Botte, bottigliate in testa, minacce di morte, auto che sfrecciano e sgommano in via Torino, una serie di esplosioni (colpi di pistola?) che fanno piombare il cuore del centro storico in un silenzio irreale, come ai tempi del Covid. Nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 aprile, Chivasso ha vissuto l’ennesima notte di follia.
Botte, bottigliate e spari in via Torino
Non un caso isolato, come raccontano i residenti ormai più terrorizzati che esasperati, ma il culmine (almeno ad oggi, le cose potrebbero infatti sempre peggiorare…) di un’escalation che dimostra, parole loro, come la città sia ormai «Persa, fuori controllo. Chi non abita in centro non ha idea di cosa sia diventata Chivasso negli ultimi anni. Abbiamo paura ad uscire di casa la sera, e poi quei colpi, secchi, improvvisi, che si ripetono ciclicamente. Anche se poi quando ci affacciamo dalle finestre i Carabinieri ci dicono che sono solo “petardi”, non crediamo che poi passino ore a cercare i resti dei botti a terra, con le torce, continuando a sfilare tra via Torino e via San Marco. Sono colpi di pistola, smettiamo di prenderci in giro, e quelli che tentano di trovare sono i bossoli».
E alcuni spari sarebbero stati uditi anche venerdì notte, intorno alle due, al termine di un qualcosa persino difficile da descrivere.
Stando a quanto siamo riusciti a ricostruire (in casi come questo potrebbero tornare utili le telecamere di sorveglianza del Comune, ma lungo tutto l’asse di via Torino non ve ne sono di funzionanti…), tutto avrebbe avuto inizio in un bar a ridosso del centro, ritrovo abituale di ragazzini.
Una zuffa tra le due fazioni (da una parte sinti piemontesi, dall’altra rampolli di famiglie «complicate» che da tempo fanno il bello e il cattivo tempo in città) degenerata al punto che la testa di uno dei contendenti sarebbe stata usata (usiamo il condizionale ma i dubbi sono pochi) per sfondare la vetrina del locale.
Una rissa vera e propria, che nel giro di pochi minuti avrebbe coinvolto una trentina di persone. In strada, prima di scappare verso via Torino, i ragazzi si sarebbero presi anche a bottigliate in testa, particolare che fa capire la «ferocia» dell’aggressione.
Ma è a pochi passi del Duomo (lato piazza Carletti) che la situazione sarebbe ulteriormente precipitata, con l’arrivo, in auto (almeno quattro le vetture), dei genitori dei ragazzi o comunque di adulti loro collegati.
Altre botte, altre minacce e poi quei colpi che hanno fatto saltare sul letto più di una persona.
Poi, come sono arrivati, tutti i protagonisti di questa folle notte hanno lasciato via Torino, continuando però la discussione, fino alle 4 del mattino, nella zona dei viali (con buona pace di chi vive nei palazzi che vi si affacciano).
Il precedente
Un episodio praticamente identico era avvenuto nella tarda serata di venerdì 8 luglio 2022, quando alcuni ragazzi, che si stavano già picchiando (per motivi ignoti) nella zona di piazza del Castello si erano spostati in via Torino.
Non una semplice scazzottata (per quanto possa essere semplice), ma una furia cieca che avrebbe prima spinto cinque o sei ragazzi ad accanirsi contro un coetaneo anche con calci in testa quando quest’ultimo era già a terra, per poi concludersi in un groviglio di trenta persone in un tutti contro tutti che si è chiuso solo quando sono mancate le forze e i colpi subiti hanno iniziato a farsi sentire.
Come pochi giorni fa, i contendenti avrebbero chiamato i rinforzi subito intervenuti, in auto, senza curarsi del fatto che via Torino sia un’isola pedonale.
E così, i racconti di quattro anni fa continuavano con lo sgommare di una Alfa Romeo Giulietta e di una Nissan Juke che avrebbero attraversato via Torino a folle velocità, tra le urla delle persone che per non essere investite non avevano potuto far altro che lanciarsi sotto i portici.
La rissa, o a questo punto meglio il massacro, era poi proseguita quasi all’angolo con piazza Carletti: altri pugni, altri calci alla testa e alla schiena, minacce pesantissime che diventa difficile ricondurre a una «banale» lite tra adolescenti. Più facile pensare a una «faida» tra due famiglie, «rivali» anche per alcune attività economiche in città.
Terra di spaccio
«La situazione in centro – proseguono i residenti – soprattutto nel fine settimana è diventata insostenibile. Ci sono locali che tengono la musica alta fino alle due o alle tre di notte, fregandosene di tutto e tutti (forse vogliono proprio dimostrare questo, di essere al di sopra delle legge), altri con code chilometriche per andare nei bagni dove si spaccia qualsiasi cosa “alla luce del sole”. I maschi, non vanno in bagno a due a due…».
Che l’attività di spaccio sia cresciuta lo dimostrano anche alcune recenti attività d’indagine dei Carabinieri, che nelle scorse settimane hanno passato al setaccio anche alcune cascine tra frazione Castelrosso e Verolengo alla ricerca di sostanze stupefacenti di vario tipo.
A preoccupare maggiormente è l’uso del crack, con gli utilizzatori disposti a tutto per recuperare anche solo dieci euro, il costo di una dose: «Vediamo scene di una violenza che non riuscite nemmeno ad immaginare – proseguono i residenti – e quando chiamiamo il 112 (sempre che ci siano pattuglie in zona disponibili) spesso è troppo tardi perché i militari possano intervenire».