La polemica

Rifiuti, bollette sempre più salate: minoranza all'attacco

L’aumento della Tari è al centro di un'interrogazione presentata dai due gruppi di minoranza dei Comuni di Brusasco e Lauriano.

Rifiuti, bollette sempre più salate: minoranza all'attacco
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L’aumento della Tari è al centro di un'interrogazione presentata dai due gruppi di minoranza dei Comuni di Brusasco e Lauriano.

Rifiuti, bollette sempre più salate: minoranza all'attacco

Infatti, sia il gruppo «Per Brusasco e Marcorengo-Anna Marolo sindaco» composta dai consiglieri Anna Marolo, Carlo Giacometto e Daniele Testore che il gruppo consiliare «Lauriano e Piazzo Domani» formato da Renato Dutto, Graziano Bronzin e Sabino Fusco, chiedono ai rispettivi sindaci, Giulio Bosso e Mara Baccolla: «Se i continui aumenti della Tari sono un destino ineluttabile oppure si può agire per fermarli».

Questo alla luce dell'utile di 2 milioni e 550 mila euro del conto economico 2024 di Seta Spa e soprattutto di una normativa (l'articolo 118 ter del "Decreto Rilancio"), che consente ai Comuni di adottare uno sconto per tasse e tariffe comunali, tra cui la Tari, fino al 20% a favore dei contribuenti che decidono di pagare l'importo dovuto tramite rid, l'addebito diretto sul conto corrente.

I due gruppi di minoranza di Brusasco e Lauriano scrivono nelle rispettive interrogazioni che «i cittadini hanno ricevuto nelle settimane scorse le bollette Tari, che contengono nuovi aumenti, ovviamente non ben accolti, per usare un eufemismo, anche considerato l’impegno profuso nella raccolta differenziata, anno dopo anno, che consente ai Comuni del nostro territorio di vantare percentuali di raccolta differenziata sempre maggiori, obiettivo raggiunto anche grazie all'attività dell'Ecocentro e del Centro consortile per il riuso di Cavagnolo» e sottolineano che «il conto economico per il 2024 di Seta Spa e la relazione sulla Gestione 2024 allegata al bilancio consuntivo evidenziano un utile netto pari a 2.550.282 euro, in crescita del 690% rispetto al 2023 (quando fu di 323.012 euro). A fronte di questi risultati, Seta ha proposto la distribuzione di dividendi per circa un milione di euro ai soci (il 51,15% enti pubblici ed il 48,85% di Iren Ambiente Spa) e, nello stesso periodo, i cittadini hanno subito un aumento della Tari mediamente del 7% nel 2024, con ulteriori incrementi previsti nel 2025, come da delibera dell'Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, come puntualmente si è verificato».

La posizione dei Gruppi Consiliari

I gruppi consiliari guidati da Anna Marolo a Brusasco e da Renato Dutto a Lauriano chiedono inoltre «per quale motivo il sindaco (o suo delegato) non abbia proposto, in sede di Assemblea dei soci di Seta Spa, una revisione od un contenimento della Tari 2025, alla luce dei risultati economici 2024 di Seta e delle difficoltà economiche delle famiglie e delle attività produttive e commerciali non solo di Brusasco e Lauriano, ma di tutta la zona», ed anche «se ritiene coerente che, a fronte di un utile netto così elevato e di una distribuzione di dividendi ai soci, non sia stato previsto alcun meccanismo di compensazione o alleggerimento tariffario per i cittadini». Chiedono inoltre se le Amministrazioni comunali di Brusasco e Lauriano abbiano valutato «in sede di assemblea, l’impatto sociale dell’aumento della Tari, e quali azioni si intenda intraprendere per garantire che gli utili futuri siano messi anche a servizio della comunità (ovvero i cittadini-contribuenti) e non solo dei bilanci di Seta e dei suoi soci». Domande che, evidentemente, potrebbero essere poste a tutti i sindaci non solo della collina, ma di tutta l'area in cui opera Seta Spa.

I gruppi di minoranza di Brusasco e Lauriano chiedono infine se i rispettivi sindaci intendono «proporre, per il 2025, una revisione del Pefa, Piano Economico Finanziario di Affidamento, con l’obiettivo di contenere gli aumenti tariffari, anche alla luce dei margini di efficienza evidenziati nella Relazione sulla Gestione 2024 di Seta Spa» e «se, a tal fine, per la Tari 2026 e per gli anni successivi si intenda agire direttamente, adottando con propria deliberazione la facoltà prevista dall'art.118 ter del Dl 34/2020, che consente l’applicazione di una percentuale di sconto sulle tariffe (fino ad un massimo del 20%) a favore degli utenti che decidano di pagare la Tari tramite addebito diretto sul conto corrente bancario».