Sanità

Ospedale Monumentale, investimento da dodici milioni

In Ospedale un intervento atteso da anni, tra storia e innovazione. La Psichiatria pronta a passare da quattro a sedici posti letto

Ospedale Monumentale, investimento da dodici milioni

L’ala «Monumentale» dell’Ospedale di Chivasso, un gioiello architettonico che nel suo nucleo risale al 1500, si appresta a vivere una profonda trasformazione.
Dopo il trasferimento delle unità di medicina e cardiologia nel nuovo blocco di via Regis, avvenuto a partire dal 2018, si è aperto un nuovo capitolo per gli spazi storici che si affacciano su corso Galileo Ferraris.

Ospedale Monumentale, investimento da dodici milioni

L’obiettivo (illustrato dal Direttore Generale Luigi Vercellino e dagli ingegneri Andrea Fiorillo, Direttore del Servizio Tecnico, e Andrea Mingione, dirigente tecnico) è un ambizioso progetto di riutilizzo e adeguamento normativo che coniuga le esigenze della medicina moderna con la tutela di un patrimonio artistico caratterizzato da pilastri, capitelli, archi a volta e scaloni monumentali.

Il potenziamento dei servizi

Il cuore dell’intervento riguarda il potenziamento di due servizi chiave.
Per quanto riguarda l’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), il reparto subirà un ampliamento significativo, allargandosi agli spazi attualmente destinati al Day Hospital oncologico (piano terra). L’obiettivo finale è passare dagli attuali 4-5 posti letto a un totale di 16 posti letto, in linea con le nuove direttive nazionali. Il nuovo reparto è concepito con un approccio moderno, includendo aree all’aperto come un «giardinetto» (che sarà realizzato lungo l’ala ovest, accanto a un possibile nuovo accesso all’SPDC) per lo sfogo naturale dei pazienti, superando l’attuale limite del balcone.

Il Day Hospital Oncologico, invece, sarà trasferito al primo piano, negli spazi dell’ex medicina donne. La nuova configurazione prevede una zona iniziale dedicata alle attività ambulatoriali e una parte finale riservata ai trattamenti chemioterapici veri e propri.
Oltre a questi spostamenti, a differenza di quanto era stato ipotizzato anni fa, la parte monumentale manterrà la sua vocazione sanitaria: una volta completati i lavori, la struttura ospiterà infatti reparti di degenza (limitatamente all’SPDC), day hospital e numerosi ambulatori, eliminando la precedente prevalenza di uffici amministrativi. In ogni caso, sarà trovata una sistemazione per quelli della direzione ospedaliera, ora in «mansarda».

Il piano finanziario da 12,5 milioni di euro

L’operazione complessiva ha un valore stimato in circa 12,5 milioni di euro, coperti da diverse fonti di finanziamento. Tre milioni di euro sono destinati specificamente alla ristrutturazione e all’adeguamento dell’SPDC, sei milioni di euro, già in fase di finanziamento, sono dedicati all’adeguamento normativo, in particolare alla prevenzione incendi, mentre i restanti 3,5 milioni di euro saranno richiesti alla Regione Piemonte per interventi di ristrutturazione funzionale e decoro.
Ad oggi, circa 9 milioni di euro sono già considerati «acquisiti», ed in fase di completamento dell’iter amministrativo.

Sfide architettoniche e sicurezza

Trattandosi di un edificio del XVI° secolo, ogni intervento è soggetto ai vincoli della Soprintendenza. Il dialogo tra tecnici dell’antincendio e architetti è fondamentale per integrare elementi di sicurezza moderni, come le scale di emergenza o le porte tagliafuoco, senza deturpare le linee storiche dell’edificio. Ad esempio, la protezione dello scalone centrale come via di fuga deve essere bilanciata con la conservazione del suo valore monumentale.

Viabilità e nuovi accessi

Parallelamente ai lavori interni, è in discussione con il Comune una revisione della viabilità esterna. La proposta di Palazzo Santa Chiara prevede la modifica della rotonda esistente su via Regis e la costruzione di una nuova rotatoria tra corso Galileo Ferraris e via Mezzano per migliorare l’accesso all’ospedale. L’obiettivo è duplice: garantire lo scorrimento veloce delle ambulanze ed evitare l’intasamento causato dall’afflusso per i prelievi mattutini. A tal proposito, si valuta lo spostamento del punto prelievi in una zona meno congestionata, mentre la farmacia sarà trasferita in un’area dell’attuale centro prelievi.

Tempistiche e prospettive

Mentre per l’SPDC sono già stati avviati interventi con risorse proprie per una messa in sicurezza immediata, per il grosso dei lavori si attende lo sblocco definitivo dei fondi regionali. Una volta ottenuti i finanziamenti, si stima che occorreranno circa 18 mesi per completare le procedure di progettazione esecutiva e affidamento gare, portando l’inizio dei cantieri tra il 2027 e il 2028.
Nel frattempo, altre aree del complesso sono già operative o prossime all’inaugurazione: i lavori per il raddoppio della terapia intensiva (che arriverà a 13 posti letto) e l’ampliamento del Pronto Soccorso sono conclusi e collaudati, con un’apertura prevista a breve.