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Ventotene, gemellaggio della discordia: piovono dure critiche da Buo e Marta

La maggioranza è accusata di cercare solo vetrine per qualche selfie

Ventotene, gemellaggio della discordia:  piovono dure critiche da Buo e Marta
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L’ennesimo gemellaggio voluto (e approvato) dall’amministrazione guidata da Claudio Castello ha acceso non poco il dibattito politico chivassese. Questa volta, la maggioranza ha deciso di stringere legami con i Comuni di Sabaudia, Torre Pellice e Valsavarenche, seguendo il filo del federalismo tracciato dalla «Carta di Chivasso» e dal «Manifesto di Ventotene».

Ventotene, gemellaggio della discordia

«Tutto questo amore improvviso per Ventotene e, di riflesso, per la Carta di Chivasso - dichiara Andrea Torasso, segretario del MFE di Chivasso - appare piuttosto strumentale, considerando i trascorsi dell’attuale amministrazione. Sembra un appiglio, assai debole, per fare opposizione al Governo Meloni. Ma il federalismo è ben altra cosa. Il vero federalismo è un progetto che richiede impegno, concretezza e continuità. Non si può ridurre tutto a semplici atti simbolici o operazioni di immagine utili solo a ottenere visibilità politica o a portare avanti polemiche pretestuose. A Chivasso, dal 2014, abbiamo lavorato con costanza e serietà, portando avanti iniziative concrete per coinvolgere i giovani e promuovere una vera cultura federalista. Sono le azioni e i progetti reali che fanno la differenza, non certo le dichiarazioni di facciata o le passerelle politiche».

Piovono critiche da parte di Buo e Marta

«In questo consiglio comunale - aggiunge Claudia Buo di Liberamente - abbiamo assistito a un episodio in un certo senso deludente. La delibera è stata approvata, ma solo grazie ai voti della maggioranza e del mio gruppo LiberaMente Democratici. Un gemellaggio dovrebbe essere un’iniziativa condivisa da tutto il consiglio comunale, soprattutto considerando il valore storico e simbolico che Chivasso ha nel contesto federalista. Invece durante la seduta il capogruppo del Pd Stefano Mazzer ha persino apostrofato i colleghi di opposizione. Mentre lui cercava di motivare l’aula al voto favorevole ha sottolineato come dai banchi dell’opposizione si guardasse in basso, come a vergognarsi. Questo forse perché dopo la lunga presentazione del testo da parte del Vice Sindaco Pasquale Centin nessuno ha partecipato alla discussione ma si è solo intervenuti in dichiarazione di voto. Un commento che ho trovato inappropriato e che dimostra una mancanza di rispetto prima di tutto verso noi consiglieri di opposizione.

Clara Marta, di Forza Italia, ha votato contro: «Parto da un dato che è sotto gli occhi di tutti: le vetrine chiuse, i cartelli “affittasi” che aumentano, e un commercio locale in forte sofferenza. A fronte di questo scenario, non c’è alcuna strategia concreta prevista per sostenere il tessuto commerciale cittadino, né incentivi per le attività locali, né misure per attrarre nuove imprese, neppure in quell’area del polo logistico, che era stata annunciata come il grande baluardo della campagna elettorale. Di tutto questo, oggi, nessuna traccia.
E allora mi chiedo: ha senso in questo momento storico concentrare energie, tempo e risorse pubbliche su una rete di gemellaggi – con Comuni anche molto distanti dalla nostra realtà – quando i nostri cittadini fanno i conti ogni giorno con difficoltà economiche sempre più gravi?
Viviamo una fase di emergenza sociale ed economica, e in questo contesto, parlare di gemellaggi rischia di apparire come qualcosa di scollegato dalla realtà, come una distanza quasi provocatoria rispetto alle urgenze vere delle persone.Il dovere della politica, oggi, è restare ancorata al territorio, ascoltare i bisogni, difendere il lavoro, rafforzare la sicurezza urbana, investire su ciò che serve. Non creare nuove vetrine istituzionali, con scambi e viaggi che rischiano di rimanere fini a se stessi».

Il gemellaggio nato nel 2014

Nel 2014, l’amministrazione Ciuffreda portò in aula una delibera storica per sancire il gemellaggio tra Chivasso e Ventotene, un legame fondato sull’evidente parallelismo tra la Carta di Chivasso – documento fondamentale del federalismo nazionale, firmato il 19 dicembre 1943 – e il Manifesto di Ventotene, pilastro del federalismo europeo. Quell'iniziativa ricevette un voto unanime da tutto il Consiglio Comunale. Fu un momento di condivisione autentica, un riconoscimento del ruolo di Chivasso nella storia del federalismo. Allora, tutti i consiglieri presenti compresero l’importanza di creare un legame profondo e duraturo con Ventotene, sostenuto anche dall’Istituto Altiero Spinelli. Quell’atto di gemellaggio contribuì alla costituzione a Chivasso di un Centro Studi per il Federalismo dedicato a Mario Alberto Rollier e venne messo a disposizione uno spazio a Palazzo Einaudi, per offrire ai giovani e ai cittadini la possibilità di approfondire i temi del federalismo. Quel centro esiste, ma non certo per volontà di questa amministrazione. Nel 2021 infatti il sindaco Castello, dopo il periodo Covid, ha deciso di sfrattare il Centro Studi e la sezione del MFE da palazzo Einaudi, ma senza un atto ufficiale o una comunicazione. Semplicemente i volumi dei due gruppi sono stati presi e accatastati malamente in una stanza destinata poi ad essere sgomberata. Fortunatamente siamo riusciti a recuperare i volumi e dal 2024 il MFE e il Centro Studi hanno una nuova casa in via Roma 13, condividendo la sede della nostra associazione LiberaMente Democratici.

 

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