La gestione della viabilità intorno alle scuole di Chivasso sta per cambiare radicalmente, sollevando forti perplessità sulla reale efficacia delle nuove misure. Al centro della questione c’è l’istituzione di una nuova zona pedonale scolastica in viale Cavour, proprio davanti al plesso della scuola materna «Bambi».
Anche Viale Cavour nella rete della “fabbrica delle multe”
Se fino a ieri la sicurezza dei più piccoli era garantita in modo tangibile dalle vecchie transenne posizionate dal «nonno vigile» negli orari di entrate e uscita, il futuro prossimo vedrà la sostituzione del blocco fisico con un occhio elettronico pronto a immortalare (e sanzionare a caro prezzo) i trasgressori.
La svolta digitale prenderà il via con un periodo di prova durante tutto il mese di settembre 2026, utile a testare gli impianti, per poi entrare ufficialmente in vigore a partire dal primo ottobre dello stesso anno. Il meccanismo prevede l’attivazione di varchi elettronici per il rilevamento automatico dei transiti posizionati in viale Cavour, precisamente all’intersezione con viale Vigili del Fuoco e con viale Vittorio Veneto. Il controllo automatizzato sarà attivo esclusivamente nei giorni di frequenza scolastica, da settembre a giugno, dal lunedì al venerdì. Gli orari scelti coincidono con i momenti di ingresso e uscita dei bambini: la mattina dalle 8 alle 8.45 e il pomeriggio dalle 16 alle 16.30.
Le transenne sbarravano la strada, le telecamere no
Il nodo centrale della polemica risiede nella natura stessa di questa tecnologia. Mentre le transenne sbarravano la strada a livello fisico, impedendo qualunque accesso e creando un’area protetta e totalmente sicura per i piccoli della scuola materna, le telecamere si limitano a registrare il passaggio dei veicoli. Un automobilista distratto o indisciplinato potrà comunque transitare davanti al plesso mettendo a rischio i pedoni, e l’unica conseguenza reale sarà il successivo recapito a casa di una sanzione pecuniaria.
La sensazione diffusa è che il nuovo varco elettronico finirà per rivelarsi unicamente uno strumento per fare cassa, piuttosto che un reale presidio a tutela dell’infanzia. Sebbene l’amministrazione comunale motivi il provvedimento con l’intento di ridurre l’inquinamento da sosta selvaggia e favorire l’autonomia dei giovani, l’efficacia pratica sul fronte della protezione immediata solleva enormi dubbi. Una telecamera, infatti, non frena fisicamente un’automobile, si limita a fotografarla quando l’infrazione è già compiuta.