Una folla commossa per l’ultimo saluto alla maestra Giada

Una folla commossa per l’ultimo saluto alla maestra Giada

Una folla commossa quella che davanti al Duomo di Chivasso oggi, venerdì 13 febbraio 2025,  ha atteso il feretro di Giada Geraci, l’insegnante scomparsa in seguito ad un malore.

Una folla commossa per l’ultimo saluto alla maestra Giada

Lacrime, dolore e commozione hanno accompagnato la maestra Giada nel suo ultimo viaggio. I funerali si sono svolti oggi, venerdì 13 febbraio 2026 presso la chiesa di Santa Maria Assunta (Duomo) a Chivasso.

Bambini e adulti addolorati e increduli del fatto che Giada non siederà più al suo posto, in aula ad insegnare. Familiari, colleghi, genitori e numerosi conoscenti hanno voluto dare l’ultimo saluto a questa donna eccezionale che amava il suo lavoro. Alcune rose rosa e bianche tra le mani dei più piccoli hanno atteso l’arrivo di Giada.

 

Il lutto cittadino

Durante i funerali di Giada, il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, ha dichiarato il lutto cittadino.

Tra i motivi alla base della proclamazione del lutto cittadino, il decreto ricorda anche il contributo significativo che la maestra Geraci ha offerto al progetto del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, promosso dal Comune di Chivasso, sostenendo la crescita civica degli studenti e la diffusione dei valori di partecipazione e responsabilità.
Il sindaco ha disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali durante le esequie e la sospensione delle manifestazioni pubbliche organizzate o patrocinate dal Comune nella fascia oraria dei funerali. L’Amministrazione comunale invita inoltre cittadini, istituzioni scolastiche, associazioni e attività commerciali a unirsi al lutto cittadino con segni di raccoglimento e rispetto.
La comunità educante dell’Istituto Comprensivo “Alessandro Dasso” aveva formalmente chiesto al primo cittadino proprio di considerare la proclamazione del lutto cittadino “in segno di rispetto e per permettere a colleghi, genitori e alunni di onorare la memoria di un’insegnante che, per circa 15 anni, ha dedicato la sua vita e la sua professionalità alla formazione dei bambini della nostra città. Giada non è stata solo un’insegnante, ma un pilastro educativo che ha accompagnato intere generazioni nel loro percorso di crescita, trasmettendo con dedizione, amore e competenza i valori civici che rendono orgogliosa la
nostra comunità”.

I funerali

I funerali di Giada, scomparsa a soli 41 anni sono stati celebrati da don Davide Smiderle che ha ricordato quando lui, 10 anni fa celebrò le nozze tra Giada e Gianpiero e di quanto sia stata importante la vita di questa donna che ha vissuto. ” Abbiamo raccolto tantissime testimonianze di affetto, di amicizia, ma soprattutto testimonianze belle di una vita vissuta pienamente da Giada e questo è una cosa molto bella e nello stesso tempo ci fa ancora sentire tutto quanto di più, ecco, il peso di questo strato, di questo vuoto che ci lascia. – Sono le parole di don Smiderle –  Le parole umane in questo momento non hanno alcun senso, se non parole di vicinanza, di stima, di affetto verso la famiglia di Giada, la parola di Dio invece no, è parola di luce. Noi siamo qui in questo momento tutti quanti per celebrare non la sconfitta di Giada, ma la vittoria, la forza della vita, la forza della vita che ci viene dalla fede e che ci dice che la vita non ha fine. Non è un addio questo, ma è un arrivederci in cielo. Addio nel senso che stiamo pregando Dio e consegnando a Dio la sua anima, sapendo però che lo spirito ci darà questa grazia di poter sperimentare come la presenza di Giada sarà in noi la presenza costante E lo sperimenterà tutta la famiglia tra non molto tempo, ne siamo certi perché il Signore dona e il Signore dà. Non è un addio cattivo”.

Parole toccanti di parte di familiari, colleghe e genitori hanno accompagnato Giada in questo suo ultimo viaggio terreno. In tutti i messaggi è emerso quanto Giada fosse speciale, numerose le sue doti umani, unico il suo approccio con i suoi piccoli studenti poichè lei riusciva a valorizzare la loro unicità e li accompagnava in maniera esemplare nel loro percorso di crescita. Lei sempre col sorriso, dal cuore grande e sempre disponibile è stata una persona che ha amato molto e che vivrà nei cuori di coloro che ha conosciuto e che le hanno voluto bene.

Parole toccanti anche quelle della cognata di Giada: “Giada era mia cognata, era la mia famiglia. Prima di diventare mia cognata è stata anche mia compagna di scuola e abbiamo avuto anche per un periodo la stessa comitiva di amici, anche se siamo diversissime caratteri a tutte.

Ma ogni volta che ci vedevamo, dato che io abito in Veneto, noi con il fratello, era nostra routine passare la prima notte sveglia a raccontarci i sogni, le delusioni, la vita da mamma e da moglie e trovandoci poi a ridere perché pensavamo a quanto strano abbiamo fatto da quel settembre del 96 in cui ci siamo conosciute. Sempre presenti l’una per l’altra, condividendo momenti familiari lieti e non li. Ha dedicato la sua vita alla famiglia, prima ai suoi genitori e al suo fratello, rendendoli orgogliosi per la carriera scolastica e per essere la figlia giudiziosa.

Moglie premurosa e mamma devota. La scuola poi era la sua missione, nata per insegnare. Durante l’università una delle prime persone a cui diede ripetizioni fu mia sorella.

Era anche con lei che amava il mare, correre, fare lunghe passeggiate sulla spiaggia e amava  nuotare a largo e non perdeva occasione di prendermi in giro perché non aveva mai il coraggio di saltare giù dal pedalò. Amava anche la musica, ballare e cantare, ad esempio la canzone dei Maneskin. E Gianpiero, perdonami, ma le piaceva anche il cantante.

Tutto questo per dire che Giada è molto di più di quello che ognuno di voi conosce. È un’anima grande, gentile e mi mancherai infinitamente. Ti ringrazio, sono fiera di averti vissuta per trent’anni.

Ora vorrei ringraziare pubblicamente Laura e Lorella e Franco per essere la loro famiglia piemontese. E a voi tutti per aver reso grande Giada. Oggi non ci crederebbe neanche tutto questo. Grazie”.