Il caso

Renato Cambursano: «Chivasso è rimasta ultima»

L'ex sindaco e senatore Renato Cambursano accusa l’amministrazione Castello di non aver saputo attrarre imprese

Renato Cambursano: «Chivasso è rimasta ultima»

Anche Renato Cambursano si inserisce nel dibattito scaturito dall’articolo «Gli eterni secondi», a firma di Marco Bogetto, pubblicato il 5 agosto su «la Nuova Periferia».

Renato Cambursano: «Chivasso è rimasta ultima»

Esordisce con parole di apprezzamento verso l’autore dell’articolo per l’onestà intellettuale ancora una volta dimostrata nel raccontare come Chivasso sia ferma.
Con una certa ironia che lo contraddistingue dice: «L’unica “correzione” che avrei fatto era sul titolo “Gli eterni secondi”, che avrei cambiato in “Gli eterni ultimi”!»

Un ragionamento che parte da lontano

Il suo ragionamento parte da alcune sue interviste rilasciate a partire dal 2021 al nostro giornale in cui chiedeva al sindaco Claudio Castello, all’assessore al territorio e all’assessora alle attività produttive perché in questi anni Chivasso non fosse arrivata a una significativa azienda produttiva.
E dopo nove anni, fa notare, che nulla s’intravede all’orizzonte.
Sulla sua domanda rivolta a chi sta nella stanza dei bottoni commenta: «Sapendo che non avrei ricevuto risposta, dichiaravo “senza ombra di smentita” che ciò è stato possibile perché hanno creduto di poter vivere sugli allori di un Polo Logistico che, non si sa ancora se vedremo mai».
A riprova di ciò ricorda come nell’estate 2021 sui giornali locali Castello e Centin annunciassero in pompa magna: «A Chivasso, nella ex Lancia arriva APRC GROUP, una società produttrice di immobili d’impresa che ha acquistato trentadue ettari di superficie (320 mila metri quadrati) di cui 124 mila di coperto, 34 mila di verde pubblico, 220 posti auto di parcheggio pubblico, mille 200 posti auto aziendali, 70 milioni di euro di investimenti, 550 posti di lavoro nella logistica e 110 nei vari uffici, pannelli fotovoltaici che produrranno 12 megawatt di energia, sufficienti per 4 mila 500 case».
Commenta: «Ecco un bel lancio pubblicitario, ripetuto più volte nell’autunno del 2021 e per tutta la primavera del 2022 in piena campagna elettorale, che parecchi consensi ha portato a Castello & Co.
Intanto però nei Comuni a noi vicini gli insediamenti si moltiplicano…
A Settimo Torinese: Space industries (investimento di 15 milioni di euro) “Entro dicembre produrrà il primo satellite e a regime 200 satelliti all’anno”, parole di Giuseppe Santangelo, già responsabile di Skypersonic e Tyvak.
Laguna verde (parco urbano “da 350.000 metri quadri, un polo di ricerca del Politecnico).
A San Mauro: “Space Park”, nuova frontiera dell’industria spaziale italiana: (Investimento di 25 milioni di euro).
A Caselle: un Data Center Hyperscale della HINES di 150.000 mq
A Rivalta: GE AEROSPACE
A San Benigno: potrebbe presto sorgere un Maxi studio Cinematografico.
In un inserto del Corriere della Sera, “L’economia del NordOvest”, vengono citati altre possibili interventi e soprattutto si legge “Sul tavolo abbiamo circa 400 dossier e al momento ne stiamo seguendo 250” per il Piemonte.

Nell’articolo de “la Nuova Periferia” venivano citate anche altre significative iniziative imprenditoriali di altri Comuni a noi vicini e in chiosa veniva scritto: “E noi? Niente, noi stiamo a guardare, come a teatro. Ma il nostro Palco, purtroppo è vuoto”.
Quindi: il nulla più totale!
Perché? Per l’incapacità al governo di Chivasso da nove anni, che non ha saputo fare altro che vendere ad una società che sta realizzando impianti fotovoltaici, gli oltre 100 mila metri quadri in Chind a meno di 13 euro al mq allo stesso prezzo di quelli agricoli, mentre questi erano aree con tutte le infrastrutture (strade, luce, acqua, verde) realizzate con i Fondi strutturali europei e con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino della quale ero amministratore».
Conclude: «Mi pongo un’ultima domanda: cosa avrebbe dovuto fare l’Amministrazione Comunale per uscire da questa situazione?
Il Sindaco, se avesse avuto un briciolo di credibilità, e/o il suo vice o l’assessora alle attività produttive avrebbero dovuto prendere la valigetta “24 ore” con dentro “il nostro territorio da vendere” e girare nelle Istituzioni superiori: Regione, Camera di Commercio, Union Camere, Confindustria, Centri esteri per l’internazionalizzazione, ecc, e fare “marketing territoriale” per attrarre investimenti.
Per fare questo – sta scritto in tutti i “manuali di marketing” – occorre migliorare la reputazione e l’immagine del territorio e Chivasso deve fare molta strada per migliorare la propria immagine dopo quanto successo nel 2011 con l’operazione “Minotauro” e nel 2012 con “Colpo di Coda” e ancora nel 2021 con “Platinum Dia”.
Il sindaco Castello, invece, ha solo sempre pensato a cosa fare “da grande” dopo che non potrà più fare il sindaco – in questi giorni dice pubblicamente di essere “molto deluso del Pd” anche se gli ha dato molto di più di quanto meritasse -, Centin parla, parla e parla; Vitale ha solo l’Officina Culturale nella testa e Casalino non sa neppure da dove cominciare; De Bernardi sa solo stare sui social. E l’altra? Non pervenuta.
E intanto Chivasso continua stare al palo»