituto tecnico Chimica e Biotecnologie il 100 è andato a Matteo Vercellino mentre Valeria Baravalle ed Elisa Reinerio hanno primeggiato in 5D Scientifico Scienze Applicate.
«Per me questo 100 è una bella soddisfazione, il giusto riconoscimento per il mio costante impegno in questo percorso di studi», ha commentato Elisa. «L’esame di maturità, in modo particolare l’orale, mi ha lasciato un bel ricordo, che conserverò per sempre. Non davo per scontato questo risultato, perché sapevo bene quante variabili c’erano in gioco, ma confesso che ci speravo. Ora, averlo finalmente ottenuto, fa davvero un bell’effetto! Ci tengo a condividere questo traguardo con le persone che mi sono state vicine e mi hanno supportata nei momenti più difficili e impegnativi. Il segreto per raggiungerlo? Non penso ci sia. Bisogna solo avere molta costanza, organizzazione e determinazione. È importante credere nelle proprie possibilità e avere voglia di mettersi in gioco, anche quando il percorso sembra in salita. I risultati finali sono la somma di tanti piccoli passi compiuti con impegno giorno dopo giorn».
Infine, in 5G Linguistico, il voto più alto è andato a Greta Nanchino.

I «magnifici» della Lode

Oltre al 100/100 a pochi studenti è stato riconosciuto il merito della Lode, che premia e chiude nel migliore dei modi l’intero percorso liceale.
In 5C dello Scientifico del Liceo Newton ce l’hanno fatta due studenti, Francesco Ciancaglini e Carlo di Lorenzo.
«I risultati delle prove scritte sono stati molto positivi», ha raccontato Francesco. «La prova di Matematica non mi è sembrata particolarmente complessa: era sostanzialmente in linea con quelle degli anni precedenti, forse solo leggermente più impegnativa. La chiave, secondo me, era saper scegliere con attenzione gli esercizi da svolgere. La prova di Italiano, invece, ci ha sorpresi ancora una volta. Cesare Pavese è un autore che raramente viene affrontato in modo approfondito durante il percorso scolastico, mentre Vitaliano Brancati era una scelta che praticamente nessuno aveva previsto. A mio parere è difficile parlare di una vera e propria preparazione per l’Esame di Stato. Più che il risultato dell’ultimo mese di studio, rappresenta il punto di arrivo di un percorso durato cinque anni. Ciò che fa davvero la differenza è il lavoro svolto con costanza nel tempo: seguire le lezioni con attenzione, cercare di comprendere gli argomenti e collegarli alle conoscenze già acquisite, così da costruire una preparazione solida e duratura. Per questo motivo, nei giorni precedenti all’esame mi sono limitato a fare un ripasso generale per riordinare le idee. Prendere 100 e Lode ha, a mio avviso, un valore soprattutto simbolico. Rappresenta il riconoscimento di un percorso e dell’impegno profuso durante tutti gli anni del liceo, più che di una singola prova. Non credo esista un segreto per raggiungere questo risultato e, soprattutto, ritengo che non dovrebbe essere il principale obiettivo di uno studente. La scuola superiore è un’occasione preziosa per confrontarsi, forse per l’ultima volta nella vita, con un insieme così ampio ed eterogeneo di discipline. Al di là del voto finale, ciò che conta davvero è sfruttare questi anni per sviluppare spirito critico, metodo di studio e curiosità, costruendo un bagaglio culturale che rimarrà utile ben oltre l’Esame di Stato. A settembre frequenterò il corso di Laurea in Matematica per l’Ingegneria: mi piacerebbe avvicinarmi fin da subito al mondo della ricerca scientifica e, se ne avrò l’opportunità, continuare a percorrere quella strada anche in futuro».
«La parte che ho temuto di più – ha riflettuto Carlo Di Lorenzo – è stata la prima prova, ma ero anche consapevole che non sarebbe stata fondamentale la conoscenza enciclopedica quanto la capacità di ragionamento e di espressione, perciò prima degli esami scritti non ho esagerato con lo studio e ho cercato anche di riposarmi ed essere pronto e concentrato per le prove. Il voto è per me una grande soddisfazione ma non è mai stato l’unico obiettivo, penso che il mio segreto per aver raggiunto questo risultato sia stato proprio non interessarsi mai particolarmente alle valutazioni quanto alla comprensione delle varie materie, e per questo è stata anche importante avere una famiglia che ha creduto in me e incoraggiato anche se non sono stato sempre costante durante tutto il percorso del liceo. I cinque anni di scuola mi hanno fatto capire quale fossero i miei reali interessi, verso cui poi orientare la scelta dell’università, ma soprattutto mi hanno permesso di sviluppare amicizie importanti. L’anno prossimo frequenterò il corso di Matematica per l’Ingegneria al Politecnico di Torino, penso che sia il percorso che si adatta meglio alla mia passione verso matematica e fisica, ho in mente poi di continuare a studiare il più possibile con la laurea magistrale e oltre, possibilmente anche all’estero».
Al Martinetti le tre Lodi sono andate a Viola Barbero, Emanuele Cencio e a Domenico Scafone.
Viola, che ha portato a casa la Lode a conclusione dei studi in 5A, istituto per Turismo, ha raccontato così il suo esame: «La notte prima degli scritti sono riuscita a dormire, anche se in realtà ero un po’ più preoccupata per la seconda prova. Una volta lette le tracce, però, la tensione si è sciolta ed è andato tutto alla perfezione. Il massimo dei voti agli scritti mi ha dato una grandissima carica per dare il massimo nella preparazione dell’esame orale, che è stata in assoluto la parte che mi ha messo più ansia e che temevo di più. Se mi avessero detto all’inizio di questo percorso che questo sarebbe stato il mio risultato, non ci avrei mai creduto. In realtà, prima di effettuare le prove, non pensavo affatto di riuscire ad arrivare a tanto, per questo sono davvero felicissima e soprattutto fiera di me. Questo 100 e Lode ha un valore immenso perché rappresenta una dimostrazione a me stessa: nonostante sia stato un anno pieno di impegni, il mio percorso e i miei sacrifici sono stati riconosciuti a pieno. Se c’è qualcuno a cui voglio dedicare questo traguardo, lo dedico in primo luogo a me stessa perché mi permette di continuare a credere che anche le sfide più lontane e difficili siano davvero un traguardo a cui ambire, e subito dopo a tutti i miei affetti, che vedono nella mia riuscita un successo e una gioia da condividere e continuano a credere in me più di quanto faccia io stessa. Ciò che mi rimarrà impresso nel cuore di questi cinque anni sono le relazioni umane: le risate tra i banchi che hanno riempito e reso leggere le giornate, le gite scolastiche che si sono trasformate ormai in un ricordo lontano, le prime esperienze nel mondo degli adulti condivise con gli amici, ma anche momenti di sconforto che mi hanno aiutata a crescere. Ho pensato di intraprendere il percorso di Economia Aziendale presso l’Università di Torino. Da grande mi piacerebbe svolgere un lavoro legato alla gestione aziendale, concentrandomi principalmente sull’aspetto del marketing, delle vendite e su un ruolo di tipo strategico».
Emanuele Cencio ha chiuso con la Lode i suoi cinque anni nella 5G Linguistico: «Sarò sincero e schietto: pensavo che la preparazione di questo esame richiedesse più sforzo. Nei giorni antecedenti alle prove scritte e al colloquio orale mi sono limitato a ripassare gli argomenti affrontati durante l’anno scolastico. Essendomi impegnato durante tutto il corso degli anni, e soprattutto del quinto, i contenuti li avevo già acquisiti saldamente: non rimaneva che richiamarli attivamente. Insomma, non mi sono dato allo “studio matto e disperatissimo”. La notte prima degli esami è stata sicuramente un momento commovente: assieme agli studenti delle altre quinte ci siamo ritrovati davanti all’Istituto per scambiare due parole ma soprattutto per cantare assieme l’inno di tutti i maturandi italiani da generazioni: “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti. Senza ombra di dubbio il momento più carico di tensione di tutti è stato il colloquio orale, a causa della riforma entrata in vigore quest’anno. Con tutta franchezza dico che il voto me lo aspettavo. Quando è uscito il tabellone finale sul registro elettronico stavo lavorando: nel momento in cui ho sentito il telefono vibrare e ho letto “100/100esimi e Lode” mi sono sentito orgoglioso di me stesso. Il voto, quindi, lo dedico in primis a me stesso e alla mia capacità di aver saputo conciliare lo studio, lo sport, la vita sociale, il lavoro e i viaggi. Il segreto per raggiungere questo voto è semplice: ho smesso di studiare per un numero e ho iniziato a studiare per me stesso. Nel momento in cui ho compreso che tutto quello che studiavo non si limitava solo ad una verifica o ad una interrogazione ma stava arricchendo il mio bagaglio culturale, la mia visione dello studio è cambiata. Seppur sia consapevole che i contenuti li dimenticherò in parte, in questi anni ho sviluppato un approccio, un’attitudine, un metodo e delle capacità che conserverò con me. Perché solo la conoscenza rende liberi. Questi anni di scuola mi hanno formato come persona. Mi hanno insegnato a conciliare i diritti, i doveri e le responsabilità verso me stesso e la comunità. Non cambierei niente di quello che ho vissuto perché tutto ciò mi ha reso la persona che sono oggi. Ho avuto l’occasione di partecipare ad un progetto ERASMUS+, ad una simulazione diplomatica a New York City, al progetto Treno della Memoria e a vari viaggi di istruzione. Ho intenzione di iscrivermi alla facoltà di Economia dell’università di Torino oppure al corso di Business and Management offerto dalla SAA. Successivamente vorrei continuare gli studi in ambito economico iscrivendomi all’ESCP, una business school con vari campus in Europa. In un futuro spero di trasferirmi all’estero per lavorare nell’industria musicale o nella moda».
Domenico Scafone ha portato a casa la Lode nella classe 5S (serale) indirizzo turistico e ha ricordato così la sua Maturità: «L’esame di maturità rappresenta sempre un momento di panico generale anche per chi come me ha affrontato questo percorso in età adulta, ma le prove sono andate bene per fortuna. Per quanto riguarda la prima prova, ho scelto il tema ispirato al brano “alzarsi all’alba” di Mario Calabresi il quale mi ha dato modo di esprimermi sul tema della fatica, presenza costante all’interno della mia vita lavorativa. Fatica che mi ha fornito la spinta necessaria per riprendere gli studi e aspirare ad una posizione lavorativa diversa, forse migliore. Per questo esame mi sono preparato con una dedizione quasi religiosa. Per motivarmi durante i momenti di pausa dallo studio, ho riguardato la serie cinematografica “Rocky”, volendo metaforicamente associare l’esame di maturità a uno scontro sul ring. Ogni volta che provavo sofferenza intellettuale nello studio pensavo: “Non fa male, non fa male”. La notte prima degli esami è stata serena, la terzultima notte prima degli esami invece non ho dormito! Al mio 100 e lode conferisco un valore squisitamente intellettuale, non tanto per l’intelletto che si deve adoperare nell’affrontare un qualsiasi esame, quanto per il fatto che l’ambito scolastico è forse l’unico in cui si può sperare di godere ancora di una certa forma di meritocrazia. Se studi, ottieni i risultati, se non studi non li ottieni. Nel mondo al di fuori delle mura scolastiche e più nello specifico in quello lavorativo, purtroppo non sempre funziona così.
Il mio 100 e lode lo dedico sicuramente ai miei genitori che avrebbero voluto vedermi studiare quando era ora, ai miei amici che mi hanno sempre sostenuto in questi due anni di privazioni relative alla vita sociale, ai docenti straordinari e bellissimi con i quali ho intrattenuto un legame intellettuale proficuo, tengo a citare nello specifico Carola Lorefice e Marina Natali, e ad alcuni compagni di classe con i quali ci siamo sostenuti sin dall’inizio, tra cui Fiff, Rachele, Marta, Alessandro, Chicca e Samu. Ringrazio anche il personale ATA tutto e la direzione. Questi due anni di percorso scolastico serale, mi hanno lasciato la consapevolezza che studiare per me è qualcosa di insostituibile, a qualsiasi titolo, anche fosse uno studio non finalizzato al riconoscimento di alcun titolo. Di questo mio percorso premio la mia perseveranza e dell’istituto Martinetti premio il fatto di avere a disposizione dei docenti preparati ed appassionati.
Terminata quest’esperienza, cercherò di migliorare la mia condizione lavorativa, ma ancor prima cercherò di entrare alla facoltà di scienze e tecniche psicologiche, sperando di riuscire a proseguire gli studi».