È scoppiata la protesta a Torrazza Piemonte tra i genitori dei bambini che frequentano il micronido comunale “Il Girasole”. I genitori hanno deciso di non mandare i propri figli alla struttura in segno di forte disapprovazione verso un aumento della retta mensile che supera il 45%, passato improvvisamente da 450 a 780 euro. Uno “sciopero” vero e proprio nato a seguito di un rincaro salatissimo, comunicato all’ultimo minuto e scaturito “senza nessun confronto” con le famiglie.
L’iter della gara e il cambio di gestione
La vicenda nasce con la pubblicazione, da parte del Comune, della gara per l’affidamento in concessione della gestione del servizio del micro-nido per un periodo di cinque anni scolastici, indicativamente dal 1° settembre 2026 al 31 luglio 2031. Il bando prevedeva come termine ultimo per la presentazione delle offerte le ore 12:00 del 6 luglio. Trascorse un paio di settimane per l’esame della documentazione e delle candidature pervenute, l’esito con l’indicazione del vincitore è stato reso noto a inizio agosto.
La convocazione e la “doccia gelata”
La svolta amara per i genitori si è consumata durante l’ultima settimana di agosto, quando le famiglie hanno ricevuto una mail di convocazione per un incontro fissato al 1° settembre alle ore 15:00. L’appuntamento era stato programmato per discutere del nuovo anno scolastico 2026/2027 e per conoscere la cooperativa subentrante nella gestione dell’asilo.
È stato proprio durante questo momento formativo e conoscitivo che le famiglie hanno ricevuto la “doccia gelata”: l’annuncio che la retta mensile a carico dei genitori sarebbe schizzata dagli iniziali 450 euro agli attuali 780 euro.
La richiesta di incontro con il sindaco
Di fronte all’imponente incremento tariffario e all’assenza delle istituzioni locali durante la riunione di presentazione, i genitori hanno immediatamente formalizzato la richiesta di un incontro urgente con il Sindaco per chiedere spiegazioni e un riequilibrio dei costi. Il confronto con il primo cittadino, tuttavia, non avverrà nell’immediato: l’appuntamento è stato fissato unicamente per il prossimo 10 settembre. Fino ad allora, i genitori intendono proseguire con la mobilitazione mantenendo i piccoli a casa.