Chi direbbe mai che quest’uomo, che proprio nel giorno del suo compleanno ha sorvolato sopra le nostre teste, ha spento novanta candeline? Nessuno, perché Rinaldo Pleitavino quegli anni li ha solo sulla carta d’identità, ma né nell’animo né nello spirito li sente davvero, tant’è vero che per celebrare il suo novantesimo compleanno ha scelto di volare insieme a un amico, come se il tempo non fosse mai passato e il cielo fosse rimasto il suo luogo naturale.
Il sogno di volare
La passione per il volo nasce in gioventù, quando, un sergente dell’aeronautica militare faceva dei bassi passaggi con l’aereo proprio su Fontanetto Po (suo paese natale) e gli fece scoprire il fascino dell’aria e della libertà. Ma quella strada per lui rimase chiusa, perché i genitori volevano che restasse a casa a lavorare nei campi, seguendo la tradizione di famiglia. Così il sogno rimase sospeso, ma mai dimenticato, custodito con tenacia e pronto a riemergere negli anni successivi.
I brevetti, la carriera e le migliaia di ore in volo
Agli inizi degli Anni Settanta quel desiderio prese finalmente forma, quando conseguì prima il brevetto di pilota di primo grado e poi quello di secondo grado all’aeroclub Marilla Ringrazio Vercelli, dando inizio a una nuova fase della sua vita fatta di cieli attraversati e paesaggi osservati dall’alto. Da quel giorno ha totalizzato circa 2500 ore di volo su più di 10 modelli di aerei e tre di motoalianti. Ha anche avuto un’esperienza di volo acrobatico sul velivolo CAP 10 senza contare che ha conseguito anche l’abilitazione al traino alianti totalizzando 5722 traini. Nel frattempo, a terra, portava avanti il suo lavoro, prima alla Fiat e poi alla Pirelli di Livorno, ma i momenti liberi diventavano un occasione per tornare in volo, per sentirsi davvero se stesso, in una dimensione che non ha mai smesso di amare.
Una tradizione di famiglia tra cielo e terra
Una passione che non è rimasta solo sua, ma che ha saputo trasmettere anche alla sua famiglia: al figlio Maurizio, che ha poi intrapreso poi la carriera militare nei carabinieri ma che ama il volo, e al nipote Matteo, che due anni fa ha ottenuto il brevetto di volo a vela e oggi si sta preparando per quello a motore, segno che quell’amore per il cielo continua a vivere e a rinnovarsi di generazione in generazione.
La sua vita lo ha portato a trasferirsi, a metà degli Anni Sessanta, a Livorno Ferraris, paese d’origine della moglie Carla, che ha sposato nel 1960 e con la quale ha costruito una famiglia, con la nascita del figlio Maurizio nel 1962.
Una festa speciale
Attualmente Rinaldo è socio dell’Aero Monferrato «Natale, Silvio ed Italo Palli» presso l’aeroporto Cappa di Casale Monferrato. Un compleanno speciale, quello di Rinaldo, festeggiato proprio il 17 aprile scorso con un volo e poi con una festa a sorpresa a casa del figlio Maurizio, in attesa di poter radunare tutta la famiglia in una grande e gioiosa festa in occasione dei suoi primi 90 anni.