Cronaca
non si fermano...

Baby gang, il centro di Chivasso a soqquadro

Bidoni ribaltati e rovesciati tra via Torino e via San Marco. Insultati i residenti

Baby gang, il centro di Chivasso a soqquadro
Cronaca Chivasso, 25 Febbraio 2023 ore 08:11

Se la sfilata di Carnevale si è svolta senza incidenti (anche grazie alla massiccia presenza delle forze dell’ordine che hanno controllato ogni angolo della città), e l’area del luna park è stata presidiata da alcuni genitori, è altrettanto vero che nel fine settimana le «baby gang» che stanno togliendo il sonno ai chivassesi si sono scatenate tra le vie del centro.

Baby gang, il centro di Chivasso a soqquadro

Il bilancio è di bidoni rovesciati e rifiuti sparsi tra via Torino e via San Marco, vandalismi del tutto gratuiti a cui si aggiungono i pesantissimi insulti rivolti ai residenti svegliati dal frastuono la cui unica colpa è stata quella di affacciarsi alla finestra: «Dai scendi se hai il coraggio, facci vedere di cosa sei capace».
E poi risate, e altri insulti e bestemmie, ragazzi e ragazze (molti con meno di 14 anni e per questo «intoccabili» anche dalla Legge) che ormai hanno capito di poter fare quel che vogliono.
Tre, i carabinieri, li hanno denunciati per i furti e le botte al Luna Park, ma a quanto pare nessuno si è spaventato più di tanto.
I taglieggiamenti («Dammi un euro») sono continuati, così come non si sono fermati i furti (o le rapine) dei portafogli di ragazzini usciti di casa con non più di dieci o venti euro.

Un lungo elenco di episodi spiacevoli...

Quello che continuano a chiedersi i chivassesi è come sia possibile che le istituzioni permettano a queste bande di fare il bello e il cattivo tempo in ogni angolo della città. L’elenco è lunghissimo, e parte dall’aggressione di una ragazzina al Bennet per rubarle le scarpe al 12enne picchiato in via Siccardi, per passare alle scorribande in centro o ancora ai pestaggi per cui, stando alle informazioni raccolte, il «capobanda» si farebbe pagare dai «figli di papà» che non vogliono sporcarsi le mani.

«Il sindaco - è la voce più comune - dovrebbe informare i servizi sociali, perché se i figli si comportano così è molto probabile che sia anche colpa dei genitori. Non è logico aver paura anche solo di fare una passeggiata in centro: questi teppisti non si fermano davanti a nulla, e ne è la prova il genitori massacrato a calci solo perché intervenuto dopo un furto. Non ci sentiamo sicuri, chi di dovere deve intervenire prima che la situazione degeneri».

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