Standing ovation, un bis e lunghi applausi per Roberta Tribocco al flauto e Manuele Barale all’organo e pianoforte, che sabato 6 giugno hanno concluso con un raffinato concerto l’edizione 2025-26 della rassegna Ampurius. Lo straordinario successo dell’evento ha sancito la fine di un percorso concertistico di altissimo livello, che ha saputo valorizzare la musica classica all’interno della comunità, unendo l’eccellenza degli interpreti al prestigio del repertorio proposto.
Le sinergie e le radici del progetto culturale
L’iniziativa è nata con il patrocinio del Comune di Lamporo e ha potuto contare sul fondamentale contributo della Fondazione CRVercelli, dei Rotary Club Vercelli, Sant’Andrea Vercelli-Santhià-Crescentino e Viverone Lago. A sostenere il progetto sono scese in campo anche le aziende agricole locali, Pizzo&Foresto e Valserpe, a testimonianza di un’attività fortemente radicata nel tessuto economico e sociale del territorio. La rassegna si è sviluppata attraverso una serie di sei concerti di altissimo profilo tra l’autunno 2025 e la primavera 2026 nella chiesa parrocchiale di Lamporo, offrendo una proposta variegata che ha spaziato dal pianoforte solo all’organo, fino al quartetto d’archi, vedendo sempre protagonisti stimati interpreti e compositori locali.
Un viaggio musicale tra epoche e stili diversi
Per l’appuntamento conclusivo del 6 giugno è stato selezionato un programma estremamente ricco e vario. La serata si è aperta con un’imponente sonata per flauto di G.F. Haendel, in cui l’organo ha svolto la funzione di basso continuo, per poi passare all’elegante e malinconica Danza degli Spiriti tratta dall’Orfeo di Gluck, eseguita per flauto e pianoforte. Il concerto è proseguito con un preludio romantico di carattere sacro del compositore danese ottocentesco Hartmann, scritto per flauto ed organo. Successivamente, lo spazio è stato dedicato a una pagina espressiva e virtuosistica per organo solo composta dal contemporaneo Maestro santhiatese Arturo Sacchetti, celebre organista e compositore, la cui opera ha permesso al pubblico di apprezzare appieno i registri da concerto dell’organo “Ramasco” di Lamporo. Il repertorio ha poi toccato la versione per flauto e pianoforte dello struggente Vocalise di Rachmaninov, per concludersi con una dolce Berceuse per flauto e organo del compositore tedesco contemporaneo Stamm.
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Il trionfo degli interpreti e il gran finale
L’esecuzione ha messo in luce il sublime suono del flauto di Roberta Tribocco, che si è dimostrata una fine interprete di diverse epoche musicali, affiancata da Manuele Barale, sensibile accompagnatore al pianoforte e grande virtuoso all’organo. L’entusiasmo della sala ha richiamato più volte gli artisti sul palco, spingendoli a concedere come bis il celebre Intermezzo dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni. Questa serata ha rappresentato la degna conclusione di un progetto che ha visto Lamporo al centro di un’intensa attività culturale, integrata perfettamente con i Vespri della rassegna “Note sull’acqua”, con vari cicli di conferenze e con la recente adesione alla “Lunga notte delle chiese”, iniziativa di ampio respiro nazionale.