Un traguardo straordinario per Rina Cappuccinello che ha festeggiato i suoi 100 anni venerdì 20 febbraio presso la residenza Anni Azzurri a Montanaro dove i familiari, tra cui la nipote Isabella Caruso, la Bela Tolera di Chivasso, le hanno organizzato una commovente festa a sorpresa.
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
Rina Cappuccinello, cento candeline sulla torta
Nata a Todi, in Umbria, il 20 febbraio 1926, figlia unica di una famiglia di contadini, Rina ha trascorso l’infanzia tra i campi, imparando presto il valore del lavoro e dell’onestà.
«Finita la quinta elementare – racconta Rina- ho detto a papà che non volevo più andare a scuola e volevo lavorare la terra. Ho fatto così e sono stata contenta».
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il suo paese subì pesanti incursioni aeree e bombardamenti e anche lei contribuì alla Resistenza.
«Aiutavo a portare il cibo ai partigiani- ricorda Rina- ne avevamo nascosti anche nella nostra casa salvandogli la vita. Ho fatto sempre tutto quello che c’era da fare, non mi sono mai tirata indietro».
Conobbe Antonio Fortunelli (partigiano decorato Medaglia al Valor Militare), che sposò nel settembre 1950 a Perugia.
Dal loro amore nacquero Clelia, Claudio e Fabio. Più tardi, Rina si trasferì a Chivasso per stare vicino alla figlia Clelia e al genero Pietro Caruso che aveva trovato lavoro in città.
«Mi sono abituata a vivere qui – conclude Rina – ma non dimentico mai la mia terra. Laggiù, restano i miei ricordi della gioventù. Ho vissuto la vita con fede: avevo uno zio prete che mi faceva aiutare durante le funzioni religiose e una zia monaca di clausura».
Con i suoi splendidi occhi verdi, Rina racconta un secolo di vita con una memoria straordinaria. Nel suo sguardo si percepisce il segreto della longevità: l’amore per la famiglia e la fede profonda che l’hanno accompagnata in ogni momento.