Dal Comune

Medicina, il sindaco: «Puntiamo a ottimizzare i servizi territoriali»

Casa di Comunità: un punto di riferimento tra assistenza H24 e integrazione sociosanitaria

Medicina, il sindaco: «Puntiamo a ottimizzare i servizi territoriali»

La Casa di Comunità di Caluso, evoluzione del concetto di Casa della Salute, è operativa dal 30 maggio scorso, e rappresenta un grande aiuto sia per la cittadinanza, non solo calusiese, che per le istituzioni in quanto garantisce la presa in carico globale del paziente, l’integrazione tra l’assistenza sanitaria e quella sociale, la riduzione della pressione sugli Ospedali.

Medicina, il sindaco: «Puntiamo a ottimizzare i servizi territoriali»

Nella la Casa di Comunità l’assistenza sanitaria è garantita h24 e 7 giorni su 7 e i Comuni afferenti sono 18, di cui undici facenti parte della AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) di Caluso e sette dell’AFT di Strambino per un totale di 36501 residenti. Un servizio territoriale, dunque, che prevede anche flessibilità, talvolta temporanea nei servizi erogati. È successo per la dialisi, con la chiusura temporanea, peraltro già risolta della Dialisi a Castellamonte, alcuni pazienti sono stati dirottati a Caluso.

La situazione costituisce un problema per la Casa della Comunità? «Il servizio dialisi a Castellamonte era stato interrotto a causa di un problema tecnico legato all’apparecchiatura – dichiara il sindaco Maria Rosa Cena – quindi a Caluso sono stati presi in carico tre pazienti, un numero che sicuramente non pesa sul corretto funzionamento quotidiano della nostra Casa della Comunità, in ogni caso sono costantemente in contatto con i vertici dell’ASL TO4 di Ivrea».

Ci sono garanzie che il servizio dialisi rimanga comunque attivo a Caluso? «Posso dire con sicurezza che si sta valutando la situazione con molta serietà – dice il sindaco Cena – l’apparecchiatura di Caluso, così come quella di Castellamonte, è datata. Considerando questo fatto e che i pazienti che afferiscono a Caluso per il momento sono tre, si sta ragionando su una razionalizzazione efficiente dei servizi nella loro totalità. Questo non significa che ne vengano privilegiati alcuni a scapito di altri, quanto piuttosto che vengano ottimizzati quelli già esistenti e chissà…magari che ne vengano previsti di aggiuntivi. In ogni caso, la struttura rappresenta un luogo di collaborazione tra medici di medicina generale, infermieri e operatori sanitari, con l’obiettivo di garantire una risposta sempre più efficace ai bisogni della comunità».