Ombre sul futuro della casa di riposo Piccola Lourdes di Brandizzo: la comunità teme la vendita ai privati. Voci che sanno di verità e che scuotono Brandizzo. Il clima sta diventando infuocato.
Ombre sul futuro della Piccola Lourdes
Al centro del dibattito c’è la Casa di Riposo «Piccola Lourdes» di Brandizzo, un vero gioiello del territorio, un’istituzione voluta cinquant’anni fa da don Luigi Manassero e inaugurata nel 1984, costruita e ampliata dai brandizzesi ricchi e poveri con cospicue donazioni, come testimoniano gli scalini e le targhe dell’edificio e dove hanno prestato il loro servizio gratuito decine di volontari. Ora quello che i cittadini temono è che essa, proprio adesso che avrebbe bisogno di manutenzioni straordinarie e ristrutturazioni, dopo un percorso ancora oscuro, finisca in mano ai privati. Per capire il forte legame dei brandizzesi con la Piccola Lourdes bisogna, come si è detto, tornare indietro di mezzo secolo, al grande cuore di don Manassero che costruì, con immani sacrifici e l’aiuto di tutta la popolazione, la struttura che fino al 2000 era gestita direttamente dalla parrocchia. Poi, con l’avanzare dell’età di don Luigi, la Curia di Torino volle fosse costituita una Onlus che provvedesse alla gestione e sollevasse il parroco di oneri e responsabilità di un bene che era diventato, e lo è ancora (ma chissà per quanto?) collettivo. Negli anni la Casa è cresciuta nella qualità delle prestazioni e dell’assistenza, anche e soprattutto grazie al personale, ma anche alla oculata gestione dei consiglieri della Onlus i quali, dopo la grave crisi dovuta al Covid, presero la decisione inevitabile di esternalizzare i servizi con un contratto di affitto d’azienda ma mantenendo nelle loro mani la titolarità. Dovendo poi adeguarsi alla normativa che prevede il superamento della forma giuridica della Onlus, stavano per trasformarla in Fondazione, come la gran parte delle Case di Riposo parrocchiali del Canavese, anche al fine di mantenerla come bene della comunità di Brandizzo.
La comunità teme la vendita ai privati
Poi il fulmine a ciel sereno. Sembra infatti che la Curia, attraverso la parrocchia, voglia riprendersi la Casa di Riposo e mentre finora i parroci di prima avevano resistito a tale ipotesi, pare che l’attuale parroco (anche di Volpiano) don Salesio Sebold, abbia ceduto e abbia messo in cantiere lo scioglimento della Onlus per gestirla lui direttamente o attraverso volontari. I brandizzesi e anche i lavoratori si chiedono quali siano i reali motivi di questa decisione e che fine farà la Casa di Riposo?
I Soci della Onlus hanno ricevuto una convocazione del parroco per venerdì 20 marzo in cui all’ordine del giorno vi è lo scioglimento della Onlus e si teme che questa non sia che l’anticamera della vendita ai privati, i quali ovviamente non attendono altro. Uno scenario nuovo e inquietante, nonostante le rassicurazioni bonarie del parroco che nulla cambierà.
Ci si chiede anche se il Comune sia informato dell’operazione e non abbia nulla da dire in proposito. Anche a tutela di un bene collettivo.