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Troppi rifiuti nel futuro del Chivassese e del Canavese, c'è la data del nuovo incontro

L'appuntamento è stato rinviato a causa del maltempo.

Troppi rifiuti nel futuro del Chivassese e del Canavese, c'è la data del nuovo incontro
Attualità Chivasso, 22 Giugno 2021 ore 11:35

Si svolgerà questa sera, martedì 22 giugno presso il cortile interno di Palazzo Santa Chiara a Chivasso, un incontro pubblico con la cittadinanza sul tema dei rifiuti nel Canavese e Chivassese, alla luce della recente ipotesi di un insediamento nel territorio di un deposito nazionale di rifiuti radioattivi e in considerazione dei carichi ambientali già presenti.

L'incontro Troppi rifiuti nel futuro del Chivassese e del Canavese

Troppi rifiuti nel futuro del Chivassese e del Canavese. Per questo il Comune di Chivasso ed il Comitato spontaneo di difesa del territorio chivassese e canavesano «Io mi rifiuto», organizzano per oggi, martedì 22 giugno alle 21, presso il cortile interno di Palazzo Santa Chiara, un incontro pubblico con la cittadinanza sul tema dei rifiuti nel Canavese e Chivassese, alla luce della recente ipotesi di un insediamento nel territorio di un deposito nazionale di rifiuti radioattivi e in considerazione dei carichi ambientali già presenti.
Durante la serata si procederà alla raccolta firme contro il deposito nucleare.
L’incontro pubblico è stato organizzato nel pieno rispetto delle regole antiCovid garantendo distanziamento e l’uso della mascherina.

Le considerazioni di Renato Cambursano

"Premetto che oggi, il 22 giugno prossimo, non interverrò nel dibattito su quanto sta avvenendo sul nostro territorio vuoi per le note vicende legate alle intercettazioni telefoniche che mi vedono contrapposto al Sindaco di Chivasso, e vuoi per le mie prese di posizioni durissime sul Biodigestore nei confronti della Sindaca di Caluso, che spero sia presente, e poi perché è giusto che a rappresentare il Comitato “ IO MI RIFIUTO” sia il Presidente, l’ottimo Andrea Zavattaro. Proprio perché non interverrò quella sera, mi permetto fare in anticipo alcune riflessioni di merito, vista le scadenze che si stanno avvicinando velocemente e cioè il 1° Luglio la Conferenza dei Servizi indetta dalla Città Metropolitana di Torino sul Biodigestore e del 5 luglio per la presentazione delle Osservazioni al Deposito di Scorie Nucleari. Andiamo per ordine:
1) BIODIGESTORE da 55.000 t/anno, di rifiuti organici urbani e 20.000 t/a di sfalci verdi”.
Progetto presentato, nel giugno del 2020, in piena era pandemica, dalla Caluso Biometano s.a.-srl - società pseudo
agricola veronese, controllata da una multinazionale americana e da una società di Engeegnering di Milano - alla Città Metropolitana di Torino e da questa al Sindaco di Caluso e ai sindaci dei Comuni confinanti, Chivasso, Mazzè e Rondissone. La Città Metropolitana di Torino, nel novembre scorso, dopo aver esaminato il progetto alla luce delle tantissime Osservazioni presentate soprattutto dal Comitato “IO MI RIFIUTO” e pur richiedendo integrazioni, aggiungeva che: “E’ in ogni caso DOVEROSO SEGNALARE che già allo stato attuale si evidenziano…ELEMENTI DI RILEVANTE CRITICITA’ in ordine alla compatibilità ambientale dell’opera … “.
Ecco la lunga serie di CRITICITA’ sollevate da Città Metropolitana di Torino:
1) Il progetto non prende in considerazione “più soluzioni progettuali alternative… compresa l’alternativa ZERO, di non
realizzazione dell’intervento” così come previsto dal punto 2 dell’allegato VII° alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006;
2) Non viene previsto l’allaccio alle fognature;
3) Il progetto occupa perlopiù terreno agricolo;
4) NON ha tenuto conto della presenza del Pozzo di Captazione
dell’Acquedotto municipale di Chivasso presente a Boschetto a 1.100 metri dall’impianto;
5) Non ha dato risposte alle criticità derivante dal traffico sulla strada provinciale Chivasso-Mazzè;
6) Non ha evidenziato sufficienti soluzioni ai problemi dello scarico delle acque e dei problemi odorigeni;
7) Il progetto non dice che cosa ne farà del Compost, non
avendo evidenziato alcun “contratto commerciale in essere”.
8) Non viene dato atto della presenza sul territorio provinciale di impianti già esistenti, di altri già autorizzati e altri ancora
in avanzato percorso di autorizzazione, tanto da far dire all’Organo tecnico: “Si evidenzia, pertanto, un proliferare sul territorio provinciale di impianti di produzione di biometano da Forsu BEN SUPERIORE rispetto all’esigenza
territoriale.”

9) “Il progetto pare pertanto porsi al di fuori del sistema impiantistico provinciale e regionale con la necessità di
reperire la FORSU in altre province od in altre Regioni” . Le stesse, IDENTICHE, criticità le aveva evidenziate anche la
Provincia di Alessandria sul progetto presentato a Castellazzo Bormida dallo stesso gruppo imprenditoriale, sul quale esprimeva COMPATIBILITA’ AMBIENTALE NEGATIVA!
Questa è stata la conclusione della Provincia di Alessandria, mentre la Città Metropolitana di Torino ha concesso ben 180
giorni – previste dalla legge - per risolvere (sulla carta) queste criticità, alcune delle quali sono insuperabili.
Dove si trova l’area individuata per realizzare il Biodigestore? In zona solo in piccola parte industriale, mentre la parte più
consistente si trova in zona agricola di seconda categoria e a duecento metri ci sono diverse grosse cascine agricole e civili
abitazioni sia sotto il Comune di Caluso che di Chivasso, a 400 metri altre civili abitazioni, a 800 metri un AgriAsilo, a 900 metri i Centri Abitati di Via Campagna/Boschetto e di frazione Mandria di Chivasso, centro sotto tutela delle Sovrintendenza delle Belle Arti, a 1.100 metri un pozzo municipale di captazione dell’Acquedotto di Chivasso e l’intera frazione Boschetto nonché la frazione Carolina di Caluso.
Dal novembre scorso, però, parecchie cose sono cambiate in positivo per noi, ed in particolare due deliberazioni della Giunta
Regionale del Piemonte. Con la Delibera n. 14-2969 del 12 marzo scorso, la Regione ha approvato l’atto di indirizzo in materia di programmazione della gestione dei rifiuti urbani, “fotografando” al 2019 lo stato dell’arte dei rifiuti urbani nella nostra Regione: 2.148.627 tonnellate/anno prodotte, in diminuzione rispetto agli anni precedenti; 787.419 t/anno di indifferenziato, anch’esso in diminuzione; 1.361.207 t/anno di raccolta differenziata, in aumento costante.
In merito al Recupero della frazione Organica, la situazione evidenziata dalla Giunta Regionale Piemontese è questa:
274.202 tonnellate di Organico, 148.819 t. di verde, totale di 423.020 t./ anno. l’organico trattato nei 10 impianti piemontesi è pari a 273.564 t/a., la POTENZIALITA’ AUTORIZZATA e REALIZZATA è pari a 540.000 t/a., quindi abbiamo addirittura un surplus di capacità di trattamento!
Conclusione nostra:
NON NECESSITANO PIU’ ALTRI IMPIANTI nella nostra Regione Con la Delibera n. 15-2970, sempre del 12 marzo scorso, la Giunta - in ottemperanza all’ordine del giorno n.385 del Consiglio regionale del 29.12.2020, con il quale si chiedeva alla medesima di “definire ulteriori criteri specifici di localizzazione degli impianti per il trattamento dei Rifiuti Organici Urbani, di specificare i criteri tecnici per ridurre l’impatto ambientale circa le emissioni di Anidride Carbonica, degli odori prodotti e della concentrazione territoriale della stessa tipologia impiantistica anche a scala sovracomunale e la ricognizione del fabbisogno” – definiva alcuni “criteri” assolutamente condivisibili: AUTOSUFFICIENZA Regionale; potenziamento o ristrutturazione di impianti esistenti; PROSSIMITA’, contenendo la movimentazione del rifiuto; risparmio di consumo del suolo, privilegiando aree già dotate di servizi e infrastrutture; protezione della popolazione residente dagli impianti odorigeni; garanzia delle distanze: 500 metri da “case sparse” e 1.000 metri dai centri abitati; salvaguardia dell’INTERESSE PUBBLICO primario e DELLA TUTELA DELLA SALUTE e DELL’AMBIENTE. Il progetto della “Caluso Biometano”, di questi “CRITERI”, NON NE RISPETTA NESSUNO, infatti: - i rifiuti organici arriveranno da fuori Regione: infatti anche
dalle integrazioni presentate nei giorni scorsi, non ha presentato impegni a sottoscrivere contratti con Consorzi,
Città, Province che intendono trasferire il FORSU in quel impianto se realizzato ma solo un impegno general/generico
di un autotrasportatore;
- questo è un progetto ex novo, NON un potenziamento e ristrutturazione di impianto esistente;
- non c’è prossimità, perché i rifiuti arriveranno da altre regioni, specialmente dal Sud del Paese, con enorme
movimentazione di rifiuti puzzolentissimi;
- abbondante consumo di suolo agricolo e non ci sono Infrastrutture e servizi idonei: fognature, rete Metano, ecc.,
così come già evidenziato dalla Città Metropolitana di Torino in prima lettura;
- la Strada Provinciale n. 87 non potrà essere ampliata, né il Canale irriguo di proprietà del Consorzio Irriguo di Chivasso
potrà essere coperto per realizzare piazzole, come la società ipotizzava e lo dice chiaramente:” sia la Città Metropolitana
a dirci che cosa fare” (????!!!)

- nulla è previsto per contenere gli odori nauseabondi prodotti dai rifiuti in arrivo e stoccati in area;
- distanze abbondantemente inferiori ai 500 metri per le così dette “case sparse” ma storicamente presenti in zona e inferiori ai 1.000 per i “centri abitati” così come definiti dai Piani Urbanistici Comunali e dal Codice della Strada.
- Il Consorzio Irriguo non potrà ricevere le acque reflue in assenza di Depuratore che non è previsto!
E’ vero che il PNRR appena approvato dal Consiglio dei Ministri ed inviato a Bruxelles, alla Missione 2, C2, 1 prevede di
“incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”, e all’investimento 1.4, prevede lo stanziamento di 1,92 miliardi di euro per la contribuzione pubblica del 40% della spesa per “lo sviluppo del biometano”, ma NON PER ALIMENATRE IL FAR WEST DI CHI VUOLE INCREMENTARE IL “TURISMO DEI RIFIUTI”
DAL SUD AL NORD DEL PAESE! QUESTA NON E’ ECONOMIA CIRCOLARE, ma circolazione turistica del Rifiuto Organico! Per ultimo, ricordo che sul nostro territorio la PRESSIONE AMBIENTALE è già molto alta già in quanto esistono: A Chivasso (a sud):
- La più grande discarica attiva del Piemonte
- La Centrale Termoelettrica A2A da 1.200 Mw
- La Centrale Biogen all’interno dell’ex area Lancia
- Il Deposito Esso
- La Rivoira spa: questi ultimi due sono soggetti alla normativa
Seveso

A Torrazza Piemonte (a est): le discariche di Rifiuti industriali speciali, località dove è previsto il Deposito dello SMARINO
proveniente dagli scavi per l’Alta Capacità Torino-Lione;

A Rondissone (a est) con il progetto già autorizzato dalla Città
Metropolitana di Torino per il trattamento di 40.000 tonnellate/anno di Rifiuti Organici Urbani, sul quale è pendente
un ricorso al Consiglio di Stato;

A Mazzè (a nord/est) il SitoTO-10 per Deposito Scorie Nucleari, individuato da SOGIN, del quale tratteremo al punto 2);

A Villareggia (a nord/est) il progetto per un impianto di Biometano da prodotto di scarto e sottoprodotti dell’agricoltura; A Caluso (a nord, ai confini con Chivasso e Mazzè) è già attivo un impianto, della C.R.M. SRL di Cherasco (CN), confinante con il Biodigestore, per la triturazione di 60.000 tonnellate/anno di materiale edile ed affini, tra cui soprattutto traversine ferroviarie in disuso: nei giorni scorsi è stato registrato nelle vicinanze il rumore assordante emesso dalla gigantesca “trituratrice”, senza contare le polveri sottili sollevate ed immesse nell’aria;
A San Benigno (a ovest), altro impianto di Biodigestore per FORSU, fotocopia di quello di Caluso, presentato dallo stesso
gruppo imprenditoriale, quello è in area industriale, ha la rete fognaria e quella del metano.
La Provincia di Novara ha negato, nei giorni scorsi, l’autorizzazione ambientale per analogo impianto per Biometano a Casalino, ancora dello stesso gruppo industriale, invocando proprio le Linee Guida della Regione sopra citate.

La Città Metropolitana può, quindi DEVE fare altrettanto sia per quello di Caluso/Chivasso/Mazzè, sia quello di S. Benigno se non vuole trasformare questo territorio nella nuova “TERRA DEI FUOCHI”!

1) TO-10: DEPOSITO SCORIE NUCLEARI SOGIN/ISIN, ha individuato uno dei siti definiti “di prima classe”,
sempre alla convergenza dei comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone e Chivasso e a 700 metri dall’area CRM e Caluso
Biometano, sopra ricordate, il TO-10: “idoneo a diventare Deposito definitivo di 78.000 metri cubi di rifiuti nucleari a
media densità e 17.000 metri cubi di scorie nucleari attive ad alta densità”. L’Accademia dell’Agricoltura di Torino ha individuato queste pesanti criticità:
1) non sufficiente attenzione al problema delle falde: Mazzè, Caluso, Rondissone hanno falde superficiali a 5-6 metri di
profondità;
2) il sito si trova a poche centinaia di metri dalla sponda destra della Dora Baltea;
3) la relativamente poca distanza dal “Campo dei Pozzi” di Saluggia alimentata dalla Falda profonda che parte da Mazzè e
porta acqua a quel “campo” da dove si diparte l’Acquedotto del Monferrato.
4) inquinamenti dell’agroalimentare, come per esempio lo Iodio 131, causa di Tiroidi gravi;
5) proprio in questi giorni, nelle immediate vicinanze del Sito TO-10, sono state avviate alcune produzioni agricole, come per esempio la Canapa, che accumulano radio nuclidi, i quali possono emettere particelle Alfa (corrispondenti a 2 neutroni e 2 protoni, Beta (elettroni), radiazioni dette fotoni Gamma, e raggi X, chepossono provocare anche reazioni cellulari, DNA, sia sugli Animali, sia nell’acqua che nei vegetali;
6) totale assenza di uno studio approfondito sul Sistema delle acque di irrigazione per l’agricoltura;
7) distanze dai centri abitati: non sono state tenute in considerazione gli studi fatti dall’ENEA, Ente che prima di
SOGIN/ISIN, ha affrontato questo problema e non si era nascosto dietro una fumosa “adeguata distanza” ma aveva quantificato le distanze in considerazione degli abitanti. In prossimità del sito TO-10 ci sono ben 6 “Centri abitati“ e sono
tali sia secondo il Codice della Strada che secondo le normative urbanistiche nazionali: Tonengo di Mazzè a meno di 1.000 metri, Rondissone e Mandria di Chivasso a 1.200 metri dal centro del sito e a 1.000 da un asilo, Arè di Caluso, Campagna di
Boschetto/Chivasso e Carolina di Caluso a 1.500 metri. Ma il criterio Ce 12, parla, appunto, di “distanza adeguata”: che vuol
dire? Gli esempi portati da SOGIN a sostegno della loro tesi, di altri Paesi, come la Francia o la Spagna, NON SONO affatto
confrontabili con il nostro, perché colà non ci sono Centri abitati, neanche a 7, 5 chilometri, quando invece da noi in un raggio tale vivono ben 60.000 PERSONE, non cose inanimate! Perché 7,5 Km di raggio? Perché il più volte citato Deposito superficiale “Centre de l’Aube” nel nord-est della Francia, che qualche significativo problema lo
sta già dando, nel raggio di 7,5Km non ha una sola abitazione! L’80% del sito TO-10 è in area MAB-UNESCO- Colline del Po: non se n’è tenuto in conto, se non come Criteri di approfondimento e non di Esclusione come si sarebbe dovuto fare;
Proprio per queste molteplici ragioni, già oltre 25.000 persone, donne e uomini tutti maggiorenni, di Caluso, Chivasso, Mazzè e Rondissone, hanno sottoscritto la Petizione che il “Comitato NO DEPOSITO” ha predisposto e che invierà a Sogin e al Ministero competente. La Mozione approvata dalla Camera dei Deputati il 13 aprile scorso, è sicuramente un passo avanti positivo per il TO-10, del quale è doveroso da parte mia ringraziare gli estensori materiali della Mozione e tutti coloro che l’hanno votata. Se SOGIN o chi per lei, applicasse anche solo il “parametro” indicato dalla Mozione, relativo all’“Indice di pressione ambientale calcolato a livello dei comuni nel raggio di 20 chilometri”, il Sito TO-10 sarebbe escluso in automatico, proprio per l’altissima PRESSIONE AMBIENATALE già ricordata. Se invece anche solo uno dei due i progetti (BIODIGESTORE E TO-
10) fosse realizzato, sarebbero i giovani, nel corso delle loro vite, a sopportare le conseguenze più gravi dell’emergenza ambientale e, insieme a loro, i più fragili, gli indifesi, i deboli.
“Cari nipotini”, dissi loro nell’estate dello scorso anno e lo scrissi su tutti i giornali locali, e lo ripeto ancora una volta, “non so come sarà il vostro futuro: spero mi perdonerete per avervi portato, per tramite delle vostre mamme, mie figlie, in questo
splendido mondo terribile!” Di qui il dubbio esistenziale: è giusto mettere al mondo una creatura destinata a fare i conti con una realtà come quella che si prospetta davanti a loro?

La terribile PANDEMIA del Corona virus, NON HA INSEGNATO NULLA, eppure il segnale è stato potente e avrebbe dovuto farci riflettere, come ci ricordano, un giorno si e l’altro anche, i giovani. La S.I.M.A. – Società Italiana Medici Ambientali e l’Università di Bologna e Bari, non escludono affatto che “ci sia una connessione tra quanto avvenuto e sta ancora avvenendo e l’inquinamento ambientale, aggiungendo anche che non è un caso che nella Pianura Padana sia esploso più prepotente che altrove”. “La pianura Padana, per via della sua conformazione è una specie di catino in cui si concentrano livelli di polveri e inquinanti decisamente più alti che in altri parti dell’Italia o anche dell’Europa. In fondo alla pianura verso ovest c’è la città di Torino ed i comuni sull’asse autostradale To-Mi, area che da tempo gode di un non invidiabile primato, addirittura europeo, riguardo alla quantità di polveri sottili nell’aria. Orbene, se nell’aria c’è un certo contenuto di micropolveri, quelle goccioline tendono ad aderirvi come a delle zattere, prolungando la permanenza in sospensione. Inoltre le statistiche paiono indicare una maggiore incidenza delle varie malattie dell’apparato respiratorio, tendenzialmente croniche, in quelle aree in cui la presenza di polveri sottili è più alta e duratura e a loro volta quelle affezioni rendono più probabile l’insorgere di
complicazioni in caso di infezione virale.

INVITO I CHIVASSESI E NON SOLO A PARTECIPARE numerosi all’iniziativa di oggi,  martedì 22 giugno 2021, alle ore 21, nel Cortile interno al Municipio di Chivasso.”.

+++AGGIORNAMENTO Ore 18.30++++

L'incontro in programma per questa sera martedì 22 giugno presso il cortile interno di Palazzo Santa Chiara è rinviata a data da destinarsi, causa maltempo.

+++ AGGIORNAMENTO DEL 25 GIUGNO +++

L'incontro pubblico con la cittadinanza sul tema dei rifiuti nel Canavese e Chivassese è stato riprogrammato per il prossimo giovedì 1 luglio alle ore 21.