Ambientalisti contro la centrale: "Vogliamo un consiglio aperto"

Questa è la richiesta sollevata in questi giorni.

Ambientalisti contro la centrale: "Vogliamo un consiglio aperto"
Chivasso, 13 Luglio 2018 ore 14:18

Ambientalisti contro la centrale biogas a Rondissone: "Vogliamo un consiglio comunale aperto". Questa è la richiesta sollevata in questi giorni.

Ambientalisti contro la centrale biogas

Gli ambientalisti non fanno più sconti a nessuno. Ne che siano seduti tra i banchi della maggioranza che della minoranza. Loro non stanno dalla parte di nessuno, solo quella del cittadino. Quello che voglio tutelare, difendere da nuovi impianti o centrali. E la rabbia del Comitato ambientalista rappresentato nella Conferenza dei servizi non lascia spazio a nessuna parola non detta. E’ un Comitato che vuol far sentire le proprie ragioni.

Le parole del comitato

«Non si può non commentare quello che il sindaco ha dichiarato dopo la Conferenza - spiega Squillace -. Non solo conferma la sua totale incapacità di decidere, ma dichiara esplicitamente che si il parere favorevole fu dato ma per una dislocazione diversa da quella che poi la Ferplant ha scelto per installare l’impianto attuale. Ma come è possibile che la Ferplant ottenuto il parere favorevole per un sito poi cambi idea e decida autonomamente di installarlo da un’altra parte senza il parere del comune? Forse il parere era valido per tutto il territorio comunale? Da quando si lascia tanta libertà e discrezionalità a una ditta di scegliersi da sola il posto dove installare un impianto di quella portata? Gli effetti di quella scelta sono sotto gli occhi di tutti, hanno scelto il posto più comodo per i loro trasporti infischiandosene della vicinanza al centro abitativo, al parco giochi, alla presenza di persone che lavorano a poca distanza dal luogo dell’impianto. La responsabilità rimane adesso come in futuro del sindaco, della sua Giunta e della minoranza. Quando e se in futuro ci saranno odori molesti o altri problemi di qualsiasi natura imputabili all’impianto la gente saprà di chi è la colpa. Questa volta non ci saranno alibi come quando fu regalato (a pagamento) l’acquedotto alla Smat allora si disse che c’era il commissariamento e la sanzione amministrativa. Stavolta non ci sono scuse, non c’è niente di questo. Se volete allegare al vostro curriculum amministrativo anche questa prodezza fate pure, la gente vorrebbe che almeno stavolta il consiglio comunale fosse aperto agli interventi di tutti quelli che vorranno dire la opinione in merito».
Dunque ora si attende la convocazione del consiglio comunale.