AMBIENTE

Alluvioni, l’ex sindaco: “Mettete in sicurezza l’argine”

Stiamo parlando dell’argine che risulta non essere in grado di difendere i territori di Sasso, Porzioni e Santa Maria da una possibile piena del fiume Po.

Alluvioni, l’ex sindaco: “Mettete in sicurezza l’argine”
Cronaca Vercellese, 30 Gennaio 2021 ore 05:57

Se Allara Spa nei giorni scorsi ha ritirato il progetto relativo all’intervento di rinaturazione (ex Art. 36 P.A.I.) connesso a movimentazione ed estrazione inerti in località Sasso del comune di Verrua Savoia che interessava molto il territorio crescentinese, resta un problema legato a questo territorio che nel corso dei vari incontri è stato più volte sottolineato ma sul quale nessuno, almeno ufficialmente, ha proposto nulla in queste settimane. Stiamo parlando dell’argine che risulta non essere in grado di difendere i territori di Sasso, Porzioni e Santa Maria da una possibile piena del fiume Po.

Il problema è l’argine

Se Allara Spa nei giorni scorsi ha ritirato il progetto relativo all’intervento di rinaturazione (ex Art. 36 P.A.I.) connesso a movimentazione ed estrazione inerti in località Sasso del comune di Verrua Savoia che interessava molto il territorio crescentinese, resta un problema legato a questo territorio che nel corso dei vari incontri è stato più volte sottolineato ma sul quale nessuno, almeno ufficialmente, ha proposto nulla in queste settimane. Stiamo parlando dell’argine che risulta non essere in grado di difendere i territori di Sasso, Porzioni e Santa Maria da una possibile piena del fiume Po.

“Mettetelo in sicurezza”

Un aspetto che, durante l’incontro con i residenti nel teatrino comunale, era stato appunto fatto notare e sul quale interviene anche l’ex primo cittadino Fabrizio Greppi.

E’ un problema che da anni è ormai a me noto – spiega Greppi – infatti quando ero ancora sindaco, avevo previsto di investire una parte dei fondi della convenzione Ilvo e Eni Versalis per la progettazione di questo nuovo argine.
Dunque sollecito il sindaco a prendere in mano questa situazione e prevederne la progettazione visto che lui, senza alcun merito, ha firmato la convenzione che io avevo elaborato con le due aziende.
Ricordo a tutti che nel corso del mio mandato, mi sono trovato ad affrontare il fallimento di Ibp (gruppo Mossi Ghisolfi) e tutte le conseguenze negative che ha portato sul nostro territorio.
Con i soldi della convenzione, infatti, noi non avremmo solamente finanziato il rifacimento di viale Po ma, appunto, la progettazione di questo argine – continua Greppi . Il motivo è molto semplice: noi volevamo intervenire per difendere da una futura alluvione le zone di Sasso, Porzioni e Santa Maria visto che l’argine attualmente presente non è a norma. A questo mancano 50 centimetri in altezza dunque qualora arrivasse un’altra piena Cascina Ressia e le abitazioni vivrebbero nuovamente la situazione drammatica del 2016.
Gli sollecito la progettazione così che possa depositarlo poi nel sistema ReNDiS in modo tale che non appena la Regione Piemonte ha i soldi per finanziare l’opera possa cantierizzarla subito. Questo sarebbe un modo per accelerare i tempi e non perdere un’occasione importante.
Il progetto che noi avevamo ipotizzato prevede l’argine fino alla Doretta morta così da mettere in sicurezza Cascina Ressia e costerebbe intorno ai 20 mila euro. La realizzazione dell’argine invece costerà tra un milione e mezzo e due milioni di euro.

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