Una buona notizia. In un momento storico segnato dagli aumenti a Chivasso per il 2026 si registra una riduzione di circa il 20% dei costi da coprire con il gettito della TARI, grazie alla diminuzione dei costi del servizio di circa il 4% e all’incremento delle detrazioni utilizzate per abbattere i costi lordi del Piano Economico Finanziario da 472.870 euro a 1.529.459 euro.
Quest’ultimo risultato è essenzialmente riconducibile all’incremento del recupero dell’evasione e dell’utilizzo dell’avanzo vincolato frutto della riscossione coattiva di crediti stralciati.
La differenza rispetto al 2025 si percepirà in sede di saldo (con scadenza 22 dicembre), con conguaglio sull’intero anno.
L’acconto (pari al 75% di quanto dovuto) è stato infatti calcolato applicando le tariffe 2025.
Certamente trarranno un sospiro di sollievo i cittadini.
Tari 2026: una riduzione dei costi del 20% e fino al 30% sulle bollette
«La riduzione delle tariffe TARI per il 2026 – ha commentato il sindaco Claudio Castello – è una notizia importante per le famiglie e per le attività della nostra città. Il lavoro svolto in questi anni sulla gestione del servizio, sulla riscossione e sul recupero dell’evasione sta producendo risultati concreti: il Piano Economico Finanziario validato dal Consorzio CB16 registra una diminuzione dei costi di circa il 20%, che si traduce direttamente in un alleggerimento della bolletta per i cittadini, mantenendo al tempo stesso solidità e equilibrio nei conti pubblici. In un contesto economico complesso, riuscire a ridurre un tributo obbligatorio senza intaccare la qualità del servizio è un segnale di buona amministrazione».
«Non parliamo di numeri astratti, ma di risparmio reale per chi vive e lavora a Chivasso – ha aggiunto l’assessore al Bilancio e Commercio Chiara Casalino -. Le famiglie chivassesi vedranno riduzioni della TARI 2026 che arrivano fino al 30%, con punte più basse intorno al 13% a seconda del numero di componenti del nucleo e della metratura dell’abitazione; le attività economiche, dai negozi di vicinato alla ristorazione, dagli alberghi alle imprese artigiane, beneficeranno di un taglio omogeneo di circa il 16% su tutte le categorie. Sono numeri che raccontano un lavoro serio: il contenimento dei costi del servizio e il potenziamento del recupero dell’evasione fiscale hanno permesso di restituire risorse concrete a famiglie e imprese, senza intaccare la qualità della raccolta rifiuti. Anche lo scorso anno, quando la TARI era purtroppo aumentata per effetto di determinanti tecniche del piano finanziario che non potevamo ignorare, avevamo comunque lavorato con serietà e rigore sulla gestione del servizio: oggi, con condizioni più favorevoli, quello stesso impegno si traduce finalmente in un risparmio concreto per famiglie e imprese».
La ripartizione dei costi
In vista del nuovo metodo tariffario (TISCER), è stata confermata la ripartizione dei costi fra utenze domestiche (60%) e non domestiche (40%). Ne deriva un’analoga riduzione delle tariffe TARI 2026 – che per definizione deve coprire il 100% del costo risultante dal piano validato. L’abbattimento avrà un peso diverso per le utenze fra costi fissi e costi variabili, componenti del nucleo familiare e superfici occupate.
L’annuncio prima del Consiglio Comunale, in programma ieri sera, martedì 28 luglio, non è però piaciuto a Claudia Buo, di LiberaMente Democratici, che ha subito chiesto lumi a Palazzo Santa Chiara: «Presentare tali provvedimenti alla cittadinanza come “cosa fatta” prima della discussione e del voto dell’aula rischia di esautorare il ruolo dell’organo assembleare e di violare le prerogative dei consiglieri».