il caso

Nucleare, pioggia di milioni sui due Comuni

La sentenza di primo grado indica che il Cipess deve pagare gli arretrati con interessi agli Enti che hanno avviato l’iter nel giugno del 2020

Nucleare, pioggia di milioni sui due Comuni
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Vittoria. La pratica giudiziale nella causa di primo grado tra il CIPESS (Consiglio Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile - ex CIPE) e dieci comuni italiani tra cui Rondissone e Torrazza Piemonte, in merito alla richiesta della restituzione di parte dei Fondi Scanzano (fondi di compensazione nucleare), è giunta al termine con l’emanazione della sentenza del 28 marzo.

Nucleare, pioggia di milioni sui due Comuni

Il tribunale ordinario di Roma – sezione seconda civile - si è pronunciato e condanna il Cipess al pagamento degli importi richiesti oltre agli interessi legali ai comuni di Rondissone e Torrazza Piemonte con il pagamento in favore delle parti attrici delle spese in giudizio, oltre al rimborso per spese e accessori.

Ricordiamo che i comuni di Rondissone e di Torrazza hanno intrapreso questo percorso già dal giugno 2020 con l’atto di diffida e messa in mora indirizzata alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell’Economia e Finanze, e al comitato CIPE per la richiesta dell’assegnazione del totale contributo spettante – e non solo del 30% come avviene in data odierna - al fine di interrompere i termini di prescrizione per il recupero del credito. Con questa interruzione dei termini sono stati chiesti anche gli interessi legali sul mancato versamento. A tale atto, dopo una serie di contatti con i Ministeri e di speranze per un accordo di transazione, visto il susseguirsi di diversi Governi, nell’agosto 2022, i comuni di Rondissone e Torrazza insieme ai comuni di Piacenza, Castelforte, Belgirate, San Pietro, Anguillara, Angera, Cortemaggiore e Lesa hanno provveduto alla citazione incaricando uno studio legale del settore, studio di Roma che ha già ottenuto sentenze favorevoli sul medesimo argomento assistendo in giudizio i comuni di Trino, Saluggia, Caorso, Ispra, e molti altri comuni italiani, nei vari gradi di giudizio vincendo tutte le cause.

Riconosciute le compensazioni del passato

In pratica il Tribunale ha condiviso e dato continuità alle precedenti pronunce di casi analoghi, precisando come il tenore letterale delle richiamate disposizioni non può giustificare la riduzione del 70% del contributo. In sostanza si è ritenuto che la disciplina introdotta dalla legge finanziaria 2005, non dice nulla sulla riduzione del contributo di spettanza agli enti locali. Il Tribunale spiega che il Legislatore ha semplicemente dirottato il 70% degli importi derivanti dall’applicazione delle aliquote in bolletta, in modo che essi siano versati, non alla Cassa Conguaglio (organo dello Stato privo di personalità giuridica), ma direttamente alla casse dello Stato, senza incidere sul rapporto di credito/debito tra lo Stato e gli Enti locali.

Nella fattispecie, per il comune di Rondissone e di Torrazza la sentenza ha confermato la richiesta della quota spettante senza alcuna decurtazione a partire dall’anno 2008 rispettivamente pari a 2.177.989,10 euro e 2.691.981,37 euro a cui vanno aggiunti gli interessi e spese legali.

Il commento dei sindaci

I sindaci di Rondissone e Torrazza commentano: «Siamo ovviamente soddisfatti sia del lavoro svolto fino ad ora che del risultato ottenuto; non è stata una semplice decisione intraprendere questo percorso perché non è coerente citare in giudizio un’altra amministrazione in quanto necessita sempre una collaborazione tra le parti. Purtroppo non abbiamo avuto alternative in quanto ogni tentativo di conciliazione tra lo Stato e tutti i comuni italiani (con intervento di Anci Nazionale) per farci riconoscere quanto dovuto, è andato vano e siamo stati costretti a proseguire con la citazione in giudizio nell’agosto 2022: nonostante i lunghi tempi della giustizia italiana ad oggi il primo grado di giudizio ci ha dato ragione.
Siamo già in contatto con lo studio legale per le pratiche che vi sono da espletare a seguito della sentenza compreso il recupero delle spese. Come è stato prassi per gli altri comuni italiani, ci aspettiamo che lo Stato ricorra in appello; quindi la pratica non si conclude qui, salvo sorprese o eventuali accordi che si potrebbero intraprendere invece di continuare a spendere risorse economiche per citazioni e/o ricorsi».

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