Il clima politico a Torrazza Piemonte si accende a pochi giorni dalla conferenza di presentazione del nuovo studio epidemiologico, svoltasi venerdì 24 marzo nella sala del Consiglio Comunale.
Studio epidemiologico, non si placa la polemica
Un appuntamento che, nonostante l’importanza del tema trattato, ha visto la partecipazione di soli cinque cittadini e cinque amministratori, sollevando non poche polemiche sulla gestione della comunicazione istituzionale. A intervenire con durezza è Martina Gavazza, capogruppo di minoranza, che non solo lamenta il mancato coinvolgimento ma pone interrogativi sostanziali sulla continuità e sulla validità scientifica del percorso intrapreso dal Comune.
Quello affidato al dottor Giuseppe Gulino rappresenta infatti il terzo studio epidemiologico per l’ente, dopo i primi due curati da Cristian Salerno. Un passaggio di testimone che, secondo l’esponente dell’opposizione, porta con sé ombre che gravano sulle casse pubbliche e sulla trasparenza amministrativa.
La posizione di Martina Gavazza
Martina Gavazza ha voluto esprimere chiaramente la propria posizione: «Resta uno snodo fondamentale: la possibilità di divulgare o meno gli studi già fatti in passato, pagati con i soldi pubblici, perché non passati dal Comitato Etico, figuriamoci utilizzarli come base per costruire altri studi scientifici. È davvero così? L’Amministrazione se ne accorge solo ora, a distanza di troppi anni, tanto da non poter più rimediare scientificamente? Qualcuno ha dimenticato un passaggio fondamentale? Dopotutto ne va della credibilità di un professionista, lo stesso che è stato ringraziato per il lavoro svolto e non invitato personalmente. Ah già, avrebbe potuto leggerlo come quei cinque cittadini che erano presenti a un evento che meritava sicuramente un’altra risposta civica e un’altra risonanza. Mi scuso con il dottor Gulino per la mia assenza: faccio parte di quella fetta di cittadini che non è stata capace di informarsi dell’esistenza dell’evento».
Le parole della consigliera sottolineano una frattura evidente ormai dall’inizio di questo mandato. Dunque, da un lato troviamo il dubbio tecnico sulla spendibilità dei dati raccolti in precedenza, dall’altro l’amarezza per un’informazione giudicata insufficiente, che avrebbe trasformato un momento di approfondimento scientifico in un incontro per pochi intimi. Il dibattito sulla salute pubblica e sulla coerenza scientifica delle analisi comunali resta dunque aperto e promette di spostarsi presto dai banchi del pubblico a quelli del consiglio.
Ma c’è di più perché Gulino, nel terminare la sua presentazione aveva chiesto collaborazione tra gli schieramenti in Consiglio, di viaggiare in un’unica direzione per il bene della popolazione, per la salute pubblica. Un invito Gulino senza alcun interesse, se non quello di “fare del bene”, che non è stato colto. E di questo, con molta probabilità, il professionista si spiacerà.