una grande perdita

Addio a  Luigi Marsico, giornalista e papà della tv: lui che diede la parola agli «ultimi»

Aveva 98 anni, decise di trasferirsi a Castagneto Po per la bellezza del suo paesaggio

Addio a  Luigi Marsico, giornalista e papà  della tv: lui che diede la parola agli «ultimi»

Viveva a Castagneto Po da circa 45 anni Luigi Marsico, giornalista di fama nazionale e uno dei padri della televisione italiana.

Addio a   Luigi Marsico, giornalista e papà della tv: lui che diede la parola agli «ultimi»

Una vita, la sua, ricca di soddisfazioni ma anche di impegno e di sacrifici. È un addio commosso quello a Gigi Marsico, un gigante gentile del giornalismo che non ha solo attraversato la storia della Rai, ma l’ha letteralmente scalata. La sua scomparsa a 98 anni segna la fine di un’epoca fatta di inchieste coraggiose, microfoni portati dove nessuno osava e una sensibilità rara per gli «ultimi».
Nato il 4 giugno 1927 a Costantinopoli, l’attuale Istanbul, Marsico entrò in Rai all’inizio degli Anni Cinquanta.
Nel 1954, quando la tecnologia era ancora fatta di valvole e pesanti apparecchiature, Marsico stabilì un primato: fu il primo radiocronista a trasmettere dai 4.000 metri del Cervino.
Dopo l’esordio come attore nei radiodrammi e il consolidamento come voce del Giornale Radio, fu Enzo Biagi a volerlo in televisione, intuendo la sua capacità di leggere la realtà oltre la superficie. Elegante e mai retorico lo stile dei suoi servizi, caratterizzati da un marchio di fabbrica riconoscibile: la volontà di dare voce a chi non aveva voce, le persone relegate ai margini: dai lavoratori arrivati dal Mezzogiorno ai giovani detenuti del carcere Ferrante Aporti
Torinese d’adozione, Marsico fece parte di quella straordinaria «scuola« piemontese che ha plasmato la cultura radiotelevisiva italiana. Legatissimo a Piero Angela, condivideva con lui l’amore per il jazz: Angela al pianoforte, Marsico alla chitarra.
Un’amicizia nata sui banchi dell’università nel 1947 e proseguita nelle redazioni, fino a vederli collaborare anche a Sanremo nel 1968, dove Marsico propose un’immagine del Festival colta e originale.
Con Gigi Marsico scompare un giornalista che ha saputo essere contemporaneamente pioniere tecnologico e intellettuale impegnato, ricordandoci che il cuore del mestiere resta sempre lo stesso: dare voce a chi non ce l’ha. Lascia un profondo vuoto soprattutto tra i figli Silvia, Elena e Alberto con le rispettive famiglie e la famiglia Rotari.

Aveva 98 anni, decise di trasferirsi a Castagneto Po per la bellezza del suo paesaggio

Si era trasferito a Castagneto Po per la bellezza del suo paesaggio e qui per un caso fortuito aveva incontrato la famiglia Rotari. Due famiglie si sono aiutate a vicenda. A lui, la famiglia Rotari riconosce il fatto che lavorava duramente per un futuro, ha offerto loro la possibilità di vivere nella sua casa. Ha visto nei coniugi Rotari, delle persone per bene che lo hanno accompagnato e a loro volta è stato per tutti i componenti della famiglia un punto di riferimento, condividendo molte cose e facendone scoprire altrettante.

«I vinili ascoltati in casa e i viaggi verso La Magdeleine accompagnati dalle audiocassette restano ricordi preziosi. – E’ il sentito ricordo della famiglia Rotati – In modi diversi, sentiamo di portare con noi anche quella sua curiosità, creatività e profondo rispetto per gli altri che ci ha sempre trasmesso».
«Per me e i miei fratelli, Gigi è stato un nonno acquisito: non per legami di sangue, ma per la vita condivisa sotto lo stesso tetto. – Afferma Elena Rotari – Ci ha cresciuti con il suo modo di parlare bene trasmettendoci l’amore per la cultura e per la musica, soprattutto il jazz. il ‘Nonno’ ci ha insegnato anche il valore delle cose semplici: il piacere di mangiare bene, l’amore per l’aria aperta e per il suo giardino.
Ogni giorno, soprattutto negli ultimi quindici anni, scendeva a osservare i suoi alberi di pere, rigorosamente pere decan, che germogliavano, parlando loro come fossero persone.
Passava ore nel suo piccolo laboratorio ad aggiustare ciò che si rompeva, finché non veniva chiamato da mia mamma per la cena».
I funerali di Gigi Marsico saranno celebrati alle 10 di questa mattina, mercoledì 11 febbraio presso la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo a Castagneto Po. Gigi riposerà nella tomba di famiglia a Revello.