Magari non succederà. Però l’ipotesi, a Chivasso, comincia a circolare. E quando certe voci iniziano a passare di bocca in bocca, soprattutto sotto i portici, significa che qualcuno, evidentemente, ha interesse a farle arrivare dove devono arrivare. Le prossime elezioni amministrative non sono poi così lontane e, mentre i partiti cercano di capire con quali uomini, quali alleanze e quali programmi presentarsi agli elettori, prende corpo una suggestione: quella del «Grande Centro».
Politica in subbuglio: e se nascesse il “Grande Centro”?
I più giovani forse non lo ricorderanno, ma per una decina d’anni, dal 1980, l’Italia è stata governata da una formula politica che oggi sembra appartenere a un’altra epoca: la cosiddetta area di centro, costruita attorno a Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Socialdemocratici, Repubblicani e Liberali. Partiti diversi, spesso con sensibilità differenti, ma capaci di trovare un punto di equilibrio per governare.
A volte, nella politica, le formule ritornano. Magari con nomi diversi e protagonisti completamente differenti. Ed è proprio guardando alle prossime amministrative chivassesi che qualcuno comincia a immaginare una sorta di laboratorio del centro, o comunque una coalizione capace di mettere insieme realtà che oggi siedono su posizioni diverse.
Le indiscrezioni
Il punto di partenza, secondo le indiscrezioni che circolano, potrebbe essere LiberaMente, con la sua naturale candidata alla carica di sindaco, Claudia Buo. Un nome che negli ultimi anni ha acquisito una certa visibilità politica grazie all’attività in Consiglio Comunale. Buo non si è certo tirata indietro quando si è trattato di contestare le scelte dell’Amministrazione. Dalla sicurezza alla farmacia, dal dormitorio alle telecamere, passando per i bilanci. Ha portato avanti le proprie battaglie con determinazione, intervenendo ogni volta che riteneva ci fosse qualcosa da contestare o da approfondire.
Attorno a una candidatura di questo tipo potrebbero, il condizionale è d’obbligo, convergere simpatie e consensi provenienti da Forza Italia e dal mondo civico. Tra le realtà che potrebbero guardare con interesse a un’operazione di questo genere ci sarebbe anche Matteo Doria di «Amo Chivasso e le sue frazioni», oltre a esponenti e simpatizzanti della società civile che potrebbero decidere di scendere in campo senza necessariamente legarsi ai simboli tradizionali dei partiti.
E qui la fantasia politica comincia a correre. Perché se l’ipotesi di una coalizione larga dovesse prendere corpo, qualcuno si spinge già oltre e immagina addirittura un ticket tutto al femminile. Da una parte Claudio Buio, dall’altra Clara Marta, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale e consigliera della Città Metropolitana. Sindaco e vicesindaco donne: una soluzione che, al di là dei nomi, rappresenterebbe certamente un’immagine nuova per Chivasso e potrebbe diventare uno degli elementi caratterizzanti di un’eventuale coalizione.
Fantapolitica? Probabilmente, almeno per ora. E non mancheranno certamente le smentite, soprattutto perché siamo ancora nella fase in cui ogni indiscrezione viene pesata, valutata e spesso anche smentita prima ancora di essere ufficialmente confermata. Ma la politica funziona anche così: prima delle candidature ufficiali arrivano le voci, poi i contatti, quindi gli incontri e infine gli annunci.
Un interrogativo
Il vero interrogativo è se Chivasso possa diventare davvero un laboratorio per una formula politica diversa da quelle tradizionali. Perché, numeri alla mano, presentarsi tutti separati rischia di lasciare spazio agli avversari. La Lega c’è, naturalmente, ma anche in questo caso l’impressione è che a livello locale il centrodestra debba fare i conti con una presenza non particolarmente forte. Da qui la necessità, per alcune forze politiche e civiche, di ragionare su possibili alleanze più ampie.
E proprio questo potrebbe essere il punto di partenza del «Grande Centro» chivassese: mettere insieme soggetti diversi, sommare consensi e soprattutto cercare una candidatura capace di rappresentare più mondi senza essere identificata esclusivamente con uno di essi.
Per ora sono soltanto ipotesi. Ma il tempo stringe e, con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale, sarà sempre più difficile mantenere nascosti i giochi. Anzi, per qualcuno, forse, è già arrivato il momento di cominciare a scoprirli.
Nel frattempo, non resta che tenere d’occhio il lungo elenco di nomi che continua a circolare nei discorsi politici cittadini. Da Pasquale Centin a Enzo Falbo, da Gianluca Vitale a Gianna Pentenero. Nomi, candidature vere o semplici suggestioni? Saranno i prossimi mesi a dirlo. A Chivasso, insomma, la partita è appena cominciata. E di candidati, per ora, ce ne sono già parecchi.
Piera Savio