Una forza d’altri tempi, unita a un sorriso che non si è mai spento neppure di fronte alle prove più dure della vita: Livorno Ferraris piange la scomparsa di Pierina Rolfo vedova Miglietta, mancata lo scorso 2 ottobre all’età di 100 anni, a un soffio dal traguardo dei 101. La sua scomparsa è avvenuta proprio nel giorno dedicato ai Santi Angeli Custodi, un simbolo toccante per una donna che è stata per un secolo intero una guida e una protezione incrollabile per tutta la sua famiglia.
Una vita di tenacia tra la campagna, la guerra e il lavoro da sarta
Nata e vissuta a Livorno Ferraris, Pierina ha dimostrato fin da giovane una straordinaria tenacia. Da ragazza ha lavorato duramente in campagna insieme al papà, occupandosi dei campi e degli animali. Durante gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale ha affrontato con grande dignità la presenza dei soldati tedeschi insediatisi nella sua abitazione, per i quali doveva preparare da mangiare. Ma la prova più grande l’ha colpita a soli 39 anni, quando la perdita prematura del marito l’ha vista rimanere sola a crescere la figlia Paola. Senza mai perdersi d’animo, Pierina si è rimboccata le maniche ed è diventata una sarta stimata e conosciuta in tutto il paese, ricordata da tutti per la sua maestria nel fare i bottoni e nel realizzare gli asür, i tradizionali e preziosi ricami per le lenzuola.
La fede, la famiglia e le ricette della tradizione
Donna di grande fede e dall’animo generoso, per lunghi anni è stata Dama dell’Oftal, molto devota alla Madonna di Lourdes. Sempre affabile e pronta ad accogliere chiunque con un sorriso sincero, Pierina ha saputo trasmettere i valori più belli della vita non solo alla figlia Paola, ma anche ai nipoti Alberto e Alessandra, che ha contribuito a crescere con immensa cura, deliziandoli anche con le sue ricette tradizionali come le famose bugie e i suoi inimitabili gnocchi.
La tempra straordinaria e la “nonna dai superpoteri”
Negli ultimi anni della sua esistenza, Pierina ha dato la dimostrazione più grande della sua incredibile tempra. Sfidando ogni pronostico della medicina, si è rialzata più volte dopo gravi problemi di salute, superando le fratture del femore e del pube e un difficile ricovero in ospedale lo scorso giugno. Ogni volta che i medici temevano il peggio, lei smentiva ogni previsione ritornando in piedi con una vitalità sorprendente, meritandosi dal nipote Daniele l’affettuoso soprannome di “Highlander” e di “nonna dai superpoteri”. Una longevità straordinaria resa possibile anche dall’amore incondizionato della figlia Paola e del genero, che l’hanno accudita giorno e notte con una pazienza e una devozione infinite.
L’ultimo saluto e le parole della nipote Alessandra
Al termine della celebrazione religiosa, a esprimere l’emozione di tutti i presenti è stata la nipote Alessandra, che ha letto una toccante lettera per ricordare la grandezza e la dolcezza della nonna: «Cara nonna, tra pochi giorni avresti compiuto 101 anni… e questa volta non festeggerai questo traguardo con noi, ma finalmente ricongiunta a tuo marito. Raggiungere questo traguardo è un dono raro, ma tu sei andata oltre, smentendo ogni previsione della scienza medica… Eri davvero la nostra nonna dai superpoteri, tanto che Daniele ti chiamava affettuosamente Highlander, l’immortale.
Quanto volte mi hai detto con timore e affetto “Io non farò in tempo a vedere nascere Federico, non vedrò mai Arianna, non vedrò mai Willy e invece hai visto tutto, nonna. Hai potuto assistere alla nascita di ogni tuo pronipote, restando al nostro fianco per condividere ogni momento importante delle nostre esistenze. Dietro questa tua affettuosa ironia si celava una donna incredibilmente forte e brillante, dotata di una tempra d’altri tempi. Ma soprattutto, sei stata una donna eccezionale, un autentico esempio di bontà e dignità. Sei sempre stata una persona affabile con tutti, pronta ad accogliere chiunque con un sorriso sincero e una parola di conforto. Questi giorni di cordoglio sono stati un vero e proprio tuffo nel passato, perché ogni persona ha portato un ricordo di te. Sapere che sei così viva nei ricordi di tutti noi testimonia, in modo tangibile, quanto amore tu abbia saputo seminare nel corso della tua lunga vita. Ora ti chiedo di vegliare su di loro, di sorreggerli e sostenerli da lassù».