una terribile realta'

Botte alle prostitute che non guadagnano: sfruttatori arrestati

A far scattare l'allarme era stata una giovane malmenata.

Botte alle prostitute che non guadagnano: sfruttatori arrestati
Cronaca 23 Dicembre 2020 ore 11:12

Grazie alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Canelli  è venuta a alla una situazione che  ha portato all’arresto di due uomini di origine albanese, ai domiciliari per un italiano e una donna albanese e all’obbligo di dimora per una connazionale di quest’ultima. Come riporta LaNuovaProvincia.it

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

A fine febbraio, una pattuglia di carabinieri è intervenuta sulla statale di Isola, davanti al Cimitero, zona ormai tristemente famosa per la prostituzione. A chiamarli era stata una giovane donna albanese in evidente stato di choc che presentava dei lividi e delle lesioni alle gambe, ai polsi e alla testa. Durante il soccorso la ragazza ha detto di essere stata aggredita da due connazionali che l’avevano picchiata con lo sgabello sul quale si sedeva in attesa dei clienti. Le avevano anche preso il telefono cellulare e l’avevano abbandonato lì per strada, nonostante le ferite e le contusioni.

I pedinamenti

Grazie anche a numerosi pedinamenti e appostamenti, hanno ricostruito come funzionava l’organizzazione formata da 4 albanesi e un italiano che gestivano sul territorio astigiano e albese la prostituzione di giovane ragazze che provenivano dall’Albania. Le “piazze” controllate dal gruppo erano quelle di Isola, Costigliole, Vigliano, Agliano, Monticello d’Alba ed Alba.

Al vertice della banda ci sono due fratelli albanesi, erano i gestori del gruppo di ragazze che convivevano in un appartamento del centro di Asti con due donne che si prostituivano e aiutavano i fratelli nel controllo delle altre “colleghe” più recalcitranti.

C’è poi l’italiano, U. C. di 73 anni, residente ad Alba, incensurato, che svolgeva il ruolo di “taxista” per la banda accompagnando le ragazze alle piazzole loro assegnate in cui attendere i clienti.

Le botte erano all’ordine del giorno

Le botte erano all’ordine del giorno, soprattutto quando non guadagnavano abbastanza. E non importava se dipendeva da fattori estranei a loro, le punizioni erano sempre severissime. E, ovviamente, la quasi totalità dei proventi dell’attività di prostituzione erano incassati dall’organizzazione.

Le ordinanze

Le ordinanze sono state già tutte notificate e i due fratelli si trovano nelle carceri di Asti ed Alessandria in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip. Durante le perquisizioni sono stati trovati dei soldi in contanti ritenuti una parte degli incassi sottratti alle ragazze.

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