Cronaca
La vicenda

Archiviate le accuse dell’Asl contro l'oculista Panico

Fine di un incubo per il noto oculista chivassese.

Archiviate le accuse dell’Asl contro l'oculista Panico
Cronaca Chivasso, 26 Febbraio 2022 ore 04:46

«Non sussistono agli atti elementi sufficienti a sostenere l’accusa». Con queste parole, lo scorso 23 dicembre il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, Gianfranco Colace, ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale aperto (nel 2017) contro Claudio Panico, notissimo oculista e ora direttore dell’oculistica dell’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino.

Panico, archiviate le accuse dell’Asl

Panico era accusato di aver «attestato falsamente, in modo fraudolento, la propria presenza in servizio» mentre invece partecipava come relatore a un congresso a Milano e svolgeva attività libero professionale presso una casa di cura nel capoluogo piemontese. E ancora, Panico era accusato di aver chiesto permessi all’AslTo1 (era direttore dell’oculistica all’Oftalmico di Torino) «per la partecipazione a congressi ed aggiornamenti professionali obbligatori, ai quali però non partecipava ma eseguiva interventi chirurgici presso una casa di cura procurandosi un ingiusto profitto con correlativo danno per l’ente pubblico».

Il procedimento

Il procedimento era nato nell’aprile del 2017 da una comunicazione dell’AslTo1 con successivo intervento dei carabinieri del Nas, indagini a cui Panico aveva risposto depositando una dettagliata memoria difensiva allegando anche la relazione di un giuslavorista.
Note da cui si evince come il lavoro dell’area della dirigenza medica si basi principalmente sulla discrezionalità di articolare il proprio orario, definito variabile e a scelta del dirigente di struttura complessa. E ancora: in una struttura ospedaliera è compatibile una articolazione dell’orario di lavoro anche nelle 24 ore, quindi con una libera pianificazione; la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale equivale alla prestazione lavorativa, pertanto il dirigente medico nella medesima giornata potrebbe svolgere attività extramoenia ed ospedaliera ed allo stesso modo attività extramoenia e partecipare a corsi di aggiornamento.
Da aggiungere la considerazione che anche il viaggio sia da considerarsi orario di servizio: un dettaglio non da poco, in quanto Panico avrebbe potuto svolgere la libera professione nelle giornate di viaggio autorizzate.
Panico, nel corso del procedimento, ha fornito ampia giustificazione su errori commessi in buona fede, senza che l’Asl li abbia mai controllati in modo tempestivo.
Vista la richiesta della Procura, con provvedimento del 31 gennaio il Giudice per le Indagini Preliminari Ersilia Palmieri ha disposto l’archiviazione del procedimento.

Il commento di Panico

«In questi anni - dichiara Panico - due volte la magistratura ha dato torto all’Asl: la prima volta perché avevo aperto uno studio con dei miei colleghi ed il commercialista ci consigliò di fare una srl, e la Asl ci accusò di conflitto di interesse pur essendo extramoenia, condannandoci a tre mesi di sospensione senza assegni. I miei colleghi patteggiarono metà della pena, mentre io mi appellai al tribunale del lavoro, vincendo la causa.
La seconda volta per la vicenda attuale: accusa di operare in clinica dopo aver bollato ed anche mentre dovevo essere presente a Congressi.
Il Gip ha recepito il non luogo a procedere proposto dal PM dopo quasi cinque anni di indagini.
Nel frattempo per lo stesso motivo sono stato condannato a sette giorni di sospensione senza assegni dal consiglio di disciplina dell’Asl, che poi ha trasmesso gli atti in Procura per le sanzioni penali.
A settembre 2019 sono stato mandato davanti al consiglio di disciplina con una doppia motivazione: per aver speso troppo (assolto dal loro stesso consiglio di disciplina) perché ho realizzato 4 milioni di utili con il mio reparto ospedaliero (miglior risultato di tutta l’Asl città di Torino, con secondo classificato una neurochirurgia a 2 milioni 700 mila euro) con un aumento anche proporzionale dei costi, mentre, per contro, l’altro polo oculistico della stessa Asl perdeva 100 mila euro all’anno; per aver utilizzato una mail non autorizzata (500 euro di sanzione). Non posso andare dall’avvocato x 500 euro, perché avrei vinto di nuovo, la mail c’era già.
Nella mia nuova funzione ho riproposto ad un tavolo regionale l’utilizzo della mail per ridurre la distanza tra il territorio e l’Ospedale ad uso degli Specialisti Ambulatoriali. Questi possono inviare in Ospedale via mail i dati e le immagini dei pazienti affetti da maculopatia (malattia tempo dipendente), che vengono così presi in carico tempestivamente e subito trattati in Ospedale. Questa forma di telemedicina ha suscitato estremo interesse a livello regionale e c’è un progetto per adottarla su scala più vasta rispetto a quella già adottata presso il mio Ospedale.

Ho trascorso 40 anni della mia vita professionale all’Ospedale Oftalmico dove ho potuto formarmi adeguatamente in un porto di mare dove anche le patologie più rare erano quasi usuali.
E’ stata una grande esperienza ed ora abbiamo recentemente iniziato una nuova avventura creando con Humanitas Gradenigo un polo di eccellenza per tecnologia e competenza, dove si possono trovare le stesse strumentazioni di Londra e New York».

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