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Senso unico in via Marconi e tensostruttura: i due temi che tengono alta l’attenzione del Consiglio comunale

Una seduta incentrata sulle interrogazioni e mozioni del gruppo d’opposizione «Per Brusasco e Marcorengo».

Senso unico in via Marconi e  tensostruttura: i due temi che  tengono alta l’attenzione del Consiglio comunale
Attualità Chivasso, 11 Giugno 2022 ore 04:51

La tensostruttura della discordia nel complesso scolastico, il presunto conflitto d’interessi che vizierebbe i voti sui bilanci, la situazione di viabilità e sicurezza stradale. L’impressione è che da otto mesi a questa parte siano sempre i soliti temi a dettare il copione dei Consigli Comunali a Brusasco, tenendo i Consiglieri occupati per ore senza che si pervenga a una visione condivisa (se non delle soluzioni, quantomeno dei problemi).

Senso unico in via Marconi e tensostruttura

Non ha fatto eccezione la seduta dello scorso 31 maggio, in gran parte dedicata alla discussione di interrogazioni e mozioni del gruppo “Per Brusasco e Marcorengo”. Certo, tra le questioni poste all’attenzione del Consiglio da Anna Marolo, Carlo Giacometto e Daniele Testore ci sono state anche la manutenzione ordinaria e straordinaria della segnaletica stradale, un vecchio abuso edilizio ancora irrisolto dagli Anni Duemila, l’erogatore di acqua potabile in piazza don dell’Aglio a Marcorengo, il decoro del cortile dell’Istituto Comprensivo.
Ma sono stati proprio tensostruttura, conflitto di interessi e viabilità nel centro storico a tenere banco per più di un’ora a Palazzo Ellena.

L'ennesimo scontro

L’ennesimo scontro, infatti, si è registrato sul destino dell’eredità avvelenata dell’Amministrazione di Luciana Trombadore. Come sintetizzato nell’incontro dello scorso 9 maggio da Elisa Caldaro, la maggioranza valuterebbe lo spostamento della tensostruttura (attualmente non a norma) presso i vicini impianti sportivi, evitando investimenti immediati per provvedimenti palliativi. Marolo, invece, preme per un adeguamento anche temporaneo dell’esistente in tempi rapidi a beneficio degli alunni.
«L’elefante nella stanza è questo: l’esborso è stato ingente ma la struttura giace inutilizzata da otto mesi. Intanto, l’anno scolastico è terminato» ha riassunto Giacometto.
Alla contesa, inoltre, si è aggiungo l’elemento nuovo della raccolta di firme sul tema lanciata in paese, commentato dal primo cittadino Giulio Bosso in questi termini: «Non appena avremo la relazione tecnica che abbiamo richiesto, emetteremo un comunicato stampa ufficiale per fare chiarezza “a bocce ferme” su alcune inesattezze contenute nella petizione.
Forse alcune firme sono state “carpite” senza spiegare bene qual è la reale situazione».
Commento che ha suscitato la replica dello stesso Giacometto: «Quella delle “firme carpite” è un’ottima definizione per non riconoscere e delegittimare l’espressione dei cittadini».

Una mozione d’ordine la minoranza

Altro punto, altro déjà vu. Con una mozione d’ordine la minoranza ha nuovamente sollecitato il Segretario comunale a esprimersi sulla compatibilità tra i ruoli di rappresentante legale della Pro Loco di Marcorengo e di assessore nell’attuale Giunta, ricoperti da Mario Perotti.
Nell’attesa di una risposta che chiarisca definitivamente la questione in un senso o nell’altro, il gruppo ha espresso voto contrario all’approvazione del rendiconto.
Infine un’altra mozione, questa volta d’indirizzo. Vecchio il tema, nuova la proposta (almeno rispetto al mandato in corso), invariato l’esito. «Recependo l’appello alla collaborazione tra i gruppi, proponiamo al Consiglio di prendere provvedimenti rispetto alla pericolosità della circolazione in via Marconi» ha esordito Carlo Giacometto. «Non siamo più negli Anni ‘60 e, come ammette la stessa amministrazione in una PEC ufficiale recapitata a un cittadino lo scorso marzo, con il tempo i nuovi problemi si sono sedimentati senza soluzione: le velocità sono sostenute, i parcheggi non sono a norma, il passaggio contemporaneo nei due sensi è difficoltoso, l’immissione dai passi carrai è pericolosa.
Per noi la soluzione è l’istituzione del senso unico, con un piano per segnaletica, regolamentazione parcheggi e specchi per l’immissione da cortili e vicoli.
Le alternative sono la chiusura al traffico o la limitazione dell’accesso ai soli residenti». Pur riconoscendo la complessità del problema, il sindaco ha respinto la soluzione prospettata motivando la propria posizione: «L’assetto complessivo della viabilità della zona sconsiglia l’istituzione dell’unico senso di marcia, poiché creerebbe difficoltà in ingresso e in uscita come segnalato dai residenti. Inoltre, ciò provocherebbe un aumento della velocità in assenza di dossi.
Chiusure o limitazioni alla circolazione, invece, azzererebbero le già minime prospettive di insediamento di attività commerciali. Stiamo studiando accorgimenti con la Polizia Locale, ci occuperemo della segnaletica e valuteremo l’installazione di specchi parabolici».

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