Dante Balzola, storico ottico di Crescentino, è mancato a 83 anni.
Addio a Dante Balzola
Nella parrocchia di Beata Vergine Assunta sono state celebrate le esequie martedì 1 settembre. Tutti conoscevano l’ottico Dante, uno dei pionieri del suo mestiere in paese. Fu tra i primi a proporre un’attività capace di offrire alla gente non solo l’esame della vista ma anche la preparazione e la vendita degli occhiali. La sua vita professionale era, però, iniziata in un altro ambito. Dopo aveva studiato come perito elettronico, aveva lavorato all’Olivetti di Ivrea. Tuttavia, comprese presto che quella non era la sua strada. Decise così di tornare a studiare, conseguendo la specializzazione in ottica e optometria. Fu allora, negli anni Settanta, che iniziò a lavorare nel negozio VisionOttica Balzola Tione, fondata dal suocero Alfredo Tione. Dante si occupava dell’ottica mentre la moglie Bruna seguiva la gioielleria. Il reparto gioielleria venne poi chiuso, e l’ottica proseguì, fino a oggi, con la figlia Elisa alla gestione del negozio.
Il ricordo della figlia Elisa
«Era la passione di mio papà l’ottica, e me l’ha trasmessa – è il ricordo di Elisa – Come pure mi ha insegnato i valori più importanti della vita: il senso della famiglia e il rispetto. Mio papà era deciso, diceva sempre quello che pensava e mi ha dato tanto affetto. Sono orgogliosa di mio papà».
L’impegno politico e la passione culturale
Dante Balzola è stato inoltre una figura attiva nella politica locale, ricoprendo in passato il ruolo di segretario del PD di Crescentino e partecipando alla vita politica e amministrativa del territorio. Era poi appassionato della cultura e della storia locale. Era entrato a fare parte degli Amici della Biblioteca e aveva poi collaborato con l’associazione storico culturale La Rocca di Verrua Savoia, impegnandosi nel fare da cicerone alla Fortezza di Verrua Savoia per accompagnare i visitatori alla scoperta della storia e delle vicende relative l’antico presidio.
L’eredità e l’affetto della famiglia
Un uomo lungimirante, e profondamente legato al proprio territorio, che nel corso della sua vita ha saputo coltivare interessi professionali, culturali e politici, senza mai perdere di vista i valori della famiglia. Dante lascia la moglie Bruna, la figlia Elisa e l’amatissimo nipote Federico.