Studente di 16 anni minacciato con un coltello da macellaio
Momenti di terrore, nel tardo pomeriggio di sabato 29 marzo, sulla passerella ferroviaria tra via Roma e via Caluso

«Stiamo vivendo una discriminazione al contrario: chi paga pagherà sempre, chi delinque delinquerà sempre». Sarah e Marcel sono i genitori di Luca (nome di fantasia) lo studente 16enne chivassese che alle 19.30 di sabato 29 marzo, mentre tornava a casa utilizzando la passerella ferroviaria tra via Caluso e via Roma, si è trovato un coltello da macellaio puntato alla gola.
Studente minacciato con un coltello da macellaio
Ad impugnarlo un giovane nordafricano sui vent’anni, corporatura media, abiti scuri e cappuccio a coprire il volto, uno di quei «maranza» che da settimane stanno seminando il panico in città.
«Nostro figlio - raccontano Sarah e Marcel, in redazione accompagnati dal consigliere comunale Bruno Prestia - era uscito di casa con 25 euro in tasca, e li aveva spesi tutti per mangiare con gli amici al sushi. Quando quel ragazzo lo ha afferrato per la giacca puntandogli il coltello, gli ha subito risposto di non avere nulla se non il telefono, che non ha voluto, forse per paura di essere poi individuato. Ha costretto Luca a svuotare le tasche, e solo allora lo ha lasciato andare.
Terrorizzato, nostro figlio è tornato indietro, verso via Caluso. Arrivato ai piedi della passerella ha trovato dei ragazzi (che non conosceva) con una Ford Fiesta rossa e, dopo aver spiegato l’accaduto, ha chiesto loro di accompagnarlo a casa. Così hanno fatto, e con l’occasione vorremmo ringraziarli.
Non è la prima volta che succede: alla Vigilia di Natale lo avevano accerchiato in cinque, prima chiedendogli un euro e poi derubandolo. Quella che stiamo vivendo è una discriminazione al contrario: chi paga pagherà sempre, chi delinque delinquerà sempre».
La reazione del papà
«Quando Luca mi ha chiamato - prosegue Marcel - sono subito sceso in strada e mi sono messo a correre verso la passerella (viviamo a poche decine di metri). Mentre salivo le scale ho visto un ragazzo e una ragazza scendere di corsa, terrorizzati, e subito dopo ho riconosciuto il rapinatore. Dietro di me avevo mio figlio, e quando l’ha riconosciuto è scappato a una velocità folle verso via Caluso. Ho provato ad inseguirlo, ma non ce l’ho fatta. Abbiamo subito chiamato il 112, ma non so se faremo denuncia».
L'intervento di Prestia
«Il problema - interviene Prestia - è che sulla passerella non ci sono telecamere. Eppure è una zona a rischio senza via di fuga».
«Noi - aggiungono i genitori di Luca - siamo qui a raccontare quanto successo affinché non capiti ad altri. Volevamo chiedere un incontro con il sindaco per altri motivi, ma ora vogliamo andare a fondo sul tema della sicurezza. Chivasso, da questo punto di vista, è molto peggiorata. Questi delinquenti sanno di restare impuniti: magari andremo a fare denuncia, ma se nel frattempo questo accoltella qualcuno? Chiudiamo con un appello: ragazzi, state sempre in gruppo, non passate da soli sulla passerella. Avremmo voluto mettere dei cartelli in stazione, ma sicuramente avremmo poi preso una multa per divieto di affissione...».