la soluzione

Torrazza Piemonte, asilo nido ancora chiuso: scoppia il caso

Rette salite a 770 euro e solo quattro iscritti: Rozzino propone contributi alle famiglie e piano risparmi al gestore

Torrazza Piemonte, asilo nido ancora chiuso: scoppia il caso

Resta ancora al palo la partenza dell’asilo nido comunale di Torrazza Piemonte. Ad anno scolastico ormai avviato, le porte della struttura rimangono sbarrate e all’origine del blocco ci sarebbe il ridotto numero di bambini iscritti. Un calo di adesioni che non è certamente casuale, ma direttamente legato al forte aumento delle rette di frequenza scattato nell’ultimo periodo. Tant’è che molti genitori, che in passato usufruivano del servizio o che avevano intenzione di iscrivere i propri figli a Torrazza per l’anno in corso, hanno preferito virare verso strutture dei comuni vicini. La causa risiede in un rincaro giudicato da molti sproporzionato e insostenibile: per il tempo pieno si è passati infatti dai precedenti 524 euro mensili agli attuali 770 euro per i residenti. Una cifra che diverse famiglie non sono state in grado di affrontare o che non hanno ritenuto corretto accettare, optando così per soluzioni alternative.

Solo quattro iscritti: le proposte per salvare il servizio

A causa di questa scelta, la platea dei piccoli frequentanti si è ridotta drasticamente, lasciando l’avvio del servizio nella totale incertezza. «Il Comune sta tentando di arginare il problema e di trovare una mediazione per garantire comunque la riapertura del nido, proponendo una misura di sostegno economico per i residenti – spiega un genitore che ha scelto di mantenere la propria adesione e attende che la struttura possa finalmente riaprire – Al momento siamo in attesa della decisione della cooperativa che ha ottenuto la gestione della struttura. Il Comune ha deciso di erogare un contributo di 170 euro alle famiglie di Torrazza e nel contempo è in trattativa con la cooperativa per far partire il nido, tenendo conto che i bambini che i genitori iscriverebbe, per il momento, dovrebbero essere quattro».

La posizione del sindaco Rozzino e la trattativa con il gestore

A fare chiarezza sulla posizione dell’Amministrazione è il sindaco Massimo Rozzino, che attribuisce la responsabilità dello stallo alla scelta della società di gestione: «Il non avviare l’asilo nido è una scelta soltanto del gestore, è lui che decide se avviare o meno. Noi abbiamo fatto delle proposte al concessionario per far sì che si possa avviare visto la questione ora è di costi che la cooperativa dovrebbe coprire con solo 4 bambini. La mia amministrazione gli ha proposto di spalmare il personale sulle altre strutture che gestiscono, come il nido del Politecnico di Torino, e mantenere solo il personale necessario su Torrazza. Dopo i colloqui che abbiamo avuto, abbiamo scritto una lettera formale alla quale loro non hanno ancora dato una risposta. Una volta che l’avremo la valuteremo e poi decideremo quale strada intraprendere: sicuramente se quest’anno il servizio non verrà erogato, il prossimo sarà diverso».

I contributi comunali per le famiglie residenti

Il primo cittadino ha illustrato anche le misure intraprese dalla Giunta a sostegno del bilancio familiare: «Per quanto concerne invece le famiglie – spiega Rozzino – in Giunta abbiamo deciso di erogare ad ogni famiglia la somma di 170 euro, sia che frequenti part-time che full-time. Se il servizio poi non verrà erogato a Torrazza, questa somma sarà concessa a tutte le famiglie residenti in paese che dimostrino che il proprio figlio frequenta il nido di un’altra realtà. Non sarà un contributo in base all’Isee come avviene con il bonus nido dell’Inps o il Vesta, ma a tutti la stessa somma: questo per andare incontro alle famiglie. Ricordo ancora che il Comune, come da bando, si farebbe carico di tutte le spese del nido di Torrazza tranne che del personale, un importante esborso economico per noi ma che abbiamo deciso di approvare proprio per garantire il servizio».

Silenzio dalla cooperativa: famiglie in attesa

Mentre le trattative tra l’Amministrazione comunale e la cooperativa di gestione con sede a Casoria proseguono, le poche famiglie rimaste restano in attesa di capire se e quando il servizio potrà ripartire.
Nonostante i tentativi di contattare la cooperativa direttamente nella propria sede campana, non è stato possibile mettersi in contatto con i responsabili per comprendere come intenda affrontare la questione.