LIVORNO FERRARIS

Tutti uniti per dire «No» al deposito a Trino

Molto partecipata l’assemblea promossa dal Comitato insieme al Comune, tra gli esponenti anche il consigliere Bollo

Tutti uniti per dire «No» al deposito a Trino
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Arriva ormai in tutti i paesi il Comitato TriNo per opporsi all’autocandidatura di Trino al deposito dei rifiuti radioattivi. Non tutti però prendono posizione come lo ha invece fatto nella serata di venerdì 23 il Comune di Livorno che ha detto «No» attraverso la figura del sindaco Franco Sandra e del consigliere di maggioranza Matteo Bollo.

Tutti uniti per dire «No» al deposito a Trino

«Se un sito -  ha detto Sandra - è ritenuto idoneo da un organo tecnico-scientifico ad ospitare il deposito è un discorso, ma se invece non lo è, come Trino, è un controsenso autocandidarsi per averlo. Francamente, non capisco Daniele Pane, sindaco di Trino. Siamo 54 Comuni che nel 2022 abbiamo aderito alla convenzione “Borghi delle vie d’acqua” per valorizzare il nostro territorio vocato all’agricoltura ma adesso mi mette in difficoltà pensare che avevamo votato come Presidente dei “Borghi delle vie d’acqua” proprio Pane riponendo in lui la nostra fiducia».

La posizione di Bollo

Non ci sono dubbi anche sulla posizione di Bollo. «Ho aderito - riferisce Bollo - come cittadino al comitato TriNo a dicembre 2023, ben prima della formalizzazione dell’autocandidatura di Pane. Dal punto di vista amministrativo, il Comune di Livorno, capitanato dal Presidente della Provincia, ha sottoscritto un documento che ha mandato al Ministro dell’Ambiente per evidenziare la contrarietà e chiedere che il deposito sia messo in un sito idoneo e non un sito ritenuto “non idoneo” come Trino, escluso dalla CNAPI. Ci confronteremo poi con tutto il Consiglio Comunale (maggioranza e minoranza) per definire una linea comune. Ci concerteremo con tutte le istituzioni del territorio per un’azione di massa e un dialogo aperto con il comitato TriNo. Ed il deposito sarebbe molto più prossimo ai centri di Livorno e Bianzè che a Trino». Un punto chiave di questa vicenda è che la posizione di Pane era già emersa prima dell’autocandidatura, come ha spiegato l’avvocato Gianmaria Mosca.

L'intervento di Mosca

«Pane aveva già espresso la sua posizione al seminario nazionale che si era tenuto nel 2021 - ha detto Mosca - Il seminario nazionale era un momento di confronto sul progetto del deposito e sulla proposta della CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee. A quel tempo non c’era ancora il decreto legge Energia che consente agli enti locali di autocandidarsi per ospitare il deposito di rifiuti nucleari. I tempi politici non erano ancora maturi. Il decreto legge Energia esce poi nel gennaio 2024: è palese che viene creato per assecondare la richiesta di Pane manifestata durante il seminario nazionale. Ecco dunque che poi spunta la sua autocandidatura. E’ un meccanismo pericoloso, irreversibile quello attuale: non esiste un organo terzo di controllo e la decisione finale spetta al Governo: l’autorizzazione unica ministeriale».

Gli altri relatori

Presente la consigliera di opposizione di Trino Patrizia Ferrarotti che ha spiegato: «Ci si è mossi tardi ma qualcosa si può ancora fare. I cittadini possono prendere parte alle manifestazioni e firmare la petizione del Comitato. Ma sono i politici che devono prendere posizione per fermare il progetto. I sindaci dei paesi devono approvare delibere di consiglio contro l’autocandidatura di Trino». Moderatori della serata Matteo Bollo e Simona Paonessa che ha precisato: «Qui non si dice che siamo contrari al deposito. Si dice che il deposito deve essere fatto in un sito idoneo non in uno inidoneo». Sono poi stati messi in evidenza gli aspetti turistici e agricoli, soprattutto le risaie, che un progetto tale andrebbe a penalizzare. E anche i criteri di esclusione che non ne fanno il luogo di Trino idoneo. Aspetti evidenziati dai relatori Carlo Giraudi, Dario Zocco, Andrea Vecco. Il Presidente del Comitato Pier Iviglia ha messo l’accento sui trasporti nucleari: «Verranno trasportati i rifiuti nucleari di tutta Italia. E la sicurezza nei trasporti non è poi così banale. Il rischio è anche su quei convogli, non solo nel deposito».

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