la situazione

Paradosso del fotovoltaico: l’energia c’è, ma i conti sono in rosso fino al ‘34

Gli incentivi per l’impianto finiranno prima della scadenza del piano di leasing

Paradosso del fotovoltaico: l’energia c’è, ma i conti sono in rosso fino al ‘34

Facile da vedere per chi percorre la strada che collega Caluso a Foglizzo, difficile da manutenere per le casse comunali. Si può sintetizzare così la situazione, o meglio il problema, che riguarda l’impianto fotovoltaico sito in Regione Fornaci, che ha iniziato a produrre energia nel giugno del 2012, quando sindaco di Caluso era Marco Suriani.

Paradosso del fotovoltaico: l’energia c’è, ma i conti sono in rosso fino al ‘34

Quali sono le criticità reali? «L’impianto messo in funzione nel 2012 – dichiara l’assessore al Bilancio Giuliana Patterlini – è stato giudicato dai tecnici “un buon impianto” che, nonostante il furto dei cavi in rame sostituiti dai cavi in alluminio, continua a produrre al massimo. Naturalmente la produzione di energia è molto condizionata dal tempo atmosferico, ma quello che può fare il Comune di Caluso è mantenere l’impianto in ordine, con pannelli puliti, costantemente monitorato in modo che, in caso di spegnimento, si intervenga immediatamente». Le rate del leasing per l’impianto fotovoltaico sono quaranta semestrali ciascuna da € 167.676,26 con scadenza a marzo e a settembre, il pagamento è iniziato nel settembre del 2014 con una sola rata e terminerà a marzo del 2034 con una sola rata. «Tengo a precisare che il leasing finirà nel 2034, durata 20 anni con 20 rate – dice l’assessore Patterlini – con il pagamento di metà rata in quanto la prima metà rata è stata pagata nel 2014, mentre l’incentivo finirà nel 2032; nel 2012 è stato pagato per sei mesi, c’è quindi uno sfalsamento di due anni che abbiamo già in parte coperto con un fondo. Questo sfasamento è dovuto al fatto che l’attuale Amministrazione da metà del 2014 si è ritrovata a dover pagare il leasing di 335.353 € all’anno, che non era stato corrisposto per i primi due anni di esistenza dell’impianto, che quindi aveva avuto solo utili e nessuna spesa. Nel 2015 abbiamo avuto una perdita più alta in quanto il GSE (ENEL) ci ha obbligato a implementare il controllore centrale di impianto che è costato K€39. Il fatto che l’impianto sia in perdita dal 2015 non è dovuto alla sua inefficienza, ma al fatto che il costo iniziale è stato elevatissimo e che, conseguentemente, la rata annuale del leasing più i normali costi di mantenimento non viene coperta dalle entrate, il prezzo di vendita dell’energia viene determinato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), quindi non al prezzo di mercato. A tutto questo si aggiunge che l’impianto è stato costruito recuperando il terreno di una discarica e quindi il Comune ha potuto accedere al quarto conto energia con incentivi molto più bassi rispetto al terzo conto energia in vigore fino a pochi mesi prima. Inoltre, purtroppo, non è possibile rinegoziare il leasing per la tipologia stessa del “leasing in costruendo”, i tentativi di vendita sono naufragati in quanto la ING LEASING non ammette il subentro, ma solo il riscatto; quindi, con una cifra così alta che nessun acquirente è invogliato all’operazione».