il ricordo

Addio a Piero Mocca: per la Collina era una vera «certezza»

Era un uomo carismatico e presente in molte realtà.

Addio a Piero Mocca: per la Collina era una vera «certezza»
Chivasso, 04 Luglio 2020 ore 08:04

Casalborgone e la Collina hanno perso un grande uomo: è morto Piero Mocca. Un uomo, un volto che per il territorio era una certezza.

Addio a Piero Mocca

Piero Mocca era malato da tempo, ma ha lottato sino alla fine con grande dignità: infatti sino alla fine lo si poteva trovare per il caffè del mattino e incoraggiava le persone ad andare avanti e diceva, a color o che lo incontravano: “Andrà tutto bene”. Piero era sempre così pronto ad aiutare il prossimo, un uomo dal grande carisma che amava stare in mezzo alla gente e adoperarsi per le persone.

La sua professione e le sue passioni

Aveva 69 anni ed era un pensionato Sorin, amava la sua professione e quando ne parlava ci metteva passione e trasporto. Lo stesso accadeva quando si apprestava ad affrontare discorsi sui droni ed aerei per cui nutriva un vero amore.
Non c’era iniziativa a Casalborgone che non lo vedesse coinvolto. «Mocca è colui che ha insegnato a sciare ai casalborgonesi perchè ogni fine settimana organizzava un pullman per le località sciistiche per i più giovani – lo ricordano così a Casalborgone – Lui ha insegnato ad utilizzare il drone a molti. Insomma, amava condividere il suo sapere e le passioni con gli altri. Era nell’Aib, nella banda musicale, nella Società Operaia, era la chitarra nel coro dell’Unitre di san Sebastiano da Po. Non aveva una carica ufficiale, ma Mocca c’era. Il suo impegno, il suo insegnamento sono stati molto preziosi per la Collina e ha lasciato un segno indelebile. Piero Mocca faceva parte dei Plancton, un gruppo rock composto da cinque persone. Anche in quest’occasione Piero ha mostrato il suo grande carisma infatti pur non conoscendo una parola di inglese cantava utilizzando uno slang tutto suo che risultava poi essere perfetto. Insomma, non c’era realtà culturale e sociale a Casalborgone che Mocca non conoscesse e soprattutto in cui non fosse attivo.

L’ultimo saluto

Una numerosa e commossa folla si è stretta attorno alla moglie di Mocca, Anna, alla figlia Francesca con Roberto. I funerali sono stati celebrati nella mattinata di lunedì 29 giugno nella parrocchia di San Bartolomeo a Casalborgone. Molto toccanti i ricordi degli amici di Piero con cui ha condiviso anche esperienze nell’ambito dell’associazionismo.

I ricordi

«Piangere per un amico è quasi umano, piangere invece per un fratello amico e devastante. I tre anni passati in missione in Puglia, altre missioni in Liguria, a spalare fango e lavare strade, sono ricordi indimenticabili. Le serate passate a cantare e tu suonavi la tua chitarra radunando attorno a te un folto gruppo di amici e non. – dice Alfiero – Ora tutto questo non ci sarà più. Lasci un grande vuoto in me. rammento ancora le lezioni di volo per il drone. Ora è tutto finito. Caro Piero, ora potrai volare nel tuo cielo infinito con i tuoi modelli di aereo. Ciao amico mio e ché la terra ti sia lieve». «Mi hai insegnato a sciare, giocare a tennis e prima ancora a nuotare. Desideravo che mi insegnassi ad usare il tornio e questo non è stato possibile. – Afferma Ezio – Mi hai trasmesso il sorridere sempre e comunque d’innanzi allo scorrere degli eventi. Un padre è unico e sacro ma tu quella sacralità l’hai avuta da me. Caro padrino, oggi mi sento un uomo più povero».
«Ciao Piero. Non ci conoscevamo da tanto tempo, ma appena conosciuti ci siamo intesi subito. – ricorda Corrado – Quando parlavamo di meccanica, pezzi strani, particolari impossibili, e nozioni che mi hai insegnato. Beh ho avuto il piacere di conoscere un uomo sincero, a volte strano, ma giusto. Le volte che ci si vedeva al bar era una lotta continua nel pagare il caffè. Sei stato un signore in mille occasioni e mille modi anzi lo sei ancor di più ora un signore. Purtroppo non son riuscito a farti vedere il 124, ma a modo tuo lo sentirai, vai a trovare mio padre, anche lui era come te, vedrai vi intenderete subito. Ciao Piero».

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