CHIVASSO

Nuovo cavalcavia, solito «pasticcio»

Inaugurazione e polemiche

Nuovo cavalcavia, solito «pasticcio»
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«Siamo riusciti a fare un cavalcavia senza marciapiede». E’ un «ignoto» esponente della maggioranza, poco prima del taglio del nastro di venerdì 28 giugno, a descrivere perfettamente una delle tante «follie» del cavalcaferrovia di corso Galileo Ferraris, realizzato da RFI nel piano di eliminazione dei passaggi a livello e in attesa da un paio di anni di essere aperto al traffico.

Nuovo cavalcavia

Motivo, la decisione del sindaco Claudio Castello di non cedere sulla chiusura del passaggio a livello di via Mazzè, considerato fondamentale per i collegamenti tra i due lati della ferrovia ferrovia.
E così, dopo mesi e mesi di estenuante battaglia con Rfi, pugni sui tavoli e lunghissime discussioni in Consiglio, il ponte è stato aperto e il passaggio a livello è stato chiuso (...), con l’impegno da parte delle Ferrovie di realizzare una passerella pedonale senza rampe ma dotata di ascensori. A proposito di ascensori: nessuno sembra avere idea di quando saranno installati quelli tra via Roma e via Caluso, ma questa è un’altra storia.
Tornando in corso Galileo Ferraris, com’era assolutamente prevedibile tutto il traffico sull’asse nord - sud è stato deviato sul cavalcaferrovia di via Paolo Regis (fronte ospedale), quello che secondo Castello sarebbe stato invece alleggerito dalla nuova infrastruttura. Un po’ difficile visto che , dal passaggio a livello di via Mazzè, via Borsellino (al cui angolo si trova il ponte) si raggiunge in tre minuti, mentre via Regis in uno. A peggiorare le cose (ma questo è perché tutto - nonostante la lunghissima attesa che dovrebbe essere sinonimo di attenzione ai dettagli - viene fatto «alla chivassese») la presenza, a martedì 2 luglio, di un cartello che su corso Galileo Ferraris indica il percorso per Mazzè attraverso, appunto, l’omonima via. Che risultando sbarrata porta, lungo via Clara, in via Regis.

La prova del nove si avrà nelle giornate di mercato, quando via Mazzè riusciva comunque a smaltire parte del traffico diretto alla Blatta, al Nadone o verso le frazioni di Betlemme o Boschetto.

Venerdì, all’inaugurazione, il sindaco Castello non si è fatto vedere, delegando l’incombenza al suo vice Pasquale Centin, all’assessore Fabrizio Debernardi, al dirigente dell’ufficio tecnico Fabio Mascara e a una eletta schiera di consiglieri comunali e manager di RFI.

In prima fila anche Bruno Prestia, consigliere comunale residente al Borgo Sud Est, da sempre sostenitore dell’apertura del cavalcaferrovia.

Ora, Prestia si trova a puntare il dito sugli attraversamenti pedonali realizzati intorno alla rotatoria che, di fatto, più che tutelare mettono a rischio l’incolumità dei passanti: «Arrivando da est, lato Castelrosso, per intendersi, troviamo un attraversamento pedonale a una manciata di metri dalla rotatoria che dall’ex autolavaggio porta al marciapiede opposto. Protetti da alcune barriere metalliche i pedoni raggiungono un nuovo attraversamento pedonale su via Borsellino (perpendicolare al cavalcaferrovia), che in direzione del centro “muore” in un prato. Da quel punto, il marciapiede di corso Galileo Ferraris (che riprende accanto al cancello dell’ex Imprevib) si può raggiungere solo a proprio rischio e pericolo attraversando le corsie del cavalcaferrovia, anche queste sprovviste di uno spazio percorribile in sicurezza da ciclisti e pedoni.
Evidentemente, quando si fanno queste opere non si ha una attenzione a 360°.

Secondo me sarebbe stato invece molto utile realizzare un percorso ciclopedonale sul cavalcaferrovia, me ormai è troppo tardi: non c’è spazio, da nessuna parte.

Il rischio è che quelli che abitualmente passano da via Mazzè, per forza di cose svoleranno su via Regis: serve una segnaletica che inviti ad utilizzare il cavalcavia appena aperto, anche scendendo verso il centro vedi solo le indicazioni per Chivasso e Verolengo. Perché non indicare Ospedale, area commerciale o direttamente centro?».

A questo punto non resta che attendere il piano del traffico che RFI e Comune si sono impegnati a studiare: primo passo, però, potrebbe essere ammettere l’errore e rispostare l’accesso dell’ospedale su corso Galileo Ferraris in modo da alleggerire via Regis, che come detto rischia di diventare l’unico asse di collegamento tra i due lati della città, con quello nord sede del parco commerciale e sempre più urbanizzato.

Impossibile, ad oggi, poter contare sul sottopasso di via Ceresa annunciato dal sindaco, anche perché negli accordi con RFI era e resta solamente un’ipotesi da valutare attentamente. La paura è che faccia la fine del sottopasso di via Roma, stralciato dalle compensazioni per volontà politica.

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