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«Non c’è la volontà di esser nominato Comune turistico»

La forte critica della capogruppo Marinella Bracco

«Non c’è la volontà di esser nominato Comune turistico»

Torrazza Piemonte non è Comune turistico. Un tema sul quale la capogruppo di opposizione Marinella Bracco ha espresso forti critiche che poi riguardando la gestione del comune di Torrazza Piemonte.

«Non c’è la volontà di esser nominato Comune turistico»

Bracco dipinge un quadro di immobilismo e incuria che, a suo dire, rispecchia una precisa «volontà» da parte dell’Amministrazione. «La situazione attuale non è una sorpresa. Purtroppo i requisiti e la volontà non ci sono» ha spiegato.

Numerosi sono gli esempi citati dalla capogruppo per illustrare la sua tesi di un paese dove le opportunità vengono perse e il patrimonio è lasciato a sé stesso. «La storia di Borgoregio, per esempio, ci collegherebbe sulla via Francigena, che ora inspiegabilmente è di Verolengo. Della Rova e della vecchia cappella restano veramente meno che i ruderi». Anche progetti più recenti o promesse elettorali non avrebbero trovato concretezza: «L’area del Parco del Po, l’area pic nic è sospesa nel nulla in attesa del nastro trasportatore dello smarino. La promessa elettorale di un’area naturale protetta a tutela del tritone crestato che doveva diventare l’attrazione, il polmone verde di Torrazza non è mai nata. Il Museo delle Fornaci del Mattone, altra promessa elettorale di tanti anni fa, è svanita nel nulla».

La forte critica

La critica si estende alla mancanza di un’identità visibile del paese: «Non abbiamo nemmeno un cartello che indichi qual è il nostro cuore. Un segno identitario, esempio, un mucchio di mattoni su una rotonda. Insomma l’Amministrazione non è riuscita neanche a collocare questo, anche se se n’è parlato diverse volte». Anche elementi storici e caratteristici del territorio sarebbero stati dimenticati: «Mi viene anche in mente la roggia delle lavandaie, il vecchio mulino… Dimenticati».

Particolarmente preoccupante è lo stato della Torre, simbolo del comune. «Resta solo la torre, il simbolo di Torrazza, in uno stato tale da scoraggiare non solo le visite turistiche, ma anche quelle scolastiche». A completare il quadro, Bracco ha aggiunto: «Poi aggiungiamo piste ciclabili inesistente, verde e piante sempre meno, strade impercorribile. Il quadro è veramente chiaro: occasioni mancate e patrimonio abbandonato». Secondo la capogruppo, «tutto questo rientra pienamente nel disegno politico del nostro sindaco».

Bracco poi giunge al dunque: «Diventare comune turistico avrebbe significato maggiore forza per opporsi agli ampliamenti della discarica, alla deponia dello smarino; avrebbe sicuramente anche richiesto controlli più rigorosi sulla qualità dell’aria, sul traffico e sugli odori che molto spesso ci tormentano». Bracco ha sottolineato che a Torrazza non mancano attività commerciali che avrebbero potuto beneficiare di tale riconoscimento, ma le conseguenze ricadranno su altri attori locali. «A mio parere chi pagherà il prezzo più alto sarà la Pro Loco che vedrà ridursi ulteriormente le sue già a oggi scarse possibilità di partecipare a bandi e iniziative condivise». Anche eventi consolidati rischiano di risentirne: «Mi veniva in mente il gruppo che promuove la StraTominando o i volontari della sagra del Tomino Fritto».