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rondissone e torrazza

Nucleare, i Comuni vogliono i soldi arretrati

Queste due amministrazioni saranno seguite dal legale che ha già vinto la battaglia per il Comune di Saluggia.

Nucleare, i Comuni vogliono i soldi arretrati
Attualità Chivasso, 09 Luglio 2022 ore 05:35

Dopo Saluggia, Cigliano, Livorno Ferraris e Verolengo adesso anche Rondissone e Torrazza vogliono ottenere il riconoscimento delle compensazioni nucleari che negli anni il Cipess non gli ha mai riconosciuto.

Nucleare, i Comuni vogliono i soldi arretrati

Dopo Saluggia, Cigliano, Livorno Ferraris e Verolengo adesso anche Rondissone e Torrazza vogliono ottenere il riconoscimento delle compensazioni nucleari che negli anni il Cipess non gli ha mai riconosciuto.

Una scelta che ha portato i sindaci ad affidarsi al legale Xavier Santiapichi, colui che ha seguito anche gli altri procedimenti.

Le parole di Rondissone

«E’ da quando ci siamo insediati che stiamo seguendo la vicenda della mancata erogazione annuale del contributo Cipe (oggi Cipess) – spiega Antonio Magnone - La riduzione di questo contributo e del mancato riconoscimento dello stesso pari al 70% di quello previsto dalle “misure compensative territoriali” fino al definitivo smantellamento degli impianti nucleari (che per il comune di Rondissone, a partire dall’anno 2009 è poco meno di 2.4 milioni di euro – anno 2009 perché con la diffida al Cipe abbiamo bloccato i termini della prescrizione), avvenne con la legge finanziaria del 2004, che definì la riduzione del 70% dello stesso contributo a partire dal 1 gennaio 2005.

A giugno del 2019 partecipammo a una riunione con altri comuni della servitù nucleare e abbiamo tenuto i contatti con gli stessi e con Anci per lo sviluppo dell’argomento. Il 2 luglio 2019 la Consulta dei Comuni interessati a cui partecipammo nelle varie riunioni, ha effettuato incontri e inviato all’allora sottosegretario una informativa con la volontà di trovare un accordo bonario e transativo sia per il periodo 2005-2011 che per le annualità successive. Poi con l’avvicendamento politico del 2019, si è reiterata la proposta con successivo incontro dell’ottobre 2020.

In contemporanea avevamo preso contatti con uno studio legale di Roma che ha seguito legalmente la pratica per tanti comuni di tutto il territorio nazionale, chiedendo se si poteva subentrare, ma essendo la stessa già in corso avanzato ciò non è potuto avvenire. Al fine di trovare un accordo transitorio e bonario e al fine di limitare i lunghi tempi della giustizia, il comune di Rondissone, come tanti comuni partecipanti, ha inizialmente trasmesso l’atto di diffida e di messa in mora nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Comitato interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) nel giugno 2020 con la quale si chiedeva di assegnare la quota parte mancante delle misure compensative nucleari e con il fine di bloccare i termini prescrizione.

Inoltre, nel novembre 2020, ogni comune della consulta ha trasmesso ai ministeri interessati nuovamente una richiesta di accordo transativo e bonario tramite Anci al fine di dirimere le controversie pendenti. Purtroppo ad oggi nessuna risposta.

Inoltre, nel frattempo sono state emanate le prime sentenze dei comuni e province che avevano intrapreso contro lo Stato la richiesta del contributo mancante.
A seguito di quest’ultima sentenza del giugno 2022, visto che a distanza di anni non si sono fatti passi avanti nell’accordo bonario e di transizione con il Cipess, con diversi comuni abbiamo deciso di intraprendere un nuovo contenzioso avente ad oggetto quanto sopra esposto. Lo stesso avrà una decorrenza e un corso piuttosto lungo, forse meno dei precedenti visto la giurisprudenza in essere. Non so quale amministrazione potrà vedere risolto questa causa legale, ma certamente i cittadini potranno godersela in caso di esito positivo».

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