L’ondata di proteste studentesche che sta attraversando l’Italia ha raggiunto con forza Chivasso e l’intero territorio del Canavese. Gli studenti degli istituti superiori Europa Unita e Newton sono scesi in piazza per denunciare le criticità strutturali degli edifici scolastici, i tagli ai fondi pubblici e l’orientamento delle politiche governative e locali. La mobilitazione, sostenuta da diverse realtà politiche e sociali del territorio, si inserisce nel quadro delle agitazioni nazionali che vedono il mondo della scuola compatto alla vigilia dello sciopero generale.
Sciopero studenti Chivasso e Canavese: degrado degli istituti e protesta contro il silenzio delle istituzioni
«Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un’ondata di occupazioni e mobilitazioni studentesche che hanno coinvolto tutto il paese. Anche a Chivasso e in Canavese l’agitazione è stata massiccia e si è unita al grande corteo di Torino per lo sciopero studentesco», spiegano in una nota ufficiale i rappresentanti di Potere al Popolo! Canavese.
La dura presa di posizione di Potere al Popolo! Canavese
«La situazione all’interno degli edifici scolastici è ormai insostenibile. Il taglio di fondi e risorse, la mancanza di risposte e prospettive future, i miliardi spesi nel riarmo, le crescenti diseguaglianze fra classi sociali e la prosecuzione delle barbarie e del genocidio in Palestina sono le principali motivazioni che hanno spinto centinaia di migliaia di studenti in tutto il paese a scioperare e occupare scuole, istituti superiori e università fino a invadere le piazze e le strade delle principali città italiane», affermano gli attivisti.
«A Chivasso lo sciopero nelle scuole superiori ha portato centinaia di studenti e studentesse fuori dalla sede e dalla succursale dell’Europa Unita e del Newton a manifestare pacificamente e in modo spontaneo, esponendo numerosi slogan e messaggi che riassumono la situazione di attuale crisi dentro e fuori dalle scuole», prosegue la nota, sottolineando come la protesta si stia estendendo ad altri centri del territorio. «Gli scioperi sono ancora in corso e continueranno. A Settimo Torinese l’ex 8 Marzo è in sciopero, a Caluso il Martinetti Ubertini è in agitazione, a Rivarolo Canavese gli studenti dell’Aldo Moro sono scesi in piazza a Ivrea, dove anche il Gramsci si prepara alla mobilitazione».
«Come Potere al Popolo! Canavese ci siamo uniti a sostegno e accanto agli studenti e alle studentesse in mobilitazione», chiariscono i militanti. «Da molto tempo denunciamo lo stato fatiscente e di quasi inagibilità delle scuole e degli istituti superiori nel territorio, fra segnalazioni che continuano ad arrivarci di soffitti che cadono e pareti che cedono, infiltrazioni e muffa, aule e corridoi allagati, impianti elettrici in vista, aule gelide d’inverno e invivibili per il caldo nel periodo estivo, bagni e palestre inagibili, oltre a una didattica sempre più ideologica che risponde all’idea di una ‘scuola caserma’ e alle imposizioni del ministro Valditara, limitando lo sviluppo di un vero pensiero critico».
«Molte responsabilità vanno sicuramente attribuite al governo Meloni che ha deciso di incrementare cospicuamente la spesa militare, stanziando decine di miliardi di euro per il riarmo voluto da Bruxelles e per foraggiare l’industria bellica, tagliando fondi alla scuola pubblica, alla sanità e al welfare», incalza l’organizzazione politica. «Ma le stesse responsabilità le hanno i governi precedenti e quelli locali a guida centro-sinistra che a Chivasso, nelle nostre città e nella Città Metropolitana hanno sostenuto la stessa politica di tagli e prevaricazione sociale».
«Se la competenza della manutenzione degli istituti superiori è da attribuire alla Città Metropolitana di Torino, il sindaco Castello e la sua giunta sono quanto meno responsabili di immobilismo e passività», accusano gli esponenti di Potere al Popolo. «Lo stato di quasi inagibilità dell’Europa Unita come anche del Newton è ben noto da anni. Fra le numerose segnalazioni ci sono quelle dei genitori preoccupati per l’incolumità dei propri figli, eppure dal sindaco e dalla giunta non abbiamo notizie di pressioni politiche all’altezza della gravità della situazione, ma piuttosto atteggiamenti di opportunità e carrierismo politico verso il governo metropolitano guidato dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo».
«Non crediamo neppure a chi, come la consigliera comunale e metropolitana Clara Marta di Forza Italia, tenta di cavalcare le proteste portando tardivamente in consiglio un’interrogazione sulla manutenzione delle scuole», precisa il comunicato. «Forza Italia ha espresso indignazione solo per due vetrine rotte solidarizzando con le forze dell’ordine e ignorando completamente la violenza subita dagli studenti, non solo attraverso le cariche della polizia, ma anche nella condizione quotidiana che devono affrontare all’interno di edifici pericolanti e con gli insostenibili rincari che gravano sulle loro famiglie».
«L’azione politica degli amministratori e della politica locale si riassume bene nel silenzio che tutte le formazioni politiche in consiglio, in maniera bipartisan, hanno scelto di adottare nei confronti delle mobilitazioni», denuncia la nota. «A Chivasso la stessa amministrazione lo scorso 27 settembre si era invece espressa conferendo il premio del ‘Nocciolino ‘d Tola’ a Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, per aver valorizzato il territorio, proprio mentre si sta rendendo artefice della conversione dell’ateneo torinese in un laboratorio di ricerca votato alla guerra e all’industria bellica».
«Contro questo modello di società ci uniamo agli studenti e ai lavoratori che scendono in piazza in massa in tutta Italia», concludono i rappresentanti del movimento. «Scioperiamo e scendiamo ancora in piazza a Torino e ovunque con studenti e lavoratori uniti per una vita più bella e dignitosa per tutti: blocchiamo tutto per cambiare tutto».