La polemica

Rendiconto 2025, a Palazzo Santa Chiara è scontro tra visioni

Intervengono Clara Marta (Fi) e l'assessore Chiara Casalino

Rendiconto 2025, a Palazzo Santa Chiara è scontro tra visioni

L’approvazione del rendiconto di gestione 2025 del Comune di Chivasso accende il dibattito politico locale. Analizziamo le due anime del confronto attraverso gli interventi della consigliera Clara Marta (Forza Italia) e dell’assessora al Bilancio e Commercio Chiara Casalino.

L’affondo di Clara Marta

«Il rendiconto 2025 evidenzia numeri che meritano una riflessione seria e approfondita. L’avanzo di amministrazione effettivamente disponibile si attesta intorno ai 2,6 milioni di euro. Un dato che, di per sé, potrebbe apparire positivo, ma che solleva una domanda politica precisa: perché queste risorse non sono state utilizzate per rispondere ai bisogni concreti della città? Accanto a questo, emerge un elemento ancora più rilevante: la presenza di residui attivi per circa 16,8 milioni di euro, ovvero somme accertate ma non incassate. A ciò si aggiunge un fondo crediti di dubbia esigibilità superiore ai 9,5 milioni di euro, segnale evidente di difficoltà strutturali nella capacità di riscossione dell’ente. Non solo. Nel corso della gestione si registrano anche stralci di crediti per oltre 1,2 milioni di euro, somme che vengono definitivamente eliminate perché ritenute non più recuperabili. Risorse che, di fatto, vengono perse. Il dato più critico riguarda la TARI. A fronte di un accertamento superiore ai 6 milioni di euro, risultano circa 6,9 milioni di euro non incassati, tra residui degli anni precedenti, mancati incassi dell’anno e somme legate al recupero dell’evasione ancora non riscosse. Questo quadro evidenzia un evidente squilibrio: si chiede molto ai cittadini, ma non si riesce a incassare quanto già dovuto. A questi elementi si affianca la presenza di residui passivi, ovvero spese già impegnate ma non ancora pagate, che testimoniano una difficoltà nella chiusura degli interventi e nella tempestività dell’azione amministrativa. Alla luce di questi dati, alcune scelte politiche risultano difficili da comprendere. In particolare, la chiusura del dormitorio: con un avanzo disponibile di 2,6 milioni di euro, era possibile valutare soluzioni alternative, più graduali e strutturate, capaci di coniugare assistenza e percorsi di autonomia. Nel frattempo, restano aperte criticità evidenti: l’assenza di un ascensore alla stazione, problemi di accessibilità, difficoltà del commercio locale e una carenza di spazi e opportunità per i giovani, una città e soprattutto una stazione insicure. Chivasso dispone di una posizione strategica rilevante. Tuttavia, manca una visione chiara capace di tradurre queste opportunità in sviluppo concreto, attrazione di investimenti e creazione di lavoro. Infine, non può passare inosservato un clima politico che spesso sembra privilegiare il linguaggio e la simbologia rispetto alla sostanza.Il rispetto delle persone passa anche dal non imporre etichette o formule identitarie, ma dal costruire politiche inclusive e concrete, capaci di parlare a tutta la comunità.

L’assessore Chiara Casalino

«Come Assessore al Bilancio, ritengo doveroso rispondere con chiarezza alle critiche mosse sul rendiconto 2025. Quando si parla di 2,6 milioni di euro di avanzo spendibile, è necessario spiegare che non si tratta di risorse “ferme”, ma del risultato di una gestione attenta e conforme alle norme contabili. Molti cittadini si chiedono perché quei soldi non siano stati spesi subito: la risposta risiede nel rigore legislativo.
Una quota rilevante del risultato di amministrazione — ben 15 milioni di euro nel nostro caso — è vincolata o accantonata per legge come garanzia di equilibrio. La parte effettivamente disponibile, i famosi 2,6 milioni, rappresenta invece la nostra leva strategica per il futuro prossimo. L’avanzo libero sarà destinato al rifacimento di corso Galileo Ferraris e via Roma, alla riqualificazione di piazza del Popolo e ai progetti del Distretto Urbano del Commercio. Non abbiamo costruito bilanci artificiosamente ottimistici abbiamo preferito garantire stabilità finanziaria e continuità dei servizi. L’avanzo è il segnale di un Comune che programma e mantiene i conti in ordine».