viaggiatori infuriati

Torino-Milano, caos pendolari: treni dimezzati e ritardi

Il caso dei convogli sovraffollati arriva in Consiglio Regionale del Piemonte

Torino-Milano, caos pendolari: treni dimezzati e ritardi

Il caso dei treni sovraffollati sulla linea Torino-Milano arriva in Consiglio Regionale del Piemonte. Sedili mancanti, passeggeri costretti a scendere e ritardi a catena: i disservizi del 24 e 25 novembre 2025 finiscono sotto la lente d’ingrandimento dopo l’interrogazione presentata da Alberto Avetta, consigliere regionale del Partito Democratico e membro della Commissione Trasporti.

800 passeggeri senza seggiolino

Secondo quanto emerso, il sovraffollamento che ha paralizzato la linea non è stato un caso di “troppa affluenza” imprevedibile, ma una questione di capienza ridotta dei convogli.
I dati riportati da Avetta sono emblematici:

  • Capacità prevista: 876 posti a sedere (capacità massima 1987 persone).
  • Capacità reale: 592 posti (capacità massima 1118 persone).

In pratica, Trenitalia ha impiegato materiale Rock al posto della normale composizione, tagliando quasi 800 posti totali rispetto agli standard necessari per una delle tratte più frequentate d’Italia.

Stazioni intermedie nel caos e ritardi a Chivasso

La carenza di spazio ha generato un effetto domino: l’elevato affollamento nelle stazioni intermedie ha rallentato le operazioni di salita e discesa, causando ritardi pesanti. A questo si è aggiunto un guasto al segnalamento verificatosi presso lo snodo di Chivasso, rendendo il viaggio un’odissea per centinaia di pendolari.
“Inevitabile che la situazione esplodesse se i treni hanno quasi 300 posti a sedere in meno del previsto,” attacca Avetta. “Eppure, dalla Giunta Regionale non è arrivata alcuna spiegazione sulle ragioni che hanno spinto Trenitalia a sottodimensionare i convogli.”

“La Regione fa il ventriloquo di Trenitalia”

La critica del consigliere PD si sposta poi sulla gestione politica del problema. La risposta della Giunta Cirio è stata giudicata “insufficiente” e “rinunciataria”.
I punti critici della gestione regionale:

  • Mancanza di risposte: Non è stato chiarito perché siano stati usati treni più piccoli in giornate critiche.
  • Il nodo delle penali: La Regione si è limitata a confermare l’applicazione delle penali previste dal contratto di servizio, una misura che però non risolve il disagio quotidiano dei viaggiatori.
  • Rincari e Servizio: Il disservizio stride con i recenti aumenti di prezzi su biglietti e abbonamenti, deliberati pochi giorni fa dall’Agenzia della Mobilità Piemontese.

“Ancora una volta la Regione Piemonte si limita a riportare le cause dei disservizi invece di pretendere soluzioni,” conclude Avetta. “Questo atteggiamento si traduce nella cancellazione del diritto dei passeggeri a un servizio efficiente. Con i costi che aumentano, i piemontesi meritano qualità, non scuse.”