CHIVASSO

Amplessi troppo rumorosi due famiglie si prendono a botte

Nella palazzina di via Coppina, alla periferia della città.

Amplessi troppo rumorosi due famiglie si prendono a botte
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Non è certo la prima volta che i carabinieri della Compagnia di Chivasso, guidati dal Maggiore Luca Giacolla, si fermano ai piedi di quella palazzina di via Coppina, alla periferia della città, per fatti più da «cronaca rosa» che da «cronaca nera».

Amplessi troppo rumorosi due famiglie si prendono a botte

La scorsa settimana, gli uomini dell’Arma sono intervenuti per una storia che, al netto di quanto poi avvenuto, può anche far sorridere.
Stando alle testimonianze raccolte, due famiglie che vivono al primo e al secondo piano sarebbero da tempo ai ferri corti per le classiche discussioni di vicinato: una sedia che striscia sul pavimento, un mobile spostato negli orari in cui vige il silenzio, urla e passi non proprio «felpati» anche nel cuore della notte.
Fin qui, se possibile, tutto normale. La situazione è però precipitata quando le discussione si è spostata sui «gemiti» inequivocabili uditi dai vicini, e legati agli «amplessi rumorosi» (così sono stati definiti) di una ragazza, il cui onore è stato però difeso a spada tratta dai famigliari.
Giovedì, dopo l’ennesima discussione, a dar man forte ai famigliari della giovane donna sarebbero intervenuti anche alcuni parenti da Torino, e dagli insulti i due gruppi sarebbero ben presto arrivati alle mani tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri. Dalle 14.30 alle 17.30 sarebbero stati ben tre i focolai di lite, di cui uno addirittura davanti alla caserma di via XXIV Maggio.
I protagonisti, ovviamente, hanno amplificato o sminuito le responsabilità della rissa, che in almeno un’occasione sarebbe stata filmata con gli smartphone. Schiaffi, pugni e calci «proibiti» di cui non vi sarebbe però traccia nei referti dell’ospedale di Chivasso, dove quattro persone sono state visitate e dimesse con prognosi di pochi giorni.

La denuncia

Inevitabile lo scambio di querele, a cui sono però seguiti giorni di assoluta tranquillità. I vicini non hanno più sentito volare una mosca, e sperano vivamente che non si verifichino più episodi come quelli di giovedì.
«Una scena surreale - ci racconta uno di loro - tutti urlavano senza che si capisse perché. Hanno accusato quella ragazza di essere troppo “focosa”, insinuando però che il ragazzo non fosse sempre lo stesso... Onestamente non so cosa avrei fatto al posto dei suoi famigliari, perché per dire certe cose bisogna avere le prove. E’ una ragazza giovane, ha il diritto di vivere la sua vita come vuole senza essere giudicata».

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