Un nuovo, straordinario capitolo si aggiunge alla lunga e ricca storia di Dante Aimaro, che ha spento ben 101 candeline. Circondato dall’affetto incrollabile della famiglia RSA di Livorno Ferraris, nonno Dante ha tagliato un traguardo che è un inno alla vita e alla resilienza.
Un secolo di storia tra terra, commercio e fabbrica
Nato a Moncrivello il 17 maggio 1925, Dante è il testimone lucido di un secolo di storia. Dalla giovinezza contadina trascorsa tra Bianzè e Tronzano – dove con l’amata e indimenticata moglie Rosa Angela gestì lo storico «Bar Roma» – fino agli anni del lavoro in fabbrica, la sua è stata una vita fatta di instancabile impegno, dignità e passioni autentiche.
Chi lo conosce bene sa che la sua mente è ancora un archivio prezioso di ricordi: dalle avventure di caccia alla lepre nella nebbia della pianura, ai racconti affascinanti del papà emigrato in Argentina, fino all’amore mai sopito per la terra, i documentari sulla natura e la cura del suo amato orto. Anche la passione per la lettura lo ha sempre accompagnato, dimostrando una curiosità senza tempo che, ancora oggi, rappresenta il suo elisir di giovinezza.
L’affetto e gli auguri dei propri cari
Dopo aver attraversato indenne le fatiche del Novecento e le sfide della storia recente, Dante continua a riscaldare i cuori di chi gli sta vicino con la sua straordinaria lucidità e la sua voglia di raccontare. A nonno Dante, la sua famiglia vuole tanti cari auguri da tutti i suoi cari.