In una sentenza destinata a fare giurisprudenza, la Corte Suprema di Cassazione ha sancito una vittoria definitiva per i Comuni italiani che ospitano impianti nucleari e che avevano avviato il procedimento legale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dal CIPE, confermando la piena legittimità delle richieste delle amministrazioni locali.
Nucleare, i Comuni battono lo Stato in Cassazione
Al centro della disputa legale vi era il diritto dei Comuni a ricevere le misure compensative ambientali previste dalla normativa nazionale senza le decurtazioni arbitrarie applicate negli scorsi anni. La sentenza stabilisce chiaramente che non debba più essere applicata la riduzione del 70% che aveva pesantemente tagliato i fondi destinati ai territori negli anni passati.
Un tesoretto da 17 milioni di euro per il Comune di Trino e 25 milioni per Saluggia dunque l’impatto economico di questa decisione è enorme. Si tratta di fondi che spettano alla comunità come indennizzo per il peso sostenuto negli anni a causa della presenza degli impianti nucleari sul proprio territorio. Denaro che i Comuni hanno già nelle proprie casse, certo accantonati, ma che già da domani potranno spendere.
Le parole del sindaco di Trino
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Trino, Daniele Pane, che ha definito il verdetto come un risultato di straordinaria importanza:
“Questa decisione rappresenta non solo una vittoria giuridica, ma anche il riconoscimento dei diritti del nostro territorio e delle nostre comunità.
Il primo cittadino ha inoltre voluto ringraziare gli uffici comunali, i legali e i professionisti che hanno curato il contenzioso, oltre a tutte le amministrazioni che nel corso degli anni hanno sostenuto questa lunga battaglia istituzionale.
La sentenza segna la fine di un’era di incertezze e l’inizio di una nuova fase di risorse garantite per la tutela ambientale e lo sviluppo locale.