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MicroPort, i sindacati chiedono il reintegro del rappresentante licenziato

Era il 7 aprile scorso quando MicroPort ha lasciato a casa 25 lavoratori.

MicroPort, i sindacati chiedono il reintegro del rappresentante licenziato
Attualità Vercellese, 01 Maggio 2022 ore 06:47

Era il 7 aprile scorso quando MicroPort ha licenziato 25 lavoratori, tra cui anche un rappresentante sindacale.

MicroPort, chiesto il reintegro del rappresentante licenziato

Una vicenda che non si è certamente conclusa con la loro destituzione perché è stata avviata una raccolta firme sia all’interno del sito che all’esterno come spiega il rappresentante sindacale Gigi Guasco: «Stiamo chiedendo il contributo, con una semplice firma per testimoniare la contrarietà al licenziamento di un rappresentate sindacale preso di mira dall’azienda presso cui lavorava per il suo impegno a difesa dei lavoratori e del loro posto di lavoro. Crediamo che l’azienda non possa sfruttare la propria posizione per condizionare le relazioni con i lavoratori che il sindacato rappresenta colpendo un suo rappresentante. E’ una lotta che va combattuta da tutti perché nessuno di noi si può permettere un arretramento e un impoverimento delle relazioni sindacali rinunciando a conquiste di civiltà ottenute dai lavoratori nel tempo.
Con questa raccolta firme chiediamo il reintegro di Gian Paolo Piolatto perché non possiamo accettare che un delegato votato e impegnato moltissimo per la trattava sia collettiva che di ogni singolo dipendente sia stato trattato in questo modo . Dopo che aveva seguito con i soggetti interessati le loro triste vicende, l’azienda per ultimo gli ha comunicato che aveva quindici minuti per lasciare il suo posto di lavoro. Eppure Piolatto non aveva la minore anzianità, era lì più da 25 anni. Il suo licenziamento non ha alcuna spiegazione. Viene colpito chi ha seguito le trattative, chi si è scontrato con l’azienda in prima persona. Su questa questione, chiediamo alle Istituzioni di intervenire. Lo chiediamo a quei sindaci che sono venuti al presidio. Lo chiediamo al presidente della Provincia di Vercelli. Chiediamo a tutti loro di sostenere la nostra iniziativa anche se nessuno di loro, a parte venire al presidio e farsi scattare qualche foto, si è più fatto sentire».

La critica di Guasco ai colleghi

Guasco si schiera contro i delegati di un’altra azienda del Polo Sorin: «I delegati DiaSorin si sono schierati contro lo sciopero, di fronte ai licenziamenti non si sono schierati al fianco dei lavoratori. Anche la nostra segretaria della UilTec Alessandra Ranghetti si è schierata contro lo sciopero, è stata una delle azioni più vergognose che io abbia mai visto. Come mai questa scelta? E’ stato detto che non era chiara la situazione, voglio capire cosa non era chiaro. Non è comprensibile la decisione, è fuori da ogni logica. Chi si è schierato contro doveva dimettersi dai sindacati».
Intanto Guasco annuncia che tra i lavoratori c’è chi è pronto a fare ricorso contro i licenziamenti, facendosi carica anche dei costi dei legali.

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