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Verolengo, futuro de La Cascinetta: l’opposizione attacca e propone riapertura immediata

Archiviato il progetto per la struttura di Borgo Revel: Caminotto denuncia lo spreco di fondi e lancia la gestione transitoria

Verolengo, futuro de La Cascinetta: l’opposizione attacca e propone riapertura immediata

Il futuro de La Cascinetta di Borgo Revel torna al centro del dibattito politico a Verolengo. Dopo l’archiviazione del progetto presentato per la gestione dello storico edificio della frazione, la capogruppo di opposizione Daniela Caminotto (in foto con la consigliera di Borgo Revel Stefania Casa), del gruppo «Verolengo per Tutti», prende la parola per analizzare l’esito della vicenda.

La critica sui fondi pubblici e l’archiviazione del progetto

«Su La Cascinetta in questi mesi si è parlato molto. Si è parlato di un progetto, della possibile gestione, di una nuova partenza per un luogo importante per Borgo Revel. Alla fine, però, siamo arrivati a un risultato molto semplice: il progetto presentato non è stato accolto e la pratica è stata archiviata. Nel frattempo sono stati spesi circa 2.500 euro di soldi pubblici per far analizzare e valutare una proposta che poi non è andata a buon fine. È questo il punto sul quale, come Verolengo per Tutti, vogliamo porre l’attenzione», spiega la consigliera.

Le responsabilità amministrative: «Si è partiti al contrario»

La rappresentante di minoranza ci tiene a chiarire le responsabilità amministrative: «Non vogliamo puntare il dito contro l’associazione che ha presentato il progetto. Il problema, secondo noi, è a monte: si è partiti al contrario. Si è aspettato che qualcuno bussasse alla porta del Comune con una propria proposta e solo dopo si è cominciato a verificare se quella proposta avesse i requisiti necessari, se fosse sostenibile e se rispondesse davvero a ciò che l’amministrazione voleva fare della Cascinetta».

La proposta d’emergenza: una gestione transitoria per riaprire subito

Per evitare che la struttura rimanga sbarrata a lungo, il gruppo d’opposizione mette sul tavolo una prima soluzione operativa e immediata per restituire il centro alla comunità locale: «Noi proponiamo un metodo diverso e, soprattutto, proponiamo di muoversi subito. La prima cosa da fare, a nostro avviso, è trovare una soluzione transitoria. Chiediamo che l’amministrazione valuti, nel rispetto delle regole, una gestione provvisoria e a termine, in modo da permettere agli uffici di preparare con calma il percorso per la nuova assegnazione ma, nello stesso tempo, consentire a Borgo Revel di riavere subito un luogo di incontro, convivialità e socialità. Non ha molto senso lasciare la Cascinetta chiusa per mesi in attesa che tutta la procedura ricominci da capo».

Manifestazione d’interesse e bando pubblico per il rilancio

«Il secondo passo potrebbe essere una manifestazione di interesse pubblica e aperta a tutti. – prosegue – Il Comune dovrebbe indicare con chiarezza che cosa vuole e chiedere a chi è interessato di presentare un progetto di massima, semplice, senza obbligare associazioni o soggetti interessati a spendere cifre importanti già in questa prima fase. A quel punto chiunque fosse interessato potrebbe presentarsi sapendo fin dall’inizio quali sono le regole del gioco. Raccolte le proposte, si potrebbe arrivare a un terzo passaggio: un bando pubblico vero e proprio, nel quale scegliere il progetto più adatto non guardando soltanto all’aspetto economico, ma anche al valore sociale della proposta, alla capacità di creare aggregazione e alla possibilità che quella gestione sia stabile e duratura nel tempo».

«Proposte concrete per evitare altri sprechi di tempo e denaro»

In conclusione, Caminotto sottolinea: «La Cascinetta deve diventare un luogo vivo, non necessariamente un progetto faraonico. Non diciamo che queste siano le uniche soluzioni possibili. Sono però le nostre proposte: una gestione temporanea per riaprire subito il punto, una manifestazione di interesse aperta per capire chi è disponibile e con quali idee, e infine un bando pubblico che scelga il progetto migliore anche dal punto di vista sociale. Criticare senza proporre alternative serve a poco. Noi le alternative le stiamo mettendo sul tavolo. Forse, se si fosse partiti così fin dall’inizio, avremmo risparmiato tempo, discussioni e anche qualche soldo pubblico».