Le giornate incominciano ad allungarsi, la primavera è alle porte, c’è voglia di stare all’aperto. C’è voglia di natura e verde. E Chivasso sotto questo punto di vista fa davvero invidia.
Ne abbiamo parlato con l’assessore competente Fabrizio Debernardi che fin dal suo insediamento si è buttato «anima e core».
Sette milioni di euro per Corona verde e il nuovo Sabjunè
Prima di entrare nel merito fa un’importante premessa. «La vita amministrativa di un ente locale è una sfida contro il tempo e la burocrazia. In un mandato di cinque anni, la capacità di trasformare una visione politica in realtà tangibile dipende dalla precisione della strategia iniziale, dalla capacità di intercettare risorse extracomunali e dalla competenza degli uffici tecnici. Chivasso, oggi, raccoglie i frutti di un percorso iniziato nel 2022: un mosaico di interventi che sta ridisegnando il volto ambientale, naturalistico e paesaggistico del territorio».
Al centro di questa rivoluzione c’è il Masterplan «Corona Verde», un progetto olistico e organico che riguarda la porzione sud-ovest della città. Grazie all’accesso ai fondi del Programma Regionale FESR 7, l’Amministrazione è riuscita ad attrarre risorse per un totale di circa 7 milioni di euro, suddivise in quattro pilastri fondamentali: Biodiversità, Forestazione Urbana, Infrastrutture Verdi e Strategie Urbane d’Area (SUA).
Il Parco del Sabjunè
Entra nel dettaglio Debernardi: «Il cuore pulsante della riqualificazione è il recupero dell’ex Impianto Unical. Dopo la dismissione dei vecchi manufatti e la cessione di circa 22 ettari alla città, l’area viene finalmente riconnessa al parco fluviale del Po. L’obiettivo del lotto “Biodiversità” è chiaro: rinaturalizzare e restituire alla piena fruibilità un’area degradata. Il progetto non si limita a una pulizia superficiale, ma prevede interventi tecnici profondi: la creazione di dendro-microhabitat, il contrasto alle specie vegetali invasive e la realizzazione di una zona umida per favorire l’avifauna. I cittadini potranno scoprire questo nuovo polmone verde attraverso un percorso di didattica ambientale e sensoriale, studiato per canalizzare i flussi lontano dalle aree più sensibili, garantendo una convivenza armoniosa tra uomo e natura».
Da Ponte a Ponte
Parallelamente al Sabjunè, il lotto «Forestazione Urbana» punta a mitigare gli effetti del cambiamento climatico nel centro abitato. Lo spiega l’assessore: «Attraverso le “Soluzioni Basate sulla Natura”, Chivasso si prepara a combattere le isole di calore urbano. L’intervento, intitolato significativamente “Da Ponte a Ponte”, prevede la de-impermeabilizzazione di suoli oggi cementificati e la messa a dimora di specie arboree resilienti. Le aree interessate sono: Stradale Torino, viale di Via Orti, piazza d’Armi, piazzale Ceresa, viale Vittorio Veneto, viale Cavour e piazzale Libertini. Qui, il verde non sarà solo decorativo, ma funzionale alla gestione delle acque meteoriche e al miglioramento della salubrità dell’aria».
Una rete ecologica integrata
Il terzo pilastro riguarda le Infrastrutture Verdi. Entra nel merito: «Su una superficie di 23 ettari, suddivisa in 8 zone funzionali (dalle fasce arboree alle aree agro-forestali), si lavorerà per ricucire il tessuto territoriale. Non si tratta solo di piantare alberi, ma di creare connettività ecologica tra i canali irrigui, i boschi esistenti e il verde urbano vissuto quotidianamente dai cittadini.
A completare il quadro è la Strategia Urbana d’Area recentemente approvata dalla Regione Piemonte. Questo tassello si focalizza sulla sponda sinistra del fiume Orco, prevedendo la trasformazione di aree oggi occupate da orti urbani in parchi attrezzati per il gioco, il fitness e la didattica, oltre a un asse di connessione ciclo-pedonale tra il Parco del Sabjunè a sud e il Parco Mauriziano a nord».
Investire sul futuro
Conclude: «Chivasso è riuscita ad attrarre 7 milioni di euro grazie a una programmazione che gli enti sovraordinati hanno riconosciuto come eccellente».
«Il merito – sottolinea l’ intera Giunta – va ripartito tra l’indicazione politica e la passione degli uffici tecnici che hanno saputo tradurre le idee in progetti vincenti. Questi cantieri, in parte già avviati, vedranno la loro conclusione tra il 2026 e il 2027. Non sono interventi isolati, ma pezzi di un unico disegno che immagina una città più vivibile, moderna e sicura dal punto di vista ambientale. Una sfida vinta che lascerà in eredità alle prossime generazioni una Chivasso profondamente più verde e consapevole della propria ricchezza naturale».
Piera Savio