C’è l’esito dell’esame del Dna, l’uomo che viveva con la bimba in una casa nel Chivassese non è suo papà. E il mistero di infittisce sempre di più. Il fatto era accaduto a luglio 2025 quando la piccola aveva circa un anno.
Bimba prelevata da un’abitazione: l’uomo che viveva con lei non è il papà
Si infittisce il mistero sulla bambina di un anno prelevata, la scorsa estate, da un’abitazione nel territorio chivassese. Dopo il ritrovamento in condizioni igieniche precarie, arriva la svolta investigativa che cambia radicalmente i contorni della vicenda: l’uomo che viveva con lei non è il papà biologico.
La Svolta nelle Indagini della Procura di Ivrea
Il caso era scoppiato a seguito di un controllo della Polizia Giudiziaria della Procura di Ivrea. Entrati nell’abitazione, gli agenti si erano trovati di fronte a una situazione di forte degrado. L’uomo presente in casa si era subito dichiarato il genitore della piccola, ma la mancanza di documenti certi e l’assenza della madre (presumibilmente di origini est-europee) avevano spinto gli inquirenti a disporre il test del DNA. Nessuna traccia della madre, probabilmente originaria dell’Est Europa, e una serie di altri fattori che hanno spinto gli uomini della Polizia Giudiziaria della Procura di Ivrea di andare a fondo della vicenda.
L’esito degli esami, trapelato nelle ultime ore, non lascia spazio a dubbi: non vi è alcun legame di parentela tra i due. Questo dettaglio trasforma un caso di marginalità sociale in un vero e proprio rebus legale e investigativo. Non si esclude alcuna pista, dal traffico di minori alla sostituzione di persona, fino all’ipotesi di un “affidamento informale” irregolare. La Magistratura eporediese sta ora scavando nel passato dell’uomo e nei movimenti transfrontalieri per rintracciare la vera identità della piccola.
La minore è stata affidata al CISS di Chivasso
Come già accaduto per il recente e drammatico caso dei “bambini della Collina” (scoperti solo grazie a una frana), la rete di protezione sociale si è attivata immediatamente. La bambina è stata affidata alle cure del CISS di Chivasso, che ha provveduto a collocarla in una struttura idonea e protetta.